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| Gi Elle Volley, senza Palaolimpia rinuncia a tre campionati regionali |
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2/11/2026
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| Per la Gi Elle Volley Policoro si apre una stagione segnata da sacrifici e difficoltà strutturali. L'assenza del Palaolimpia e l'incertezza legata all'attuale impianto sportivo hanno costretto la società jonica a ridimensionare la propria presenza nei campionati regionali, rinunciando a tre competizioni. Una scelta dolorosa, ma necessaria per mantenere vivo il movimento pallavolistico e continuare a offrire alle giovani atlete un'opportunità di crescita sportiva e sociale. Di seguito la nota della società.
Per la prima volta dopo tanti anni, parte dei campionati regionali di Pallavolo femminile non vedono la Gi Elle Volley tra le squadre iscritte.
Le difficoltà dovute alla mancanza del PALAOLIMPIA (struttura danneggiata dall'evento atmosferico del 2 settembre scorso) e dall'incertezza più assoluta dovuta alla struttura attualmente in uso che in caso di pioggia diventa inagibile, hanno portato il sodalizio jonico all'amara e triste decisione di privare le proprie ragazze di tre dei sei palcoscenici del volley regionale.
È un sacrificio obbligato, comunica la società, e l'aver iscritto tre squadre nei campionati U13, U14 e U17 resta comunque un rischio grosso di vedere molte gare saltare in caso di pioggia con il rischio di vedersele assegnate perse a tavolino dal giudice territoriale, ma il movimento non può morire del tutto. Resta la fiducia e soprattutto la speranza che il tutto torni alla normalità soprattutto per sfatare un luogo comune che vede la pallavolo uno sport di serie B rispetto al più gettonato Sport che prevede calci ad un pallone, senza dimenticare che la Gi Elle Volley Policoro da anni è una delle più attive nel sociale, a conferma è giunto il rinnovo della collaborazione con Anffas Policoro e Peperonaut.
Non resta che incrociare le dita e che il tutto venga sistemato il prima possibile. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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