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A Vallombrosa la Basilicata accende la lampada di San Giovanni Gualberto

12/07/2026

Tra la secolare suggestione dei boschi toscani e l'austera spiritualità dell'omonima Abbazia si è rinnovato oggi, a Vallombrosa, un rito dal significato simbolico ed ecclesiale. Quest'anno è toccato alla Basilicata l'onore di alimentare il cuore pulsante della devozione a San Giovanni Gualberto, fondatore della congregazione benedettina dei vallombrosani, patrono dei Carabinieri Forestali d'Italia e "patrono dei silvani", offrendo l'olio per la lampada votiva che arderà dinanzi alle spoglie del Santo. Un gesto che unisce idealmente le terre lucane al cuore verde della Toscana, elevando l'identità regionale a simbolo nazionale di salvaguardia ambientale e rettitudine morale.
A guidare la delegazione lucana - costituita dal parlamentare on. Salvatore Caiata, dall’assessore regionale Carmine Cicala e dal Vice presidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazzari - il Presidente della Regione, Vito Bardi, che ha sottolineato la portata storica e civile dell'evento in cui trova spazio anche la promozione del territorio con l’allestimento Mother land dell’Apt e il pranzo a base di prodotti tipici locali a cura della Direzione regionale Politiche agricole. Quella di oggi è una ricorrenza che assume un significato ancor più profondo poiché si intreccia felicemente con l'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia.
“L’appuntamento odierno a Vallombrosa rappresenta un momento di altissimo valore - ha detto Bardi nel suo discorso di saluto -. Qui l’identità lucana si fonde intimamente con i valori della legalità e della protezione del creato, in un dialogo fecondo tra fede e impegno civile. La Basilicata torna a Vallombrosa dopo 21 anni per rinnovare simbolicamente un impegno solenne che unisce fede, tradizione, tutela del territorio e responsabilità istituzionale”.
La Basilicata stringe un legame forte tra la millenaria tradizione monastica vallombrosana - storicamente fondata sulla cura della terra come atto di lode a Dio - e la vocazione ecologica di una regione ricca di parchi e biodiversità. Nel suo intervento il Presidente ha tracciato un parallelo ideale tra le figure dei due Grandi Santi e il patrimonio boschivo lucano: “San Giovanni Gualberto, che fece della cura delle foreste un atto di giustizia e di fede, rappresenta un punto di riferimento naturale anche per la Basilicata, terra che custodisce una delle più vaste coperture boschive del Paese e che vede nei Carabinieri Forestali lucani un presidio quotidiano di legalità ambientale. La sua eredità spirituale dialoga con quella di San Francesco, che nel Cantico delle Creature ci ricorda che la Terra è sorella perché ci sostiene, è madre perché ci genera, è creatura perché non ci appartiene. La nostra regione, con i suoi parchi - dal Pollino all’Appennino Lucano, dal Vulture alle Piccole Dolomiti Lucane - e con la sua Carta Forestale in aggiornamento, diventa oggi un esempio di come la cura della Terra possa essere una forma contemporanea di spiritualità. È un territorio che, nella tutela dei boschi, delle acque e dei paesaggi, incarna quella gratitudine francescana che vede nella natura una compagna di vita. Offrire l’olio per la lampada del Santo - ha proseguito il Governatore - è l'impegno solenne di un’intera comunità. È il nostro ringraziamento ai Carabinieri Forestali, instancabili custodi della legalità e della natura. Gli esempi di San Giovanni Gualberto e di San Francesco attraversano i secoli e convergono in un messaggio comune: la creazione è un dono da custodire con umiltà e responsabilità. È un'eredità che raccogliamo a piene mani e che la Basilicata, custode di foreste antiche, parchi nazionali e paesaggi protetti, è chiamata a tutelare. La gestione sostenibile delle risorse naturali è parte essenziale della nostra identità”.
Bardi ha concluso rimarcando come questo mosaico di biodiversità sia un richiamo stringente alla responsabilità istituzionale ed etica verso le comunità locali e le future generazioni:
“La partecipazione della Basilicata a Vallombrosa assume così un significato più grande: è il punto d’incontro tra due tradizioni spirituali che hanno fatto della custodia del creato una missione. Nel nome di San Giovanni Gualberto e nel ricordo di San Francesco - ha detto Bardi - la Regione rinnova il proprio impegno per uno sviluppo fondato sulla sostenibilità, sulla responsabilità istituzionale e sulla dignità delle comunità che abitano i territori. In questo anno di celebrazioni, la Basilicata porta a Vallombrosa non solo l’olio per la lampada votiva, ma il senso profondo della sua identità: una terra che riconosce nella natura un bene comune da proteggere, un’eredità da trasmettere e un orizzonte di pace. Da questo luogo sacro, che unisce lo spirito alla terra, la Basilicata riafferma che la tutela dell'ambiente è prima di tutto un dovere morale ed etico verso le generazioni che verranno. Oggi, in questo santuario della natura, batte lo spirito più autentico e generoso della nostra terra”. La giornata si è chiusa suggellando un momento in cui la Basilicata si è fatta portavoce globale di un messaggio universale di armonia indissolubile tra uomo, legalità e natura.



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