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VivaVerdi Multikulti, il 15 settembre “Trascrizioni d'Autore”

12/09/2026

Un dialogo tra epoche. Un incontro tra linguaggi. Martedì 15 settembre VivaVerdi Multikulti torna nel chiostro de Le Monacelle con un nuovo appuntamento della rassegna. In programma ci sono le trascrizioni musicali di Johann Nepomuk Hummel, musicista vissuto a cavallo tra ‘700 e ‘800, che nella sua carriera ha spesso reso possibile l'incontro tra due mondi non in veste di compositore. Piuttosto si è fatto “traduttore” facendo sì che partiture sinfoniche di grandi autori venissero proposte per organici strumentali da camera.

Un nuovo appuntamento per “Interpretazioni”

Martedì 15 settembre, alle 20.30, nel chiostro de Le Monacelle, dunque, la sezione “Interpretazioni” propone l’interessante itinerario musicale intitolato “Trascrizioni d'Autore”. È un nuovo tassello della trentesima edizione della rassegna ideata e prodotta da Arterìa - Associazione d'arte e cultura Aps di Matera, che quest'anno porta il titolo “oi diálogoi”, i dialoghi. Un filo conduttore che proprio in questo appuntamento qui trova una declinazione tutta musicale. Il dialogo in essere è quello tra due secoli, tra l'orchestra e il salotto, tra Mozart e Beethoven. Interpreti musicali di questo appuntamento saranno Costantino Catena (pianoforte), Tommaso Rossi (flauto), Francesco Solombrino (violino) e Francesco D'Arcangelo (violoncello).

Hummel, l'arte di riscrivere per il salotto

Nell'Ottocento le grandi orchestre non è che si ascoltassero spesso. I concerti pubblici erano rari, i teatri spesso lontani e i costi alti. Le pagine sinfoniche più amate, allora, circolavano pertanto anche riscritte per pochi strumenti, pensate per essere suonate in casa, in un salotto, tra amici. E qui entra in gioco la figura di Johann Nepomuk Hummel (1778-1837), che fu tra i più abili in questo mestiere. Lui però si limitò a semplificare le partiture condensò l'orchestra in un quartetto, in questo caso, di flauto, violino, violoncello e pianoforte senza perdere nulla della scrittura originale, anzi facendone emergere ogni singola voce con una chiarezza nuova. Il risultato è che avviene un ascolto diverso da quello sinfonico, perché in versione “ridotta” si fa più intimo, più vicino, quasi da cogliere in punta di orecchio. Hummel fu una delle figure chiave nel passaggio dal Classicismo al Romanticismo. Pianista prodigio, visse per due anni nella casa viennese di Mozart, che lo istruì gratuitamente colpito dal suo talento. Con Beethoven, poi, il rapporto fu più acceso, fatto di stima reciproca e di una rivalità professionale mai del tutto sopita. Ma Hummel fu anche tra i primi a battersi per la tutela del lavoro degli autori, contrastando la diffusione delle copie pirata degli spartiti; inoltre, lasciò un trattato pianistico monumentale che avrebbe influenzato la tecnica dei decenni successivi.

Beethoven, un esordio già indipendente

Il concerto “Trascrizioni d’Autore” apre con la Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21 di Ludwig van Beethoven, il primo passo nel genere sinfonico del compositore di Bohn. Il suo fu un passo audace, poiché la sinfonia si apre con un accordo dissonante, quasi fuori luogo, come se il compositore volesse subito prendere le distanze da Haydn e Mozart e dichiarare una lingua propria. Dopo quell'apertura spiazzante arriva un “Allegro con brio”, pieno di energia. Segue un “Andante cantabile”, dove fiati e archi si rispondono con eleganza quasi operistica. Il terzo movimento si chiama “Minuetto” solo di nome poiché, in realtà, è uno “Scherzo”, mosso e impetuoso, ben lontano dalla compostezza di una danza di corte. Il finale si apre con una trovata quasi comica, con l'orchestra che sembra accordarsi nota dopo nota davanti al pubblico, prima di lanciarsi in un “Allegro molto vivace”, brillante e giovanile fino all'ultima battuta.

Mozart, il volto più drammatico

Chiude la serata il Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re minore K. 466 di Wolfgang Amadeus Mozart, sempre nella trascrizione di Hummel. È uno dei lavori più cupi e più amati del Genio di Salisburgo, lontano dai toni solari con cui viene spesso associato. Il primo movimento si apre con un'agitazione degli archi in re minore, un clima teso che il pianoforte solista raccoglie e porta ancora più in profondità, con grande partecipazione emotiva. Al centro c'è la “Romanza”, una delle pagine più cantabili di Mozart, un'oasi di luce e serenità, interrotta però a metà da un episodio più veemente, quasi una crepa improvvisa nella calma. Il finale, un “Allegro assai”, riprende la tensione dell'inizio e la trasforma in un turbine virtuosistico, di grande effetto teatrale. Ad arricchire l'ascolto, la trascrizione di Hummel per flauto, violino, violoncello e pianoforte, che qui esalta la trasparenza contrappuntistica e restituisce alla pagina mozartiana un respiro più intimo e dialogico.

Gli interpreti della serata

Costantino Catena, pianoforte, si è formato con Konstantin Bogino, Bruno Mezzena e Aldo Ciccolini e vanta un'intensa attività discografica, con oltre trenta titoli pubblicati; recording artist per l'etichetta giapponese Camerata Tokyo dal 2010, è attualmente impegnato nella registrazione dell'integrale pianistica di Schumann e ha suonato in istituzioni come il Gasteig di Monaco, la Philharmonia di San Pietroburgo, il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca e il Kennedy Center di Washington. È docente di pianoforte al Conservatorio di Musica di Salerno.

Tommaso Rossi, flauto traverso e flauto dolce, si è formato con Pasquale Esposito, Mario Ancillotti, Paolo Capirci e Pedro Memelsdorff. Fondatore nel 2010 dell'Ensemble Barocco di Napoli, collabora con importanti ensemble e solisti di musica antica ed è titolare della cattedra di flauto dolce al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, di cui è anche direttore artistico dell'Associazione “Alessandro Scarlatti”.

Francesco Solombrino, violino, si è diplomato con lode sotto la guida di G. Leone, perfezionandosi con maestri come P. Vernikov e V. Berlinsky. Primo violino solista della Nuova Orchestra Scarlatti dal 1999 al 2018, con tournée in Europa, Medio Oriente e Cina, è dal 2017 prima viola solista dell'Accademia di Santa Sofia e docente di violino al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli.

Francesco D'Arcangelo, violoncello, affianca alla carriera cameristica un'intensa attività sul podio, avendo diretto compagini come la Sinfonica di Sanremo, la Sinfonica di Bari e l'Orchestra da Camera Fiorentina. Ideatore del concorso di composizione “F. M. Pagano”, è presidente dell'Associazione Gestione Musica di Salerno, con cui cura tra l'altro la stagione Salerno Classica.

Informazioni e contatti

Il biglietto intero costa 10 euro, ridotto 7 euro per studenti e soci, 5 euro per i bambini dai 7 ai 12 anni. L'ingresso è gratuito per le persone con disabilità e per i loro accompagnatori.




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