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| Immigrazione, a Potenza focus su rimpatri volontari e screening sanitari |
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11/09/2026 |
|  Rimpatrio volontario assistito e nuove procedure di screening sanitario sono stati al centro del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, riunito questa mattina a Potenza dal prefetto Michele Campanaro. L’incontro ha approfondito le indicazioni del Ministero dell’Interno per incentivare i rimpatri volontari e l’attuazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Per il Rimpatrio Volontario Assistito sono state illustrate le modalità di accesso e le misure di accompagnamento e reintegrazione nei Paesi d’origine. Il progetto «RI.VOLARE IN RE.TE.», realizzato con l’OIM, prevede un’indennità di prima sistemazione di 630 euro e contributi per il percorso di reinserimento. Il prefetto ha chiesto a operatori dell’accoglienza e servizi sociali di rafforzare informazione e sensibilizzazione. Ampio spazio anche allo screening previsto dal Regolamento Ue 2024/1356. La provincia di Potenza, pur non essendo territorio di frontiera, dovrà essere pronta a gestire eventuali rintracci e garantire i controlli sanitari entro 72 ore. L’Ambulatorio dei Migranti dell’Asp di Potenza sarà il presidio di riferimento. Prefettura, Questura e Asp firmeranno un apposito protocollo operativo. Di seguito la nota stampa
Questa mattina, presso la Sala Italia del Palazzo del Governo, il Prefetto di Potenza Michele Campanaro ha presieduto il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, convocato per approfondire due temi di particolare attualità: • Rimpatrio Volontario Assistito (RAV), con particolare riferimento alle recenti indicazioni del Ministero dell’Interno per incentivarne e consolidarne l’utilizzo; • attuazione del Regolamento (UE) 2024/1356 sullo screening, nell’ambito del Nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. In apertura, il Rappresentante del Governo ha ricordato genesi e finalità dei Consigli Territoriali per l’Immigrazione che, istituiti presso ogni Prefettura, costituiscono la sede stabile di confronto e raccordo tra i diversi soggetti, pubblici e privati, coinvolti a livello provinciale nella gestione del fenomeno migratorio. In questa direzione, sono chiamati a svolgere funzioni di monitoraggio delle dinamiche migratorie sul territorio, raccolgono le problematiche che emergono a livello locale e promuovono il confronto e la collaborazione tra Amministrazioni, Enti locali, mondo economico e sociale e realtà impegnate nei settori dell’accoglienza, dell’assistenza e dell’integrazione.
Rimpatrio Volontario Assistito: informare, sensibilizzare e preparare il territorio La riunione è, quindi, entrata nel vivo con l’approfondimento dedicato al Rimpatrio Volontario Assistito (RVA). Sul punto, il Prefetto Campanaro ha richiamato la recente circolare del 3 settembre scorso del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, illustrandone i principali contenuti e le indicazioni operative rivolte ai territori per incentivare e consolidare il ricorso alla misura. • Destinatari e accesso alla misura. Il Rimpatrio Volontario Assistito consente ai cittadini di Paesi terzi in possesso dei requisiti previsti di fare ritorno volontariamente nel Paese di origine attraverso un percorso accompagnato. Particolare attenzione è riservata ai soggetti vulnerabili, tra cui minori, anziani, persone con disabilità, vittime di violenza o di tratta e persone in precarie condizioni di salute. L’accesso avviene attraverso un’istanza presentata alla Prefettura, cui segue la verifica dei requisiti da parte della Questura e, in caso di esito favorevole, l’ammissione al programma. • Il progetto “RI.VOLARE IN RE.TE”. Nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione FAMI 2021-2027, il progetto, realizzato in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), accompagna il beneficiario dalla fase di orientamento e counselling precedente alla partenza fino alla reintegrazione nel Paese di origine. È prevista un’indennità di prima sistemazione di 630 euro per ciascun migrante, cui si aggiunge un contributo in beni e servizi per il progetto di reintegrazione pari a 2.000 euro per i singoli e i capifamiglia e a 1.000 euro per ciascun familiare a carico. Il percorso comprende anche l’elaborazione di Piani Individuali di Reintegrazione e il successivo monitoraggio da parte dell’OIM. • Informazione e sensibilizzazione. Il progetto punta a rafforzare la capacità del territorio di intercettare i potenziali beneficiari ed orientarli tempestivamente verso il percorso di RAV. In questa cornica, assume valore particolarmente significativo la pianificazione di sessioni informative e formative rivolte agli operatori, l’attività di sensibilizzazione dei cittadini di Paesi terzi, la divulgazione di materiale informativo e del numero verde dedicato. • Il progetto F.A.S.T.E.R. In questa direzione si inserisce anche il progetto avviato dall’OIM in partnership con ANCI, che prevede l’individuazione, il reclutamento e la formazione di 60 consulenti specializzati in materia di rimpatrio volontario assistito, destinati a sostenere le attività di assistenza e orientamento attraverso la figura del counsellor. Il Prefetto ha chiarito che la fase più marcatamente operativa sul territorio prenderà avvio con la presenza dei consulenti formati nell’ambito del progetto F.A.S.T.E.R. e con la nomina del referente regionale dell’OIM. Nell’attesa, l’indicazione rivolta ai soggetti che hanno un contatto diretto con i cittadini stranieri - in particolare ai gestori dei Centri di Accoglienza Straordinaria e alla rete dei servizi sociali dei Comuni - è quella di intensificare, sin da ora, l’attività di informazione e sensibilizzazione, così da intercettare eventuali manifestazioni di interesse al rimpatrio volontario, anche in via informale, che potranno essere successivamente formalizzate ed accompagnate quando il sistema progettuale sarà a pieno regime. Le azioni indicate puntano, infatti, a ridurre il più possibile il tempo tra la manifestazione di interesse e l’attivazione della consulenza specializzata, mantenendo costante nel tempo l’attività di promozione della misura. “Il lavoro che ci attende richiede, anzitutto, un lavoro condiviso. Dobbiamo fare in modo che una possibilità prevista dall’ordinamento sia conosciuta da chi può beneficiarne e che, quando viene manifestato un interesse, il territorio sia pronto ad accompagnarlo in maniera tempestiva e consapevole. In questa prima fase è quindi fondamentale il contributo di chi è quotidianamente a contatto con i cittadini stranieri. Allo stesso tempo, invito tutti i componenti del Consiglio a far emergere idee e iniziative capaci di rispondere alle specificità del nostro territorio: la Prefettura raccoglierà le proposte e le porterà all’attenzione del Ministero, anche ai fini della possibilità di sostenerle attraverso le risorse FAMI”, l’invito del Prefetto Campanaro ai componenti del Tavolo.
Screening: verso un protocollo operativo territoriale Ampio spazio è stato, successivamente, dedicato all’attuazione del Nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e, in particolare, alle nuove procedure di screening, con specifico riferimento all’organizzazione sul territorio provinciale dei controlli preliminari di salute e vulnerabilità previsti dal Regolamento (UE) 2024/1356. Il Prefetto Campanaro ha richiamato la circolare del 12 giugno scorso, con la quale il Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione ha trasmesso le Procedure Operative Standard (SOP), elaborate per assicurare modalità organiche e uniformi di svolgimento delle attività di screening sull’intero territorio nazionale: tema, tra l’altro, già approfondito, a livello provinciale, nell’ambito del Tavolo sulle vulnerabilità. Core business della circolare, il controllo preliminare di salute che costituisce una componente essenziale dello screening ed è diretto a far emergere tempestivamente eventuali condizioni di vulnerabilità. In questa direzione, la valutazione sanitaria comprende la raccolta dei dati anamnestici, lo screening delle malattie infettive, la rilevazione dei parametri vitali e l’esame obiettivo, la verifica di eventuali lesioni o traumi e una prima valutazione dello stato mentale, cui possono seguire, ove necessario, ulteriori approfondimenti specialistici. Particolare attenzione è riservata all’individuazione di condizioni che richiedano assistenza, supporto o monitoraggio, dalla prosecuzione di terapie farmacologiche al supporto psicologico, fino alla necessità di visite e accertamenti specialistici. Le informazioni raccolte consentono, inoltre, di individuare eventuali esigenze specifiche da considerare nelle successive fasi dell’accoglienza e della procedura. Nel corso dell’incontro, il Prefetto ha evidenziato che, pur non essendo la provincia di Potenza un territorio di frontiera o di sbarco, possono verificarsi situazioni di c.d. rintraccio rispetto alle quali occorre essere pronti ad attivare tempestivamente il sistema e ad assicurare il controllo preliminare di salute entro le 72 ore previste dalla disciplina. Da qui la necessità di definire preventivamente un modello organizzativo nel quale siano chiaramente individuati ruoli, competenze e modalità di raccordo. Sul punto, il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza, Giuseppe De Filippis, presente alla seduta odierna del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, ha illustrato l’organizzazione predisposta per garantire i controlli nei tempi previsti, individuando nell’Ambulatorio dei Migranti ASP Igiene di Potenza il presidio sanitario di riferimento e prevedendo, nelle fasce orarie non coperte dall’attività ordinaria, un sistema di reperibilità in grado di assicurare il necessario raccordo organizzativo su sei giorni settimanali, secondo le ultime indicazioni del Ministero della Salute, recepite dal Ministero dell’Interno. “Il modello delineato dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, che ringrazio, è confluito in uno specifico Protocollo operativo che sottoscriveremo nelle prossime ore, tra Prefettura, Questura e la stessa ASP”, ha così concluso la riunione del Consiglio Territoriale dell’Immigrazione il Prefetto Campanaro. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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