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| Basilicata, Federconsumatori: ''Famiglie schiacciate dai costi essenziali, cresce il divario con il resto d’Italia'' |
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20/04/2026 |
|  I dati ISTAT più recenti sulla spesa delle famiglie italiane delineano una situazione che, in Basilicata, assume contorni particolarmente critici. A evidenziarlo è Federconsumatori Basilicata, che sottolinea come il peso dei consumi essenziali continui a comprimere in modo significativo le possibilità di spesa per cultura, istruzione e tempo libero, ampliando un divario già strutturale rispetto al resto del Paese. Secondo l’associazione, le famiglie lucane risultano tra le meno “capienti” d’Italia in termini di spesa media mensile e risentono maggiormente dell’inflazione, soprattutto su beni primari come alimentari, energia e trasporti. Un contesto che riflette redditi più bassi, maggiore dipendenza dalla mobilità privata e una minore disponibilità di servizi sul territorio. Segue comunicato stampa.
Federconsumatori Basilicata, sulla base degli ultimi dati diffusi da ISTAT relativi alla spesa delle famiglie italiane, evidenzia un quadro che desta forte preoccupazione: le famiglie lucane continuano a sostenere un peso maggiore per i consumi essenziali, mentre si riduce lo spazio economico destinato a servizi, cultura, istruzione e tempo libero. Un modello di consumo “obbligato”, che riflette redditi più bassi, infrastrutture carenti e un’inflazione che negli ultimi anni ha inciso in modo più pesante rispetto al resto del Paese. La Basilicata si conferma tra le regioni con la spesa media mensile più contenuta d’Italia, con un divario stimato tra il 15% e il 20% rispetto alla media nazionale. Questo significa che, a parità di aumenti dei prezzi, l’impatto sul potere d’acquisto è più forte, perché una quota maggiore del bilancio familiare è assorbita da beni e servizi non comprimibili. Secondo ISTAT, in Basilicata: la spesa per alimentari e bevande incide più che nel Centro‑Nord; la voce trasporti pesa maggiormente a causa della mobilità privata quasi obbligata; abitazione, acqua ed energia assorbono una quota crescente, aggravata dagli aumenti degli ultimi anni. Al contrario, risultano inferiori alla media nazionale le spese per: cultura e ricreazione, istruzione, servizi alla persona, ristorazione e tempo libero. Un segnale evidente della difficoltà delle famiglie lucane a destinare risorse a consumi discrezionali. L’inflazione degli ultimi anni ha inciso in modo più marcato nel Mezzogiorno e in Basilicata in particolare, perché ha riguardato soprattutto beni essenziali come alimentari, carburanti ed energia. Per Federconsumatori Basilicata, questo fenomeno ha determinato una perdita di potere d’acquisto più intensa rispetto alle regioni del Centro‑Nord. Il confronto con il resto del Paese mostra un divario che non è congiunturale ma strutturale: le famiglie del Centro‑Nord spendono fino al 40% in più, con una quota molto maggiore destinata a servizi e qualità della vita; la Basilicata resta ancorata a un modello di consumo “necessario”, che limita opportunità, crescita e partecipazione sociale. Alla luce di questo quadro, Federconsumatori Basilicata chiede: Interventi strutturali contro il caro‑vita, con particolare attenzione ai beni essenziali. Potenziamento del trasporto pubblico locale, per ridurre la dipendenza dall’auto privata. Misure di sostegno alle famiglie a basso reddito, soprattutto anziani e nuclei monocomponente. Investimenti in cultura, istruzione e servizi, indispensabili per colmare il divario con il resto del Paese. Monitoraggio costante dei prezzi e contrasto alle speculazioni, in collaborazione con le autorità competenti. Federconsumatori Basilicata ribadisce il proprio impegno nel tutelare i cittadini, nel monitorare l’andamento dei prezzi e nel promuovere politiche che garantiscano equità, trasparenza e accesso ai servizi essenziali. Le famiglie lucane non possono continuare a pagare il prezzo più alto delle fragilità strutturali del territorio. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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