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Puglia-Basilicata unite dall’acqua, la CIA: ''Finalmente si lavora nella stessa direzione''

20/04/2026



“Più acqua per tutti”, è il caso di dirlo: non è uno slogan, ma la conseguenza di una nuova fase di raccordo tra la Puglia e la Basilicata, nel solco di un deciso rafforzamento dell’Accordo di programma sulla gestione congiunta della risorsa idrica da parte delle due regioni. Un’intesa sottoscritta per la prima volta nel 1999, rinnovata nel 2016 e che in questi giorni si arricchisce di una fitta e proficua interlocuzione che ha già portato alla riattivazione della diga del Pappadai nel Tarantino.
Leonardo Moscaritolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani Basilicata: “Prendiamo atto della rinnovata sintonia di azione e visione strategica da parte delle Regioni Puglia e Basilicata. Auspichiamo la riconferma dei 5-6 milioni di metri cubi d’acqua alla Basilicata dallo schema Ofanto dal ripartitore di Rocchetta Sant’Antonio, paese del Foggiano. Questo fino a quando non si appaltano gli importanti lavori di 114 milioni di euro sulla diga del Rendina, che ci renderebbe autonomi e libererebbe quantitativi d’acqua anche per la Puglia. Insieme, i nostri due territori rappresentano il motore dell’agricoltura del Sud. Ci unisce ciò che ci sta più a cuore: garantire a migliaia di aziende agricole, zootecniche e agrituristiche, oltre che alle imprese della filiera corta e di quella agroalimentare, un’efficace gestione delle risorse irrigue per il presente e per il futuro. Non è più possibile passare di emergenza in emergenza, dalla siccità più disperante alle alluvioni che devastano il territorio e mettono a repentaglio la più grande economia del Mezzogiorno d’Italia”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani di Puglia: “Mi unisco al plauso espresso dal presidente Moscaritolo all’azione congiunta delle due Regioni. Puglia e Basilicata, ora, si stanno muovendo con un’unica strategia. Questo permette non solo di mettere in campo tutte le azioni necessarie a garantire la risorsa irrigua agli agricoltori pugliesi e a quelli lucani, ma anche di ottimizzare i costi di gestione e di manutenzione delle infrastrutture e delle tecnologie necessarie”, ha dichiarato Sicolo. “L’agricoltura moderna, in uno scenario dominato dalle conseguenze spesso catastrofiche dei cambiamenti climatici, non può più permettersi di sprecare neanche una goccia d’acqua. Ecco perché insieme è possibile realizzare operazioni come quelle che riguardano lo schema irriguo dell’Ofanto da una parte e l’attivazione della diga del Pappadai dall’altra”.
Per il comparto primario e quello agroalimentare, è essenziale poter pianificare in tempo utile gli investimenti, in forza di una garanzia, quella di avere a disposizione le risorse idriche necessarie. Una pianificazione e programmazione che mette nelle condizioni di dare continuità alla redditività delle imprese e assicurare alle stesse la capacità di tenere alti i livelli occupazionali per migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore.




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