|
| Latronico, lavori Sp 101. Il sindaco: ‘Mi sento preso in giro. Si faccia Chiarezza su tempi e responsabilità’ |
|---|
6/06/2026 |
|  Una vicenda che ha mandato su tutte le furie il sindaco Fausto De Maria e che continua a far discutere. È quanto sta succedendo a Latronico, circa la conclusione dei lavori sul ponte della Provinciale 101. Dopo la richiesta di intervento del prefetto di Potenza, il primo cittadino ha fatto ancora sapere di sentirsi «preso in giro» per la nuova data di chiusura del cantiere che non gli era stata comunicata. Per questa ragione, De Maria ha convocato un incontro «aperto alle attività economiche, agli operatori interessati e ai cittadini per confrontarci sulla situazione dei lavori del ponte sulla S.P. 101». La riunione, prevista per lunedì prossimo alle ore 15.30, presso lo Street 101 a Calda, sarà l’occasione «per fare il punto sugli ultimi sviluppi, condividere le iniziative già intraprese dall’amministrazione comunale e valutare insieme le ulteriori azioni da mettere in campo a tutela della nostra comunità». L’obiettivo del sindaco è creare «un comitato che rappresenti il territorio e possa contribuire a sostenere, con forza e unità, le richieste di chiarezza, rispetto dei tempi e tutela delle attività che stanno subendo pesanti disagi». Chiaramente, anche gli abitanti sono molto arrabbiati tanto che c’è chi ha proposto «di bloccare la Sinnica». Per capire cosa abbia scatenato la reazione di De Maria bisogna procedere per gradi, analizzando quanto accaduto in questi ultimi giorni. La Sp 101 è di fondamentale importanza per il borgo nel Parco Nazionale del Pollino poiché, oltre che con diverse frazioni, collega anche alle terme ed al centro sportivo. I lavori in essere sono iniziati a febbraio e si sono interrotti a maggio: avrebbero dovuto durare due mesi, ma secondo quanto riportato nel cartello, si potrebbero protrarre fino alla fine di agosto. «Sentendomi telefonicamente con chi di dovere - ci ha spiegato il sindaco - avevo capito ci sarebbero stati ritardi. Mi avevano rappresentato una serie di difficoltà e, sempre informalmente, di giorno in giorno mi procrastinavano la data di ripresa di lavori che mi hanno sempre riferito sarebbero durati due mesi». Ora però è spuntata una determina nella quale è indicata la nuova data di chiusura dei lavori, non più prevista per metà giungo ma per la fine di agosto. «Risale al 11 maggio scorso - ci dice ancora De Maria - ma, a noi, non è mai stata notificata e, per questo, abbiamo inoltrato una richiesta alla Provincia di accesso agli atti. Un continuo dire e non dire senza note scritte e, adesso, i lavori sono interrotti da una ventina di giorni. In questo momento non mi fido più di niente e nessuno. Ci hanno bloccato le terme ed il centro sportivo, ovvero una parte importante dell’economia del territorio, oltre che diverse frazioni. Per non creare disagi ai cittadini, ho fatto realizzare due percorsi alternativi, assumendone la responsabilità e con fondi comunali, ma sono strade strette che impediscono il passaggio di pullman o mezzi pesanti». Adesso l’intenzione è anche di chiedere ristori per lenire i danni: «ma certamente - conclude il primo cittadino - ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Continuano a dirci che il cantiere chiuderà entro un mese ma, a questo punto, non ci credo più ed aspetto il prefetto che convochi il tavolo». Attraverso una pec inviata a Campanaro è stato chiesto, «dopo mesi di attesa», la «convocazione urgente di un tavolo istituzionale con la Provincia, il rup, la direzione dei lavori, l’impresa esecutrice e tutti i soggetti coinvolti nei lavori del ponte sulla Sp 101». L’intento è «fare chiarezza su tempi e responsabilità». Gianfranco Aurilio Lasiritide.it |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |