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Deposito scorie, scontro in Consiglio: Bardi ribadisce il no, respinta la mozione dell'opposizione

8/07/2026



La politica energetica e il futuro della Basilicata al centro del dibattito in Consiglio regionale, dove il presidente della Regione, Vito Bardi, ha ribadito la linea dell'esecutivo, rivendicando una strategia fondata su programmazione, responsabilità e continuità amministrativa. Il governatore ha sottolineato che la Basilicata deve governare le trasformazioni del sistema energetico nazionale ed europeo, valorizzando le proprie risorse e rafforzando il confronto con il Governo, con l'obiettivo di diventare un territorio strategico nelle politiche energetiche del Paese. Bardi ha inoltre confermato la "netta contrarietà" della Regione all'ipotesi di realizzare in Basilicata il deposito nazionale delle scorie radioattive, posizione che, ha ricordato, resta invariata dal 2019.
Di diverso avviso le opposizioni. I consiglieri Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello (Basilicata Casa Comune) e Alessia Araneo e Viviana Verri (M5S) hanno parlato di "occasione persa" dopo il voto con cui la maggioranza ha respinto la richiesta di discutere una mozione per riaffermare il no al deposito nazionale. Secondo i firmatari, il Consiglio avrebbe dovuto esprimersi unitariamente, richiamando anche la mobilitazione di Scanzano Jonico del 2003, e impegnare la Giunta a ribadire in ogni sede istituzionale la contrarietà della Basilicata a qualsiasi ipotesi di localizzazione dell'impianto.

di seguito la nota delle opposizioni


Chiorazzo, Vizziello, Araneo e Verri: "Occasione persa per ribadire il no della Basilicata"
"La maggioranza di centrodestra ha respinto oggi in Consiglio regionale la proposta di iscrivere all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare la mozione presentata dai consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, e dalle consigliere regionali del Movimento Cinque Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, finalizzata a riaffermare la ferma e inequivocabile contrarietà della Regione Basilicata ad ogni ipotesi di localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico sul territorio lucano". Lo affermano i consiglieri di Basilicata Casa Comune Angelo Chiorazzo, Gianni Vizziello, e le consigliere regionali del Movimento Cinque Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri.
"Con questo voto - dichiarano i consiglieri regionali - la maggioranza ha perso un'importante occasione per consentire al Consiglio regionale di esprimersi con una sola voce su una questione che riguarda il futuro della Basilicata. Sarebbe stato un segnale istituzionale forte, capace di ribadire la posizione storica della nostra Regione e di chiudere definitivamente ogni spazio a chi continua a sostenere che il deposito delle scorie nucleari possa rappresentare un'opportunità di sviluppo. L'obiettivo della nostra iniziativa era ricostruire quel fronte istituzionale unitario che nel 2003 consentì alla Basilicata, con la storica mobilitazione di Scanzano Jonico, di difendere con successo il proprio territorio. Quella straordinaria pagina di partecipazione democratica rappresenta ancora oggi un patrimonio comune della comunità lucana e avrebbe meritato di essere riaffermata attraverso una discussione in Consiglio regionale sul punto di merito. Le polemiche di questi giorni, riaccese anche a seguito del convegno svoltosi a Potenza alla presenza di rappresentanti della Sogin, dimostrano quanto sia necessario che il Consiglio regionale torni ad esprimersi ufficialmente. Nella nostra mozione ricordiamo che la Regione Basilicata ha già formalmente espresso la propria contrarietà attraverso le osservazioni presentate nel procedimento relativo alla CNAPI e che la stessa Giunta regionale, negli anni, ha sostenuto l'esclusione del territorio lucano da ogni ipotesi di localizzazione del Deposito Nazionale".
"La mozione - precisano i consiglieri - impegnava il Presidente della Regione e la Giunta a ribadire la contrarietà della Basilicata in ogni sede istituzionale, ad assumere tutte le iniziative necessarie nei confronti del Governo nazionale, a promuovere un tavolo permanente con gli enti locali e le rappresentanze sociali e a trasmettere la posizione della Regione alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato e ai parlamentari eletti in Basilicata".
"Non si tratta di alimentare una contrapposizione politica - concludono Chiorazzo, Vizziello, Araneo e Verri - ma di riaffermare una scelta che appartiene alla storia e all'identità della Basilicata. La nostra regione contribuisce già in maniera determinante agli interessi energetici del Paese attraverso le estrazioni petrolifere, la produzione di energia da fonti rinnovabili, e la gestione delle risorse idriche. Non può essere chiamata a sostenere anche il peso del Deposito Nazionale delle scorie nucleari. La maggioranza avrebbe potuto ribadire con il voto del Consiglio regionale che la Basilicata non è disponibile ad ospitare il deposito. Ha scelto invece di rinviare il confronto, lasciando aperto uno spazio che riteniamo dovesse essere definitivamente chiuso".




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