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| Pisticci, finge furto auto per truffa all’assicurazione: denunciato un 25enne dalla Polizia di Stato |
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17/04/2026 |
|  La Polizia di Stato di Matera ha denunciato all’Autorità Giudiziaria un ragazzo di Marconia di Pisticci per simulazione di reato e fraudolento danneggiamento di beni assicurati. Il giovane, infatti, avrebbe inscenato e poi denunciato il furto di diverse componenti dell’autovettura di sua proprietà per poi richiedere alla compagnia assicurativa la corresponsione di un indennizzo. La vicenda è stata ricostruita dagli Agenti del Commissariato di P.S. di Pisticci che, proprio su richiesta del giovane, prima intervenivano per constatare il furto di diverse parti dell’autovettura di sua proprietà e, successivamente, acquisivano la denuncia-querela dallo stesso presentata. Tuttavia, durante l’intervento, non sfuggivano all’occhio esperto degli operanti alcuni dettagli che rendevano poco credibile il patito furto paventato dal venticinquenne. In particolare, il mezzo, rinvenuto a circa 200 metri dall’abitazione del ragazzo, risultava adagiato con cura su alcuni mattoni e, nonostante i pezzi mancanti (portiere, sterzo, gruppi ottici, paraurti, sedili, cofano motore, pneumatici, centralina motore), non presentava alcun danno alla carrozzeria e agli interni lasciando trasparire una attenzione “certosina” durante lo smontaggio. Inoltre, l’immediato intervento del personale appartenente al posto di Polizia Scientifica del Commissariato di Pisticci, consentiva di evidenziare che, sull’autovettura, risultavano presenti unicamente le impronte del denunciante. Per di più, gli agenti, pochi giorni dopo la denuncia di furto, incrociavano il ragazzo alla guida dell’autovettura, completamente rimessa a nuovo; il venticinquenne, all’atto del controllo, ammetteva di aver inscenato il furto per ottenere un ristoro economico ed aver rimontato gli stessi pezzi precedentemente asportati. Pertanto, alla luce degli elementi raccolti, il giovane veniva deferito all’Autorità Giudiziaria e l’autovettura sottoposta a sequestro. Si rappresenta che gli accertamenti vanno intesi, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, nel rispetto dei diritti della persona indagata, della presunzione di innocenza e della necessaria verifica dibattimentale. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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