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San Paolo Albanese: Consiglio comunale approva mozione contro l’autonomia differenziata

3/08/2024

Il Consiglio comunale di San Paolo Albanese approva all’unanimità una mozione contro l’autonomia differenziata. Al sindaco di San Paolo Albanese, Mosè Antonio Troiano, e ai rappresentanti della Comunità, proprio non va giù il modello di regionalismo contenuto nella Legge n. 86/2024: “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione”. Una legge del genere, per come scritta – precisano- non è assolutamente sostenibile, per questa ragione va ritirata. Una richiesta energica e consapevole indirizzata al Governo e al Parlamento. Troiano, senza giri di parole, esprime una posizione di disapprovazione netta, rispetto alla Legge di introduzione del sistema di autonomia regionale differenziata. Evidenti saranno le ripercussioni negative sul sistema dei diritti essenziali del nostro Paese –sottolinea- e, segnatamente, delle comunità socioeconomiche più deboli. Diverse le ragioni e le preoccupazioni. L’assegnazione della compartecipazione al gettito tributario, per esempio, penalizzerà le regioni più deboli e rafforzerà ulteriormente quelle più ricche, senza tralasciare l’evidente rischio di minare l’unità nazionale, in termini istituzionali e di riconoscimento dei diritti dei cittadini. Preoccupazione su più livelli, tanti i fronti aperti, come i dubbi e le domande. Un passo troppo in avanti, affrettato, senza capire che bisogna mettere mano e testa a tutti quei passaggi, tanti davvero, necessari per evitare un salto nel buio. Serve innanzitutto determinare i costi dei fabbisogni standard, determinare con criterio i LEP, che dovrebbero assicurare l’eguaglianza dei diritti per tutti i cittadini della Repubblica. Non secondaria la questione del gettito fiscale di competenza dello Stato, e se - come da previsioni della legge - vigerà l’invarianza dei saldi di bilancio a sistema vigente, conseguentemente diminuiranno le risorse a disposizione della perequazione regionale, assicurata dalla nostra Costituzione, all’art. 119. Di fatto, quindi, si andrebbero a minare ulteriormente le possibilità di riequilibrio delle Regioni, penalizzando ancor di più quelle più povere, non solo nei servizi. Il meccanismo di perequazione già oggi non riesce a coprire il riequilibrio dei fabbisogni delle Regioni meridionali, poiché le risorse coprono circa il 50 per cento della necessità, a fronte delle previsioni costituzionali che pure statuiscono la completa copertura. Materie, certamente non secondarie,ma di rilievo, sostanziali per la sopravvivenza di comuni e regioni. Trasferimenti di funzioni su diverse materie, come la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali e molte altre ancora, potrebbero diventare di esclusiva competenza delle Regioni. Mentre il decentramento delle funzioni che non comportano l’individuazione dei LEP potrebbe partire senza grandi problemi. In poche parole, le Regioni italiane che lo vorranno, potranno organizzare le proprie funzioni, facendo venire meno, di fatto, il rispetto dell’art. 5 della Costituzione, ossia l’unità nazionale, e dell’art. 3 della Costituzione, il principio di eguaglianza dei cittadini. Un percorso, questo, che potrebbe sostanzialmente minare l’unità della Repubblica e la unitarietà del sistema di diritti dei cittadini italiani. Il sindaco Troiano, senza indugio, dunque, impegna l’Amministrazione comunale a intervenire energicamente, e pertanto a inoltrare ai vari uffici istituzionali, ma anche al Parlamento, al Governo, alla Regione, il contenuto della mozione deliberata all’unanimità, nell’assise comunale, quale espressione di volontà della propria comunità. Una mozione che vuole essere un vero e proprio faro per altri comuni italiani. Insomma, si è pronti alla lotta e, come nel Risorgimento, anche questa volta sono proprio le donne e gli uomini dalle radici arbëreshë a dire no al pericolo di disunire il Paese. Si riprende il tricolore di Carmine Senise, di Giacinto Albini, Mignogna, La Cava, e di tanti altri liberali meridionali, lucani, calabresi, siciliani per fermare “l’autonomia differenziata”, che porterebbe – secondo Troiano e non solo- ad accentuare le già gravi diseguaglianze territoriali, tanto da compromettere l’unità della Repubblica.

Vincenzo Diego



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