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La favola delle sorelle D'Onofrio, una storia unica che va anche oltre lo sport |
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2/04/2025
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| Una storia unica, il cui significato va al di là dello sport, che ha come protagoniste due sorelle lucane, originarie di Sant’Arcangelo, che da anni rappresentano un orgoglio per il borgo della val d’Agri, così come per tutta la Basilicata. Davanti a tutto c’è però l’amore e l’affetto di una famiglia che non ha trasmesso solo il talento e lo si evince dalle parole del padre, diviso tra il ruolo di tecnico e genitore, che ci ha raccontato come le figlie vivono questa situazione e, soprattutto, come affrontano la vita quotidiana. Una, la più grande, è già una professionista affermata, l’altra, la più piccola, spera di diventarlo e, intanto, studia medicina.
Terryana e Orsola D’Onofrio sono due atlete di fama internazionale e sabato scorso hanno dato spettacolo durante la finale degli assoluti al Palapellicone di Ostia Lido, scrivendo anche la storia poiché mai prima d’ora, nel karate come in ogni disciplina, due sorelle si erano contese il titolo italiano. Ha vinto Terryana, la maggiore, che ha ulteriormente arricchito una bacheca già colma di trofei e medaglie. Ma anche Orsola può ritenersi vincitrice poiché, dopo i successi nella categoria under 21, è agli inizi con le senior. Dalle parole di entrambe emerge un legame molto forte: una profonda complicità che prevarica lo sport, per riflettersi nella vita.

“Siamo tutti contentissimi, è stata una gara molto emozionante e per la prima volta nella storia del karate due sorelle si sono affrontate nella finale degli assoluti, che poi è la gara per antonomasia a livello nazionale di questa disciplina”, ci dice Terryana che si sofferma molto sui meriti della sorella.
“Siamo felici anche per il percorso nelle eliminatorie - aggiunge la campionessa delle Fiamme Oro - durante il quale abbiamo incontrato delle valide avversarie e soprattutto Orsolina, devo dire, in ogni incontro è stata capace di domare delle veterane di alto livello. Essendo lei la più giovane, per me, è stato davvero bello incontrarla poiché ha dimostrato di possedere delle caratteristiche uniche e, per la sua età, raggiungere una finale come questa è davvero difficile e credo sia stata una delle pochissime ad esserci riuscita. Il nostro obiettivo, per la finale, era mostrare un bel karate e confermare il livello tecnico apprezzato in precedenza dai giudici di gara. E ci siamo riuscite nonostante l’emozione”.
L’ultimo pensiero della classe ‘97 è rivolto al padre Vincenzo ed al futuro: “Siamo felici soprattutto per il nostro papà, che ci ha seguite fin da quando eravamo piccole e speriamo che questa sia la prima finale di una lunga serie. Io credo molto in Orsola: anche se siamo sorelle, e siamo simili per tante cose, siamo anche diverse e ritengo sia piaciuta molto anche questa diversità. Tuttavia, entrambe siamo riuscite ad esprimerci bene: sicuramente ci completiamo. È stato un momento storico e bellissimo, speriamo di condividerne tanti altri”.
Orsola, nonostante abbia solo 20 anni, si è già contraddistinta a livello nazionale e può solo migliorare.
“Incontrare Terryana in una finale come questa mi inorgoglisce per il percorso che sto portando avanti”, ci spiega l’atleta del Cam D’Onfrio.

“In me - prosegue la classe 2004 - c’era tanta emozione poiché sono comunque all’esordio in questa categoria, alla quale sembra stia dando un contributo positivo. Sono felice di essere apprezzata e questo mi fa capire di aver intrapreso la strada giusta. L’incontro con mia sorella - approfonidisce Orsola - si è basato molto sulle caratteristiche comuni, si vede che lavoriamo insieme e, soprattutto, che assieme stiamo facendo un buon lavoro. Mi auguro di incontrarla nuovamente, come già avvenuto in passato, e spero di riuscire ad alzare sempre di più l’asticella”.
Da sempre la guida è papà Vincenzo, allenatore che ha trasmesso alle figlie la sua passione: “Non nascondo come, oltre alla grande emozione, avessi il cuore letteralmente spezzato in due - ci dice - poiché non sapevo dove andare. È stato qualcosa di straordinario, ma non solo per me ma per tutti gli spettatori poiché nessuno si aspettava una finale del genere, che è stata bellissima. Il mio è un ruolo parecchio complicato perché mi trovo alle stesso tempo a vestire i panni del tecnico, con la fermezza che questo mi impone, per poi tornare padre con tutta la dolcezza che mi viene dal cuore”.
E nella finale Vincenzo è stato sia maestro che genitore: “Da tecnico, prima dell’inizio, ho chiesto ad entrambe di dare il massimo senza fare sconti. A Terryana, che rispetto ad Orsola è una professionista, ho detto di dare tutto proprio per non sminuire la sorella, alla quale, invece, ho raccomandato di provarci in nome di tutto quanto fatto per arrivare all’appuntamento. Ma poi, quando è finita, ci siamo stretti in un lunghissimo abbraccio liberatorio davvero commovente ed a entrambe ho gridato che sono state meravigliose e che, per me, sono due campionesse d’Italia”.
Già perché non bisogna mai dimenticare che i campioni sono innanzitutto essere umani, con i propri sentimenti, virtù, difetti, interessi e divertimenti soprattutto quando sono così giovani.
“Per arrivare a questi livelli di sacrifici ne hanno fatto e ne stanno facendo davvero tanti - prosegue Vincenzo - in quanto hanno dovuto limitare affetti, amori, uscite e divertimenti. Ma sempre con il sorriso spinto dalla motivazione, altrimenti non sarebbe stato possibile ottenere questi risultati. Per loro due, a volte, il divertimento consiste nello stare sul tatami. In questo senso voglio spezzare una lancia a favore di Orsola, che studia medicina ad Enna e fa la spola tra la Sicilia, Roma e Sant’Arcangelo che raggiunge in pullman fino a Policoro, dove la vado a prendere alle 5 del mattino. Terryana (laureata invece in Scienza e Tecnica dello Sport, ndr) si allena a Roma, ma lei è ormai una professionista, mentre Orsola ancora non lo è ed a volte si allena nei ritagli di tempo dopo i viaggi”.
In famiglia, però, nessuna rivalità e si confida anche in una nuova riunione delle due sorelle in nazionale.
“Tra loro non c’è nessunissima rivalità - sottolinea ancora il maestro santarcangiolese - si aiutano, lavorano all’unisono e spesso ci alleniamo assieme, anche attraverso le videochiamate se siamo distanti. La finale è stata un unicum, ma lo scorso anno si erano già affrontate nella semifinale degli assoluti. Adesso anche Orsola è stata convocata per il raduno della Nazionale, di cui Terryana è capitano, e confidiamo che anche lei possa far parte del team che andrà agli Europei”.
Ma questa famiglia straordinaria di grandi sportivi non si ferma alle due sorelle: Karol Maria D’Onofrio (classe 2009), si sta facendo strada nel calcio nelle giovanili della Ternana con cui ha già messo a segno tredici goal stagionali. Così come Francesco, il maggiore, si è già affermato da tempo come grande karateka per essere stato campione del Mondo, d’Europa e d’Italia. La strada è tracciata e, dalla palestra di Sant’Arcangelo, c’è da crederci, verranno sfornati tanti altri talenti che si faranno strada sempre nel massimo rispetto dei valori fondanti dello sport, da sempre trasmessi da papà Vincenzo.
Gianfranco Aurilio
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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