Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, su proposta del ministro dell’Interno, ha adottato il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Lagonegro.
“Considerato che nel citato ente non può essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi a causa della riduzione dell’organo assembleare, per impossibilità di surroga, a meno della metà dei consiglieri”, motiva in premessa il presidente della Repubblica.
Mattarella ha anche nominato il dottor Gerardo Quaranta quale “commissario straordinario per la provvisoria gestione del Comune”, fino all’insediamento degli organi ordinari, conferendogli “i poteri spettanti al consiglio, alla giunta e al sindaco”.
Il commissario prefettizio Gerardo Quaranta, vice prefetto in servizio presso la prefettura di Potenza con le funzioni di Capo di Gabinetto, si era insediato lo scorso 18 ottobre dopo essere stato nominato dal prefetto Michele Campanaro, che aveva disposto la sospensione del consiglio comunale di Lagonegro in attesa proprio del decreto presidenziale di scioglimento.
Quaranta vanta una lunga esperienza in gestione commissariali in comuni come Teana, San Martino d'Agri, Castelluccio Superiore, Cancellara e Ripacandida in provincia di Potenza nonché Torre Santa Susanna ed Erchie in provincia di Brindisi; sia in comuni sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata.
La vicenda nasce dalla bufera giudiziaria, per l’inchiesta sulla sanità, che ha coinvolto Francesco Piro e la sindaca Maria Di Lascio, la quale, prima della revoca di ieri da parte del Riesame, era stata posta ai domiciliari e sospesa per effetto della legge Severino.
Lo scorso 11 ottobre, a partire dalla presidente Federica Mango, si erano dimessi 5 consiglieri comunali seguiti a ruota, tre giorni dopo, da altri tre esponenti della ormai ex maggioranza. Per cui, non essendo stato possibile provvedere alla surroga, erano rimasti in carica i 4 consiglieri di minoranza e, per tanto, mancava il numero legale per procedere con le sedute.
Ecco perché, nell’attesa appunto dello scioglimento da parte di Mattarella, da piazza Mario Pagano era già arrivato il provvedimento di sospensione dell’assise.
“Dispiace che la maggioranza sia rimasta sorda agli appelli miei e del mio gruppo per le conseguenze sulla comunità delle loro scelte - ha commentato Giovanni Santarsenio, capogruppo di ‘Lagonegro bene comune’ - chiaramente, parlo al netto delle vicissitudini di natura penale e mi riferisco a quelle strettamente politiche. Adesso faranno ripiombare Lagonegro in altri 8 mesi di commissariamento, con tutto quanto questo comporta in termini di perdita opportunità. Per citare un semplice esempio, non coglieremo i bandi del PNRR in scadenza”.
Anche da ‘Cantiere Lagonegro’ si sono espressi in seguito all'emanazione del decreto presidenziale.
“Ora si deve ripristinare l’immagine che ha fatto grande Lagonegro - sottolineano Brigante e Iannibelli - La comunità lagonegrese deve guardare unita al futuro. C’è da lavorare. C’è da lavorare. Noi come sempre ci siamo”.
Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it