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AIW Basilicata sulla soppressione del recinto del cervo a Bosco Magnano

8/10/2024

La Delegazione regionale AIW, Associazione Italiana Wilderness, appoggia e apprende con favore la decisione dell’Ente Parco, di concerto con la nuova amministrazione comunale di San Severino Lucano di sopprimere finalmente l’ormai anacronistico “Recinto del Capriolo” (oggi Area faunistica del cervo) di Bosco Magnano, con l’auspicio che si trovino i fondi per dare corso ad un vero ripristino ambientale dell’area (alquanto vasta), con la rimozione di pali di ferro e reti del recinto (che ormai da molti anni versa in condizioni pietose, con vari punti dove la rete è divelta o aperta), il quale rappresenta da decenni un impatto non da poco a livello paesaggistico,

Chi si intende di natura e gestione faunistica sa bene come ormai il cervo nobile (Cervus elaphus), reintrodotto decenni fa nel Parco del Pollino, come specie sia ormai in aumento, non certo a rischio estinzione (basta saper riconoscere i bramiti che si sentono un po’ in tutti i boschi del comune di San Severino da inizio settembre); non si capisce pertanto quale sia il ruolo di un recinto così grande che deturpa il cuore di Bosco Magnano, ai soli fini di foraggiare un branco di cervi che tra l’altro potrebbero benissimo uscire nei punti in cui il recinto è aperto.

Tale recinto non ha nemmeno la funzione di un’Area Faunistica visitabile facilmente: chi scrive sa bene come la visita a piedi ai cervi del recinto fosse possibile, di regola, solo ad escursionisti allenati, non certo alle scolaresche di ragazzini che possono raggiungere a piedi, al limite, solo la località Dispensa, posta parecchio prima del recinto dei cervi. Ma, detto questo, va ribadito che un parco nazionale non è uno zoo, ma un’area in cui, se si è fortunati - e succede spesso ormai – è possibile avvistare e ammirare i cervi - come altri selvatici - in libertà a Bosco Magnano come in altre località (basta girare in auto sulle strade di montagna per fare un esempio).

Ben diverso è il discorso del CRAS, un centro di recupero animali selvatici (feriti o in difficoltà) che non significa certo tenere dei cervi in un recinto foraggiandoli come in uno zoo, non si sa bene a quale scopo…

L’auspicio dell'Associazione Italiana Wilderness è prioritariamente lo smantellamento del Recinto del Capriolo (ora Area Faunistica del Cervo) non solo in senso formale, ma “materiale” (con la rimozione come si è detto della recinzione). Ci vorranno soldi certo, ma saranno ben spesi, perché si restituirà a Bosco Magnano un’area naturale finalmente integra, che potrebbe attirare anche escursionisti rispettosi dell’ambiente, designandola magari come Area Wilderness nei terreni di proprietà demaniali, qualora i comuni in futuro saranno d’accordo con tale proposta.



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