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La voce della Politica
| Aree interne, Cia e Anp Basilicata: «Il diritto a restare non è un privilegio |
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20/10/2026 | Le aree interne non chiedono privilegi, ma il riconoscimento di diritti fondamentali: sanità, trasporti, scuole, infrastrutture e opportunità di lavoro. Servizi indispensabili per consentire ai cittadini di continuare a vivere nei propri paesi, alle imprese agricole di produrre e alle comunità rurali di mantenere viva la propria identità. È questo il messaggio emerso dalla VI Festa Interregionale ANP-CIA del Sud Italia, che ha riunito a Siracusa centinaia di pensionati e rappresentanti associativi provenienti da Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania e Puglia. Presente una delegazione lucana di una ventina di pensionati della Cia guidata dal presidente regionale Leonardo Moscaritolo.
L’iniziativa ha posto al centro del dibattito il tema «Aree interne: diritti, cultura, PAC e cura del territorio. Il diritto a restare, la riforma della PAC e la voce dei pensionati ANP-CIA». Una riflessione che riguarda da vicino anche la Basilicata, dove lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e la progressiva riduzione dei servizi nei piccoli centri rendono sempre più urgente una strategia capace di tenere insieme sviluppo economico, coesione sociale e tutela del territorio.
Il diritto a restare nella propria terra è stato il filo conduttore della giornata. Non si tratta soltanto di contrastare la perdita di residenti, ma di garantire condizioni concrete affinché vivere nei borghi e nelle aree montane non diventi una scelta penalizzante. Senza presidi sanitari accessibili, collegamenti efficienti, scuole, farmacie, infrastrutture e occasioni di occupazione, intere comunità rischiano di perdere progressivamente le condizioni necessarie per continuare a esistere.
Per ANP-CIA, il futuro delle aree interne passa quindi da politiche pubbliche capaci di riconoscere le esigenze di chi vive e lavora lontano dai grandi centri urbani. Il contrasto allo spopolamento non può essere affidato soltanto alla promozione turistica o a interventi episodici: occorre garantire servizi stabili, sostenere le attività economiche e creare le condizioni per il ricambio generazionale, affinché giovani e famiglie possano scegliere di costruire il proprio futuro nei territori d'origine.
L'agricoltura come presidio del territorio
Un ruolo centrale è stato attribuito all'agricoltura, che nelle aree interne rappresenta molto più di un settore produttivo. Gli agricoltori contribuiscono alla manutenzione dei terreni, alla salvaguardia della biodiversità, alla conservazione del paesaggio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico. La presenza delle aziende agricole e la continuità delle attività rurali sono elementi essenziali per mantenere vivo il tessuto economico e sociale dei piccoli comuni.
Quando un'azienda chiude o un terreno viene abbandonato, le conseguenze - sottolinea il presidente lucano Leonardo Moscaritolo - non riguardano soltanto la produzione agricola e il reddito delle famiglie. Si indebolisce anche la capacità di presidiare il territorio, si interrompe la trasmissione delle conoscenze e aumenta il rischio che intere porzioni di campagna perdano la propria funzione produttiva e ambientale. In questo quadro si inserisce la richiesta di una maggiore attenzione, nell'ambito della riforma della Politica agricola comune, al contributo degli agricoltori pensionati. Donne e uomini che continuano a coltivare la terra, a seguire le aziende familiari e a custodire competenze, tradizioni e pratiche agricole maturate nel corso di una vita di lavoro.
Il loro apporto, secondo l'impostazione emersa dall'incontro, deve trovare un adeguato riconoscimento nelle politiche europee e nazionali. La sostenibilità delle aree rurali, infatti, non può essere valutata esclusivamente in termini di produttività o dimensione economica delle imprese: deve comprendere anche il valore sociale e ambientale di chi contribuisce quotidianamente alla conservazione del territorio.
La riforma della Pac e il futuro dei borghi
La riforma della Pac è stata uno dei principali temi di confronto. L'attenzione dell'associazione è rivolta alla necessità di strumenti capaci di sostenere le aziende agricole, garantire prospettive di reddito e riconoscere le funzioni che l'agricoltura svolge per le comunità. Una questione particolarmente rilevante per territori come quello lucano, caratterizzati da una diffusa presenza di piccoli comuni e da un patrimonio agricolo e paesaggistico che rappresenta una risorsa economica e identitaria.
La tutela delle aree interne richiede, inoltre, una visione integrata dello sviluppo. Il turismo può offrire opportunità importanti, ma deve essere collegato alle produzioni tipiche, alla cultura locale, all'artigianato, al commercio e agli altri comparti economici. Solo attraverso una collaborazione tra settori diversi è possibile costruire un modello di crescita duraturo, capace di generare reddito e occupazione senza compromettere le caratteristiche dei territori.
La valorizzazione delle tradizioni e delle identità locali diventa così uno strumento per rafforzare l'attrattività dei borghi, sostenere le attività esistenti e creare nuove occasioni per le giovani generazioni. Un percorso nel quale gli anziani e i pensionati possono svolgere una funzione importante anche attraverso la trasmissione di conoscenze, esperienze e memoria collettiva.
Il confronto con istituzioni e associazioni
Il convegno di sabato 17 ottobre ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, dirigenti associativi ed esperti. Tra gli interventi, quelli della vicepresidente nazionale ANP-CIA, Anna Villari, del presidente nazionale CIA, Cristiano Fini, e del sindaco di Siracusa, Francesco Italia.
A moderare i lavori Daniela Zilli, segretario nazionale ANP-CIA. Le conclusioni sono state affidate a Matteo Valentino, presidente nazionale ANP-CIA, che ha chiuso una giornata dedicata al ruolo dell'associazione nella difesa dei diritti sociali, nella rappresentanza dei pensionati e nel sostegno alle comunità rurali.
La festa è stata anche l'occasione per valorizzare i legami costruiti negli anni dall'associazione con i propri iscritti di lungo corso, riconoscendo il contributo di chi ha dedicato la propria vita al lavoro agricolo e continua a mantenere un rapporto attivo con la terra e con le comunità di appartenenza.
Dalla VI Festa Interregionale ANP-CIA del Sud Italia arriva, dunque, un'indicazione precisa: le aree interne devono essere considerate una parte essenziale del futuro del Paese, non territori marginali destinati a perdere progressivamente popolazione e servizi. Per la Basilicata, come per le altre regioni meridionali coinvolte, la priorità è trasformare questo principio in interventi concreti, capaci di garantire dignità alle persone, prospettive alle imprese agricole e continuità alla vita dei borghi.
Perché il diritto a restare - evidenzia Moscaritolo - significa poter scegliere dove vivere, lavorare e invecchiare senza essere costretti a partire per mancanza di servizi. E significa riconoscere agli agricoltori, ai pensionati e a tutte le comunità rurali il valore del loro contributo alla salvaguardia del paesaggio, dell'economia e dell'identità dei territori.
Al termine tra i pensionati premiati un riconoscimento è andato a Paolo Novelli, "storico" agricoltore di Lavello da sempre impegnato a sostegno dell'attività della confederazione e del mondo agricolo lavellese. |
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