Il Consiglio di Stato ha respinto con propria sentenza il ricorso proposto dal Comune di Tortora, nel Cosentino, sull'Autorizzazione integrata ambientale concessa alla Co.Gi.Fe Ambiente Srl per le attività del depuratore di rifiuti liquidi pericolosi e non in località San Sago. Con il proprio ricorso, strutturato in dieci motivazioni, il Comune chiedeva di annullare le autorizzazioni rinnovate nel 2023 dal ministero dell'Ambiente e grazie alle quali l'impianto potrebbe tornare in attività dopo un lungo periodo di fermo.
Il Consiglio di Stato non ha accolto nessuna delle 10 motivazioni, respingendo dunque il ricorso, e compensando le spese legali tra le parti. Per la conclusione dell'annosa vicenda giudiziaria resta da affrontare un ulteriore procedimento, che pende presso il Commissario per gli usi civici della Calabria. La recente sentenza del Consiglio di Stato sull’impianto di San Sago rappresenta una sconfitta giuridica ampiamente prevista, ma secondo l’Associazione Imprese di Pesca di Maratea la speranza per la tutela ambientale resta viva grazie alla possibilità di una nuova Valutazione Ambientale, in seguito alle sopraggiunte determinazioni delle Aree Marine Protette di Calabria e Basilicata.
«Una politica sorda e una parte civica alla ricerca di visibilità hanno portato a questo risultato – affermano dall’associazione – Chi abbandona ora conferma purtroppo la propria inadeguatezza». Già a dicembre 2021, sottolineano, era stata segnalata l’importanza di dare seguito alla pronuncia del Consiglio Regionale di Basilicata, che all’unanimità chiedeva la revisione della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) su San Sago. La politica locale, insieme a una parte civica in cerca di gloria, scelse invece di puntare su una battaglia amministrativa tardiva e inconsistente. A ottobre 2023, l’associazione invitò tutti i sindaci coinvolti, calabresi e lucani, a battersi per le Aree Marine Protette e a richiedere nuove valutazioni ambientali in seguito ai nuovi regimi di protezione degli habitat costieri. Anche in quel caso, si decise di concentrare gli sforzi su una battaglia giuridica priva di fondamento.
«Ora è il momento di rilanciare la lotta – conclude l’associazione – È necessario coinvolgere i Dipartimenti Ambiente e gli uffici Parco di Calabria e Basilicata, che stanno investendo concretamente nella tutela delle coste. L’appello va in particolare all’Assessore Laura Mongiello, che potrebbe aprire immediatamente un dossier per la richiesta di una nuova valutazione degli impatti ambientali, in seguito ai nuovi regimi di protezione degli habitat costieri di Maratea, che dovranno necessariamente comprendere la foce del fiume Noce».