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| Agricoltura, costi alle stelle e proteste: in Basilicata la mobilitazione torna in piazza |
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7/10/2026 |
|  La crisi dell’agricoltura torna al centro del dibattito in Basilicata, tra l’aumento dei costi di produzione e il peso crescente sul carrello della spesa. La Cia-Agricoltori Italiani annuncia una mobilitazione nazionale dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre davanti a Montecitorio, con centinaia di produttori da tutta Italia. Al centro della protesta il caro energia e carburante, l’aumento dei costi e le difficoltà di una filiera in cui, secondo l’organizzazione, il peso della crisi ricade soprattutto su agricoltori e cittadini. In Basilicata la Cia promuoverà inoltre incontri sul territorio con agricoltori, cittadini e istituzioni, chiedendo alla Regione misure aggiuntive per compensare l’aumento dei costi, a partire dalle colture escluse dal recente decreto ministeriale. «Le aziende non possono continuare a lavorare con costi che aumentano e margini che si restringono», sottolineano il presidente regionale Leonardo Moscaritolo e il vicepresidente Giuseppe Stasi. Sul fronte della protesta arriva anche la dura presa di posizione del Coordinamento Agricoltori della Basilicata, che contesta il metodo seguito finora dalle organizzazioni di categoria e dalla politica. Il Coordinamento denuncia ritardi e promesse non mantenute e chiede un cambio di approccio, sostenendo che la mobilitazione debba tradursi in risposte concrete per aziende e famiglie. Nella nota stampa inviataci si legge- "Il problema non è che nessuno se ne accorge. Il problema è il metodo con cui se ne accorgono. Il 28 settembre. Tavolo Verde. Urgente. Si chiude con una frase: “Ci riaggiorniamo fra sette giorni.” Sette giorni. Con gasolio a più 40%, fertilizzanti raddoppiati, energia triplicata. Con ristori promessi ad aprile a Nova Siri e a settembre a Policoro — mai arrivati, né gli uni né gli altri. Sette giorni per rimandare quello che andava fatto mesi fa. E lo chiamano lavoro. Intorno a quel tavolo le stesse sigle da vent’anni. Lo stesso metodo. Guarda caso, gli stessi risultati. " |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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