|
|
| A Matera la terza tappa del MediaLab |
|---|
5/11/2026 | Raccontare le migrazioni e lo sfruttamento lavorativo significa confrontarsi con realtà complesse, storie spesso poco conosciute e condizioni che rischiano di rimanere ai margini del dibattito pubblico. Per restituirne una rappresentazione fedele è necessario andare oltre i luoghi comuni, approfondire i contesti, verificare le informazioni e dare spazio alle voci delle persone direttamente coinvolte.
È questa la sfida al centro del MediaLab di Su.Pr.Eme. 2, il percorso di formazione rivolto a giornalisti e giornaliste, professionisti della comunicazione, operatori sociali, funzionari pubblici e studenti, nato per promuovere una narrazione delle migrazioni, dello sfruttamento lavorativo e del caporalato più consapevole, corretta e inclusiva.
Dopo le tappe di Catanzaro e Palermo, il MediaLab arriva a Matera il 12 e 13 novembre, nella Sala consiliare della Provincia, per due giornate dedicate all’approfondimento, al confronto e alla sperimentazione di nuovi strumenti di comunicazione. Al centro, la conoscenza dei fenomeni migratori, il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, con un focus sul ruolo e la responsabilità di chi questi fenomeni li racconta.
Conoscere per raccontare: comprendere il fenomeno dello sfruttamento e del caporalato
La prima giornata si concentrerà sull'analisi del caporalato e delle sue connessioni con le dinamiche migratorie, per poi esplorarne le manifestazioni a livello locale e illustrare i servizi e gli strumenti di intervento disponibili. Uno spazio specifico sarà dedicato al quadro normativo, ai percorsi di tutela e alle possibilità di fuoriuscita dalle situazioni di sfruttamento. Completerà la giornata di formazione il confronto con Giovanni Ferrarese, autore del volume Il caporalato. Una storia (Carocci, 2026).
Notizie senza voce: dalla riflessione alla pratica
La seconda giornata del MediaLab sposterà l’attenzione sul ruolo dell’informazione e sulla responsabilità del giornalismo nella rappresentazione delle persone migranti e delle condizioni di sfruttamento lavorativo.
Il modulo “Notizie senza voce. Sfruttamento lavorativo, caporalato e ruolo del giornalismo” partirà da un dato particolarmente significativo: la scarsa attenzione che i media dedicano alla voce dei diretti protagonisti delle dinamiche di sfruttamento. Gli interventi mireranno quindi a fornire le indicazioni e gli strumenti più adatti a favorire l’emersione di esperienze e punti di vista ad oggi esclusi dalla narrazione mediatica, puntando sul ruolo di giornalisti e operatori del settore per restituire spazio e visibilità alle persone direttamente coinvolte.
L’attenzione si concentrerà anche sul nuovo Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, con un approfondimento sull’articolo 14, dedicato alle persone migranti e rifugiate.
Il percorso non si fermerà all’analisi e al confronto teorico. Nel pomeriggio i partecipanti saranno coinvolti in un laboratorio con Salvatore Lucente e Anna Pozzi, che si occupano di migrazioni e sfruttamento lavorativo. |
|
| | |
archivio
E NEWS
|
WEB TV
|