Un consiglio comunale convocato con urgenza, aperto anche agli interventi del pubblico, ha acceso il dibattito sulla sanità territoriale nella sala del complesso monumentale di San Francesco a Senise. Platea gremita in cui, però, è emersa l'assenza degli amministratori del territorio. Unico presente il sindaco di San Paolo Albanese Mosè Antonio Troiano.
Tra i banchi del consiglio assente solo il consigliere di minoranza Nicola Maria Sassone. Al centro della discussione, la decisione dell’Asp di confermare la Casa di comunità “hub” nell’area del Lagonegrese, individuando Maratea come sede, nonostante le difficoltà emerse per la realizzazione a Lagonegro.
Della vicenda ci siamo occupati pochi giorni fa quandfo la sindaca di Senise Eleonora Castronuovo, aveva voluto convocare la stampa locale per raccontare l'esito di un incontro avvenuto il giorno prima con la direzione dell'Azienda sanitaria.
La sindaca aveva spiegato come, nel corso dei precedenti confronti istituzionali, fosse stata più volte prospettata la possibilità di individuare proprio Senise come sede della struttura, alla luce delle caratteristiche del territorio e delle esigenze sanitarie locali.
“Avevamo rappresentato in più contesti le criticità dell’area e la necessità di rafforzare i servizi”, ha sottolineato Castronuovo, evidenziando anche la disponibilità dei medici del territorio a garantire una copertura h24. A sostegno della candidatura di Senise, inoltre, era stata inviata una nota condivisa da 15 sindaci del comprensorio, indirizzata ai vertici regionali e sanitari.
Un segnale chiaro della volontà di fare squadra per ottenere un presidio ritenuto strategico per un’area considerata più fragile sotto il profilo dei servizi.
Nell'aprire la discussione la prima cittadina ha raccontato quanto avvenuto, ha richiamato il tema della “dignità del territorio”, ripercorrendo le tappe degli ultimi anni e denunciando le promesse non mantenute sull’ex distretto sanitario di Senise. “Ad oggi abbiamo pochissimi servizi nel Senisese, a fronte della centralità del nostro territorio e del bacino d’utenza che comprende”, ha affermato.
Da qui la richiesta formale alla Regione di riconoscere anche a Senise una Casa di comunità hub. Il primo intervento dai banchi della minoranza è stato quello del consigliere Antonio Uccelli, che ha rivendicato come il gruppo da lui rappresentato avesse già sollevato la questione sanitaria nei mesi scorsi. “Siamo arrivati in ritardo rispetto alle scelte prese dalla Regione – ha dichiarato – e non possiamo nascondere che esiste anche una contrapposizione politica che non consente una dialettica serena”. Il riferimento esplicito di Uccelli è stato alle tensioni ''politiche e personali tra il consigliere regionale senisese Angelo Chiorazzo e l'attuale assessore regionale alla sanità Cosimo Latronico''.
Uccelli ha inoltre sollevato dubbi sulla possibilità di ottenere una deroga ai criteri numerici indicati a livello regionale e ha evidenziato la scarsa presenza dei sindaci dell’area, definita come elemento critico.
A seguire, il vicesindaco Nicola Messuti che, rifiutando le divisioni paventate da Uccelli, ha sottolineato la gravità di una eventuale penalizzazione del territorio: “La mancanza di servizi non determina solo un danno sanitario, ma colpisce l’intera area. Non è un problema di Senise soltanto, ma di tutto il comprensorio”. Messuti ha poi invitato all’unità, mettendo in guardia da divisioni interne: “Serve coesione, perché qui si difende un diritto, non una bandiera politica”. Sulla stessa linea l’assessore alla sanità Asprella, che ha parlato di una sfida difficile ma necessaria: “Il sindaco ha avuto coraggio ad affrontare un tema che apre a un confronto sugli ultimi dieci anni.
Forse sarà una battaglia complicata, ma è fondamentale difendere la medicina di prossimità”. Il consigliere Rocco Marcone ha definito quella in discussione “non una questione amministrativa ma strategica”, invitando la comunità a “fare fronte comune per restituire a Senise un ruolo centrale”. L’assessora Lucia Tuzio ha ribadito che “la salute non può essere divisiva né avere un colore politico”.
Dai banchi della minoranza, la consigliera Anna De Palma ha evidenziato le disparità territoriali: “Ci sono aree già servite che continuano a essere implementate e altre che restano scoperte e vengono ulteriormente impoverite”.
Più articolato l’intervento del consigliere Amedeo Castelluccio, che ha proposto un approccio alternativo: accettare temporaneamente la collocazione dell’hub a Maratea, lavorando però per rafforzare Senise come “spoke” con nuovi servizi – dal potenziamento delle prestazioni specialistiche alla telemedicina, dall’assistenza agli anziani al supporto per madri e neonati, fino al ripristino dell’elisoccorso notturno e dell’ambulanza medicalizzata. Nelle conclusioni, la sindaca Castronuovo ha chiarito che molte delle questioni sollevate sono già oggetto di confronto con l’Azienda sanitaria: “Non apro scontri con altri territori, ma rivendico dignità per Senise e per il Senisese”. Ha inoltre respinto il criterio della vicinanza agli ospedali come elemento determinante, sottolineando che in altri casi non è stato applicato. Al termine del dibattito, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la proposta di richiedere alla Regione l’istituzione di una Casa di comunità hub anche a Senise, segnando un primo passo condiviso in una vertenza destinata a proseguire. Nel corso del dibattito si sono registrati anche interventi dal pubblico. Filippo Gazzaneo ha sottolineato il ruolo storico del territorio: “Senise da quarant’anni dà risorse e qui deve intervenire la politica nel senso più alto. Il Mezzogiorno ha vinto quando popolo e istituzioni hanno saputo unirsi”.
Antonio Amatucci ha parlato di “battaglia di civiltà” evidenziando l’assenza di molti amministratori dell’area e criticando l’impostazione della riforma sanitaria regionale: “Siamo in una fase delicata, ma il piano adottato appare più come un esercizio teorico che una risposta concreta ai bisogni del territorio”.
Nicola Donadio, del Comitato sanità per il Senisese, ha invitato a ridimensionare alcune ricostruzioni circolate sugli organi di stampa: “Non si può negare un hub a Senise per i numeri quando in altre regioni, come la Campania, esistono strutture analoghe anche con bacini inferiori”. Dura anche la posizione di Carmelina Bulfaro (CGIL Senise), che ha definito “mortificante dover chiedere attenzione per un diritto fondamentale come la salute”. Domenico Totaro ha infine ricordato come una delibera del 30 dicembre 2022 prevedesse l’hub per Senise, sollecitando la possibilità di impugnare quella ed eventuali atti successivi.
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