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Miasmi Pisticci Scalo: ''0ra servono fatti concreti''

17/07/2026

Le associazioni Movimento Tutela Valbasento e Cova Contro hanno partecipato il 13 luglio scorso all'incontro pubblico tenutosi presso la Mediateca di Pisticci Scalo e convocato dal Sindaco Albano a seguito degli ennesimi episodi di molestie olfattive di origine industriale, registrati tra fine giugno e inizi di luglio.
L'incontro si è svolto in un clima estremamente acceso, segno evidente non solo della profonda sfiducia maturata dalla popolazione dopo anni di risposte insufficienti o “tuttappostistiche” da parte delle istituzioni, ma anche della crescente preoccupazione per un problema che continua a compromettere gravemente la qualità della vita dei cittadini del quartiere.
Nel corso della serata abbiamo ribadito le sei richieste già formulate nel precedente comunicato stampa di dicembre (https://short-url.cc/1tQcV), ritenendo che la questione dei miasmi a Pisticci Scalo non possa più essere affrontata con interventi episodici, ma attraverso un sistema stabile di monitoraggio e risoluzione definitiva del problema.

Il paradosso di "PisticciOdorBot" e il ruolo dei cittadini
Prendiamo atto della riattivazione su Telegram di “PisticciOdorBot” (https://t.me/pisticciodorbot), l’applicazione ufficiale di ARPAB attraverso cui i cittadini possono segnalare gli episodi di molestie olfattive. Tuttavia, riteniamo necessario sottolineare un evidente paradosso: l'app viene spesso disattivata quando le segnalazioni diminuiscono. È una scelta che rischia di produrre l'effetto opposto rispetto a quello auspicato da Arpab perché, senza uno strumento sempre disponibile, diventa inevitabilmente più difficile raccogliere elementi utili all'attività di controllo.
Vorremmo poi fare chiarezza su un punto: le segnalazioni dei cittadini sono sicuramente importanti e devono essere incentivate, ma non possono rappresentare l'unico pilastro dell'intero sistema di monitoraggio di qualità dell’aria.
È ragionevole, quindi, che una molestia olfattiva debba essere anzitutto segnalata nel modo giusto affinché gli enti competenti possano attivare le verifiche previste dalla normativa. Tuttavia, una volta ricevuta la segnalazione, spetta alle autorità pubbliche mettere in campo tutti gli strumenti tecnici necessari per individuare rapidamente e con la massima certezza la sorgente emissiva. Non si può, pertanto, scaricare sui cittadini il peso di un'indagine che richiede competenze scientifiche, strumentazioni adeguate e controlli ambientali approfonditi!

Le azioni concrete: serve un sistema di monitoraggio scientifico, integrato e permanente
Partiamo dal potenziamento di PisticciOdorBot: richiediamo che l’app resti permanentemente attiva, venga costantemente aggiornata e consenta di descrivere non solo il luogo della segnalazione, ma anche la tipologia dell'odore, la durata dell'episodio e gli eventuali effetti avvertiti sulla salute. Riteniamo, inoltre, indispensabile estendere il raggio geografico dell'app anche alla SS407 Basentana (almeno da Ferrandina Scalo a Metaponto), aree dove da anni si percepiscono costantemente fenomeni odorigeni analoghi e che oggi risultano escluse dal sistema di raccolta delle segnalazioni.
Accogliamo positivamente la proposta avanzata dal Sindaco di Pisticci di installare totem digitali in diverse zone di Pisticci Scalo (sia quella abitata che quella industriale), così da consentire anche ai cittadini e agli operai meno “tecnologici” di inviare facilmente le loro segnalazioni.

Allo stesso tempo, richiediamo una totale trasparenza in merito alla questione miasmi: è necessario che ARPAB renda pubblici (anche mediante social network e comunicati stampa) gli esiti dei controlli sugli scarichi idrici e sulle emissioni in atmosfera delle aziende della Valbasento, insieme ai risultati delle verifiche previste dalle autorizzazioni ambientali (ispezioni AIA).

Sul piano tecnico continuiamo a ritenere indispensabile il rafforzamento del monitoraggio mediante l’installazione di almeno altre tre centraline multiparametriche (oltre a quella già presente a Pisticci Scalo) collocate sulla base di uno studio anemologico e di dispersione degli inquinanti, così da coprire efficacemente le diverse direttrici dei venti. In tale ottica è assolutamente necessario integrare la rete di monitoraggio con la ricerca di ulteriori composti odorigeni fortemente impattanti e attualmente non monitorati dalla centralina esistente, quali l’idrogeno solforato (H2S), i mercaptani, i composti organici volatili (COV) e l'ammoniaca.
A tale rete dovranno essere affiancati nasi elettronici di ultima generazione, capaci di riconoscere e distinguere le differenti impronte odorose e di correlare gli episodi segnalati con le condizioni meteorologiche e le possibili sorgenti emissive.

Obiettivo: verità scientifica senza pregiudizi!
In conclusione, il nostro obiettivo non è quello di far installare nuovi strumenti scientifici per il semplice gusto di farlo, ma di far realizzare un sistema integrato di monitoraggio capace di passare dalla semplice registrazione dei cattivi odori alla loro effettiva e inequivocabile attribuzione scientifica. È risaputo, infatti, che l'area industriale ospita differenti realtà produttive e che gli episodi odorigeni possono avere origini diverse. Proprio per questo riteniamo fondamentale che ogni possibile sorgente venga verificata con criteri esclusivamente tecnici, senza pregiudizi ma anche senza sottovalutazioni.
Le famiglie di Pisticci Scalo non chiedono rassicurazioni né scaricabarile tra enti pubblici e aziende. Chiedono semplicemente da anni alle istituzioni una risposta a una precisa domanda: da dove provengono quei miasmi e cosa si sta facendo, concretamente, per eliminarli?


Movimento Tutela Valbasento – Cova Contro



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