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| A Viggiano la 37ª edizione della “Rafanata” |
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10/03/2026 | Si è svolta a Viggiano, presso il Kiris Hotel, la 37ª edizione della tradizionale “Rafanata”, la manifestazione dedicata alla promozione del rafano come ingrediente simbolo delle più antiche ricette della tradizione lucana. L’iniziativa, organizzata dalla Cia-Agricoltori Italiani dell’area Val d’Agri, con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Carmine Cicala e il sindaco di Viggiano Amedeo Cicala, rinnova ogni anno il legame tra agricoltura, cultura e cucina contadina, valorizzando i prodotti tipici e le radici gastronomiche del territorio.
Protagonista assoluta dell’evento è stata, come da tradizione, la “rafanata”, preparata nella versione spettacolare che contraddistingue la manifestazione: un gigantesco panettone salato cotto in forno a legna, realizzato con 400 uova, 6 kg di rafano macinato, 6 kg di pecorino di Moliterno ed erbe aromatiche. Un piatto simbolo della convivialità rurale che richiama ogni anno agricoltori, cittadini e appassionati della cucina lucana.
La manifestazione rappresenta un appuntamento importante per la comunità della Val d’Agri, un momento di incontro che unisce agricoltori e cittadini nella riscoperta dei sapori locali e nella valorizzazione di una tradizione culinaria profondamente radicata nella storia del territorio.
Il rafano, eccellenza riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Basilicata, è coltivato soprattutto in Val d’Agri, nel Lagonegrese e nell’area del Vulture. Si tratta di una pianta erbacea perenne di cui si utilizza la radice, dal sapore intenso e piccante, impiegata in numerose preparazioni della gastronomia lucana: dai fusilli al sugo di maiale alla classica frittata con uova, pecorino ed erbe spontanee.
“Da alcuni anni stanno nascendo in Val d’Agri i primi veri e propri imprenditori del rafano, tenuto conto che la richiesta di questo prodotto è notevolmente cresciuta nel Paese e spesso si fa ricorso all’import da altri Paesi europei e persino dal Giappone”, spiega Nicola Pisano, dirigente Cia Val d’Agri e tra i promotori della manifestazione. “La Rafanata che celebriamo ogni anno con i coltivatori della valle è un’occasione per valorizzare le tradizioni gastronomiche rurali e per dimostrare che quella che una volta veniva definita ‘cucina povera’ può oggi rappresentare una fonte di reddito aggiuntivo, soprattutto per le aziende agricole a conduzione familiare”.
Oggi il rafano è un prodotto sempre più richiesto anche sui mercati del Nord Italia, dove viene utilizzato nella ristorazione e nei negozi specializzati, raggiungendo prezzi al dettaglio che possono arrivare anche a 15 euro al chilogrammo, a seconda della qualità e della zona di raccolta.
Per Giovanna Perruolo, direttrice della Cia Potenza, il rafano rappresenta un tassello importante della strategia di sviluppo dell’area: “Il rafano rientra nel progetto di filiera agroalimentare della Val d’Agri a cui sta lavorando la Confederazione lucana. Il destino dell’area è sempre più legato a un’agricoltura di qualità e a certificazione territoriale, con la piena valorizzazione dei prodotti tipici. Il binomio cibo e cultura è una carta vincente per la Basilicata”.
“Il legame con il territorio – sottolinea ancora Perruolo – rappresenta uno dei principali fattori di competitività dell’agroalimentare. L’agricoltura non è solo produzione, ma anche storia, identità e paesaggio agrario modellato nel tempo dal lavoro degli agricoltori”.
La serata ha visto anche la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Carmine Cicala, che ha sottolineato il valore umano e sociale dell’iniziativa: “Una serata semplice ma significativa, fatta di volti, storie e tradizioni della nostra terra. La Rafanata è un momento di convivialità che racconta profondamente la cultura rurale lucana. Eventi come questo ricordano quanto l’agricoltura sia prima di tutto comunità, relazioni e memoria condivisa”.
Durante la manifestazione è stato inoltre ricordato Nicola Milano, figura stimata e benvoluta dalla comunità, il cui impegno e la passione per il territorio restano un esempio per tutto il mondo agricolo locale.
La Rafanata si conferma così non solo una festa gastronomica, ma un importante momento di valorizzazione dell’agricoltura lucana, delle sue tradizioni e delle sue potenzialità economiche e culturali. |
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