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La voce della Politica
| Centro Oli di Viggiano,confronto su sicurezza tra Regione, Eni e sindacati |
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1/10/2026 | Questo pomeriggio, presso il Dipartimento Attività Produttive della Regione Basilicata, su convocazione dell’assessore Francesco Cupparo, si è tenuto un incontro con i vertici di ENI in merito agli eventi verificatisi presso il Centro Olio Val d’Agri di Viggiano nelle giornate del 13 e 24 agosto, sui quali come Organizzazioni Sindacali avevamo chiesto formalmente chiarimenti, con particolare riferimento alle procedure previste dal piano di emergenza e ai sistemi di informazione e comunicazione rivolti ai lavoratori.
Il confronto è stato importante innanzitutto per chiarire le dinamiche degli eventi e le procedure adottate. ENI ha precisato che, in occasione del blackout elettrico del 24 agosto, non si sarebbero verificate le condizioni previste per l’attivazione del piano di emergenza, legate a scenari quali rilascio di sostanze tossiche o esplosive e rischio di incendio. Per tale ragione, secondo quanto rappresentato dall’azienda, non sono stati attivati né il segnale acustico né le comunicazioni tramite interfono previste per l’evacuazione.
Resta però un tema che per noi è fondamentale: la percezione del rischio da parte dei lavoratori.
Quando chi opera quotidianamente all’interno di un impianto complesso come il COVA avverte improvvisamente il venir meno dei normali rumori dell’impianto, assiste a un blackout o vede modificarsi repentinamente condizioni alle quali è abituato, può legittimamente percepire una situazione di potenziale pericolo. Per questo abbiamo chiesto di valutare se, anche quando non ricorrono formalmente le condizioni per l’attivazione del piano di emergenza, possano essere implementate modalità di comunicazione capaci di fornire tempestivamente ai lavoratori informazioni chiare su quanto sta accadendo e sui comportamenti da adottare.
Nessuna sottovalutazione e nessuna assuefazione al rischio possono trovare spazio quando si parla di sicurezza.
Nel corso dell’incontro è emersa inoltre la necessità di rafforzare la cultura della segnalazione. ENI ha evidenziato come il numero delle segnalazioni provenienti dal sito (circa 600/700) sia ancora inferiore rispetto a quello che potrebbe derivare da una partecipazione più diffusa di tutti ( circa 7000 )coloro che quotidianamente operano nel Centro della Val D’Agri. Segnalare un’anomalia, anche attraverso gli strumenti che consentono di farlo in forma anonima, non significa creare problemi: significa contribuire a prevenirli.
Come OOSS abbiamo quindi ribadito una nostra richiesta precisa: rafforzare il coinvolgimento degli RLS e dei rappresentanti dei lavoratori delle aziende dell’indotto, costruendo una relazione stabile con le strutture della sicurezza presenti nel sito.
Su questo punto ENI ha manifestato disponibilità ad avviare un nuovo percorso di confronti tecnici, informazione e comunicazione con gli RLS dell’indotto. È un impegno , previsto nel Patto di Sito, che consideriamo importante e del quale verificheremo concretamente l’attuazione nelle prossime settimane.
GLI IMPEGNI OPERATIVI
Il confronto di oggi, per il
Sindacato , devono tradursi adesso in un percorso operativo e verificabile. In particolare, sono stati individuati alcuni punti sui quali concentrare il lavoro delle prossime settimane:
* avviare incontri tecnici periodici tra ENI, strutture HSE e RSPP, RLS, rappresentanti dei lavoratori dell’indotto e organizzazioni sindacali, affinché le questioni relative alla sicurezza possano essere affrontate con continuità e non soltanto in occasione di eventi critici;
* rafforzare il coinvolgimento degli RLS dell’indotto, garantendo un flusso costante di informazione sulle procedure, sulle eventuali anomalie e sulle misure di prevenzione adottate all’interno del Centro;
* verificare la possibilità di implementare le procedure di comunicazione interna, valutando l’utilizzo dell’interfono o di altri strumenti informativi anche in quelle situazioni che, pur non determinando formalmente l’attivazione del piano di emergenza, possono generare nei lavoratori una comprensibile percezione di rischio;
* rafforzare la cultura delle segnalazioni, favorendo la partecipazione diretta dei lavoratori e garantendo la piena conoscenza degli strumenti disponibili, compresa la possibilità di effettuare segnalazioni in forma anonima;
* incrementare informazione e formazione sulle procedure di emergenza, affinché ogni lavoratore, sia diretto sia dell’indotto, sappia esattamente cosa fare, quali segnali riconoscere e quali comportamenti adottare nelle diverse condizioni operative;
* favorire un confronto sistematico sugli eventi e sui “near miss”, perché ogni anomalia o situazione potenzialmente critica possa diventare occasione di analisi, prevenzione e miglioramento delle procedure;
* monitorare gli impegni assunti, prevedendo momenti successivi di verifica per accertare che quanto condiviso al tavolo trovi concreta applicazione all’interno del COVA.
Per le organizzazioni sindacali questi punti rappresentano la base di un metodo nuovo: più comunicazione, più partecipazione e più prevenzione.
In un impianto complesso come quello della Val d’Agri, nel quale devono essere gestite decine di migliaia di componenti e apparecchiature, la sicurezza non può appartenere a un solo soggetto. HSE, RSPP, RLS, lavoratori, aziende dell’indotto e rappresentanze sindacali devono collaborare, ciascuno nel rispetto delle proprie responsabilità.
È questo anche il senso del confronto avuto con il nuovo responsabile del Distretto, ing. Pagano: aumentare la relazione e la collaborazione tra tutti gli attori che quotidianamente vivono il sito.
Per noi il principio rimane semplice: la sicurezza si costruisce prima che accada un’emergenza, non dopo.
Le procedure devono essere conosciute, comprese e applicate senza tentennamenti; quando possono essere migliorate, occorre avere la responsabilità di farlo. Informazione, formazione, prevenzione e partecipazione dei lavoratori sono parte dello stesso sistema.
Il tavolo di oggi è stato quindi utile per chiarire quanto accaduto, ma soprattutto deve rappresentare l’inizio di un confronto più strutturato e continuo. Adesso sarà necessario dare tempi, continuità e concretezza agli impegni emersi.
Come Sindacato monitoreremo puntualmente il percorso nelle prossime settimane, perché ogni impegno assunto sulla sicurezza deve trasformarsi in un’azione concreta, misurabile e verificabile.
Perché sulla sicurezza non servono contrapposizioni: serve la responsabilità di tutti. E noi continuereremo a fare la nostra parte affinché la tutela della vita e della salute di ogni lavoratore venga prima di tutto.
Fim Fiom Uilm |
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