Val Sarmento, protesta dei sindaci contro i disagi sulla galleria Spogliamonaco-video
2/07/2026
Di solito per protestare le strade più importanti vengono bloccate; c'è chi, in Basilicata, è invece ''costretto'' a non farle chiudere in una protesta che, oltre ad essere una richiesta per risolvere disagi concreti potrebbe diventare un grido per sollecitare rispetto e attenzione per un territorio. Lo hanno ripetuto tutti sindaci presenti oggi (San Paolo Albanese, Cersosimo, Noepoli, San Giorgio Lucano,Cersosimo e un'amministratrice di San Costantino Albanese) che alle 7.30, come annunciato ieri, si sono ritrovati al bivio di San Giorgio Lucano per manifestare contro la gestione del cantiere nella galleria Spogliamonaco lungo la strada statale 742 “Sarmentana-Sinnica”.
Una manifestazione pacifica che ha solo ritardato la chiusura (che poi c'è stata come mostra la foto a corredo dell'articolo) di una corsia della galleria, quella che dalla valle va verso Senise. I primi cittadini contestano la proroga delle limitazioni alla circolazione disposta da ANAS fino al 31 luglio, che conferma la chiusura della carreggiata in direzione Senise e il restringimento in direzione San Giorgio Lucano. Una decisione che, secondo gli amministratori locali, aggrava ulteriormente i disagi per cittadini, lavoratori e studenti, costretti a percorsi alternativi più lunghi attraverso Noepoli oppure fino allo svincolo della Sinnica nei pressi dello sbarramento di Monte Cotugno.
Nei giorni scorsi i sindaci avevano formalizzato una diffida ad ANAS, chiedendo la revisione della gestione del cantiere. La proposta avanzata dagli amministratori prevedeva l’introduzione di un senso unico alternato regolato da impianto semaforico, soluzione ritenuta in grado di garantire sia la sicurezza dei lavori sia la continuità della circolazione.
Nella diffida veniva inoltre chiesta l’attivazione di un tavolo istituzionale con Prefettura e Regione Basilicata e un riscontro tecnico puntuale alle proposte avanzate. Fino a questa mattina, però, nessuna risposta.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi
Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua