HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Caporalato, Landini ad Amendolara: «Basta ipocrisie, questo sistema di sfruttamento uccide»

7/06/2026



AMENDOLARA – «Quella che abbiamo di fronte non è una tragedia che riguarda soltanto quattro migranti. È il risultato di un sistema sbagliato di fare impresa, fondato sullo sfruttamento, sul lavoro nero e sul caporalato». Con queste parole il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, è intervenuto ad Amendolara durante la manifestazione organizzata dopo la morte di quattro lavoratori migranti, deceduti nell’area di un distributore di carburante lungo la Statale 106. Davanti a cittadini, lavoratori, associazioni e rappresentanti istituzionali, Landini ha denunciato un modello produttivo che «mette in discussione la dignità, l’umanità e perfino la vita delle persone».
«Non è il primo caso, ora servono fatti»
«Purtroppo non è la prima volta che accadono tragedie di questo tipo – ha dichiarato – ma proprio per questo è arrivato il momento di dire con forza basta. Tutti, uscendo dall’ipocrisia, affermano che questo sistema non è più accettabile. Ora però bisogna passare dalle parole ai fatti». Secondo il leader della CGIL, esistono già gli strumenti normativi necessari per contrastare il fenomeno. «C’è bisogno di una reazione di tutte le parti: istituzioni, politica, imprese e parti sociali. Le leggi ci sono, vanno applicate. Occorre rafforzare i controlli, assumere personale negli ispettorati e mettere chi deve vigilare nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro».
«Serve prevenzione nei territori»
Landini ha sottolineato soprattutto la necessità di investire sulla prevenzione. «Ogni territorio potrebbe attivare tavoli permanenti con sindacati, istituzioni e parti sociali per affrontare concretamente i problemi dell’agricoltura: la casa, i trasporti, il rispetto dei contratti e delle leggi. In alcune realtà questo sta già avvenendo e i risultati sono evidenti». Il segretario CGIL ha poi rilanciato la proposta di rafforzare la cosiddetta “cabina di regia” nazionale contro il caporalato, trasformandola da semplice organismo di monitoraggio a strumento operativo capace di assumere decisioni concrete.
«I fondi pubblici solo a chi rispetta le regole»
Tra le proposte avanzate dal sindacato c’è quella di introdurre un sistema di verifica che metta in relazione le superfici coltivate, la produzione agricola e le ore di lavoro dichiarate dalle aziende. «Se un terreno richiede mille ore di lavoro per essere coltivato e raccolto, ma vengono denunciate soltanto poche decine di ore, è evidente che qualcosa non torna. In questi casi bisogna intervenire. I contributi pubblici, compresi quelli europei, devono andare esclusivamente alle aziende che rispettano le regole. Chi sfrutta i lavoratori non deve ricevere incentivi e, nei casi più gravi, deve essere fermato».
«Le lacrime arrivano sempre troppo tardi»
Ai giornalisti che gli hanno chiesto se l’indignazione generale non arrivi ormai troppo tardi, Landini ha risposto senza mezzi termini. «Non lo dica a noi. Sono anni che denunciamo queste situazioni. Lo abbiamo fatto a Latina, in molte altre realtà e continuiamo a farlo. Le richieste che oggi riproponiamo le avevamo avanzate già uno o due anni fa. Il problema non è chi denuncia, ma chi ha responsabilità e non interviene».

«Senza questi lavoratori l’economia non funzionerebbe»
Landini ha inoltre richiamato l’attenzione sul contributo fondamentale dei lavoratori stranieri all’economia italiana. «Smettiamola di raccontarci favole. Senza questi lavoratori molti settori produttivi non funzionerebbero. Chi viene in Italia deve essere rispettato come persona, deve poter imparare la lingua ed essere messo nelle condizioni di integrarsi. Non possiamo pretendere integrazione se permettiamo che vengano sfruttati e trattati come invisibili».
Decreto flussi e lavoro nero
Nel corso dell’intervento, il segretario della CGIL ha criticato anche il funzionamento del decreto flussi. «Se autorizziamo l’ingresso di centinaia di migliaia di persone e poi concediamo permessi di soggiorno a una parte minima di loro, creiamo automaticamente un esercito di lavoratori ricattabili e sfruttabili. È una responsabilità che le istituzioni non possono ignorare».

«Chi tace è complice»
Parlando del legame tra sfruttamento e criminalità organizzata, Landini ha ricordato come il fenomeno non riguardi soltanto il Sud Italia. «La criminalità organizzata si infiltra nei sistemi degli appalti, dei subappalti e delle false cooperative in tutto il Paese. Per questo stiamo promuovendo una legge di iniziativa popolare per limitare il sistema dei subappalti a cascata e garantire uguali diritti a tutti i lavoratori». Infine l’appello conclusivo: «La maggioranza degli italiani è fatta di persone perbene che non accettano questa situazione. Ma non basta indignarsi dopo una tragedia. Serve una vera rivolta delle coscienze e delle conseguenze. Nessuno può fare finta di non vedere. Chi ha responsabilità e continua a tacere rischia di diventare complice di questo sistema».
La manifestazione di Amendolara si è conclusa con la richiesta unanime di maggiore legalità, controlli più efficaci e tutele concrete per i lavoratori agricoli, affinché tragedie come quella costata la vita ai quattro migranti non si ripetano mai più.





ALTRE NEWS

CRONACA

7/06/2026 - Caporalato, Landini ad Amendolara: «Basta ipocrisie, questo sistema di sfruttamento uccide»
6/06/2026 - Senise in lutto per Vittoria Maria Rosa De Donato, il cordoglio dell’Amministrazione comunale
6/06/2026 - Rapina Cosmopol, blitz a Pignola: sequestrate armi e 144 munizioni
6/06/2026 - Latronico, lavori Sp 101. Il sindaco: ‘Mi sento preso in giro. Si faccia Chiarezza su tempi e responsabilità’

SPORT

6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro
6/06/2026 - Roller Matera in finale scudetto: sfida al Trissino per il poker tricolore
5/06/2026 - Sitting volley: Viggiano pronta ad accogliere la Final Four
5/06/2026 - Rissa dopo i playout del Potenza: sei giornate di squalifica per Caturano, Volpe e Maddaloni

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo