Giù le mani dalla natura, dal Pollino, dal Giardino degli Dei. Un appello che nasce davanti a un episodio gravissimo, che questa mattina avrebbe potuto trasformarsi in un incendio ben più esteso e provocare danni ingenti a uno degli ambienti naturali più preziosi del territorio.
A raccontare quanto accaduto è don Antonio Lo Gatto, giovane parroco di San Severino Lucano e del Santuario della Madonna del Pollino. Come di consueto, questa mattina aveva raggiunto Serra Crispo, percorrendo i sentieri che partono dal Santuario e attraversano il Giardino degli Dei, oltre la Grande Porta del Pollino: un paesaggio straordinario fatto di pini loricati, faggete e una biodiversità di enorme valore. ''Siamo saliti in tarda mattinata- spiega don Antonio- appena prima di tornare, dopo la pausa per il pranzo, ho notato del fumo provenire proprio dalla zona del Giardino degli Dei, ad un'altitudine di circa duemila metri''.
Il parroco ha seguito la colonna di fumo fino a individuare il punto da cui proveniva e lì ha fatto una scoperta inquietante: qualcuno aveva dato fuoco a un tronco secco di pino loricato. Immediata la richiesta di intervento a Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco ed Ente Parco del Pollino. In attesa dei soccorsi, don Antonio ha cercato di impedire che le fiamme si propagassero, scavando una piccola trincea attorno al tronco. L’acqua disponibile, però, non era sufficiente per spegnere il rogo. La situazione è stata risolta grazie al tempestivo intervento dell’elicottero del Parco Nazionale del Pollino, dotato di benna antincendio, e successivamente delle squadre dei Forestali e dei Vigili del Fuoco, intervenute da terra.
Un episodio che lascia l’amaro in bocca e che richiama ancora una volta alla responsabilità di tutti nella tutela di un patrimonio naturale unico. Il fuoco, in un ambiente come quello del Pollino, può trasformare in pochi minuti un gesto irresponsabile in una tragedia ambientale. ''La creazione- conclude don Antonio- è il riflesso della bontà e della bellezza di Dio. È il luogo dove l'uomo può ritrovarsi con Dio. Spesso e volentieri con amici e anche da solo mi piace vivere questi posti. È da condannare ogni gesto che vada a deturpare il creato. L'uomo è chiamato a custodire questo dono non a distruggerlo''. Sulla vicenda è intervenuto anche Saverio De Marco, una guida ufficiale e delegato regione Basilicata AIW (Associazione Italiana Wilderness): ''Si trattava di un ceppo pluricentenario che era un piccolo monumento naturale, oggi sfregiato dal fuoco di qualche bivaccatore imbecille che farebbe meglio a starsene a casa o qualche delinquente senza rispetto per la montagna. Sta di fatto che non è la prima volta che si incontrano tracce di resti di fuochi tra i pini loricati. Poco tempo fa ho denunciato la presenza di un bivacco con tracce di fuochi tra i pini loricati di Serra di Crispo. E' soprattutto la categoria dei turisti campeggiatori/bivaccatori maggiormente responsabile di questi atti: spesso montano la tenda anche nell'habitat dei pini loricati, un posto che andrebbe visitato in punta di piedi e non certo scelto per bivaccare d'estate. E poi non contenti accendono i fuocherelli per scaldarsi o fare il barbecue.
Tra l'altro, non usufruendo di alberghi e ristoranti non contribuiscono nemmeno all'economia dell'area... Se si vuole campeggiare lo si faccia a bassa quota, magari vicino ai rifugi e nelle aree consentite. Il divieto di campeggiare nel Parco al di fuori delle aree consentite e senza autorizzazione resta una norma generica; sarebbe ora che l'Ente Parco comunicasse con opportune campagne il divieto specifico di bivaccare, almeno nei mesi di luglio e agosto, in zona 1 nelle aree cioè più delicate come quelle dell'habitat del pino loricato; anche se si tratta di chi bivacca temporaneamente montando la tenda al tramonto e smontandola all'alba e anche se non si accendono fuochi. E' del resto noto che i bivaccatori lascino di solito sparsi nei boschi e nei prati fazzoletti umidificanti non proprio biodegradabili e altri rifiuti . Ribadire un divieto del genere, con opportuna e capillare comunicazione, farebbe da deterrente nei confronti di tanti turisti che ad agosto fanno escursioni con la tenda accendendo fuochi. Esistono visitaotri che vengono in estate a visitare il Giardino degli Dei dal nord Italia e debbono vedere gente che bivacca in zona 1. E' un po' come se consentissimo di bivaccare e accendere fuochi sull'Altare della Patria o vicino la Fontana di Trevi! Il danno lo si fa anche ai turisti più sensibili e consapevoli... Detto questo, l'altro problema resta quello della scarsa vigilanza: almeno nei mesi di luglio e agosto sarebbero opportune delle pattuglie di guardie forestali che presidiassero le arre più delicate e accessibili come Serretta Porticella e Serra di Crispo, verso il tramonto, perchè i bivaccatori ( o i piromani) seriali è proprio all'imbrunire che accendono i fuochi!''.