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| Cgil Potenza e Forenza: ''Cittadini e pendolari di Forenza ancora isolati. Si rispettino gli impegni assunti'' |
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18/06/2026 |
|  A distanza di due mesi e nonostante gli impegni ufficialmente assunti, i pendolari di Forenza ancora sono costretti a viaggi estenuanti a causa della frana che ha interessato il Comune di Venosa, con lavoratori che arrivano in ritardo sui luoghi di lavoro e che ritornano alle proprie famiglie quasi di notte dopo aver lavorato per otto ore spesso su una catena di montaggio. La denuncia è delle Camere di Lavoro della Cgil di Potenza e Forenza. A seguito delle copiose piogge cadute tra la fine di marzo e l'inizio di aprile che hanno prodotto il quasi totale isolamento viario del comune di Forenza, provocando forti disagi per i pendolari che utilizzano i mezzi pubblici di trasporto, la Cgil ha inoltrato formale richiesta di incontro al presidente della Provincia, durante il quale è stata avanzata la proposta di navette per la riduzione momentanea dei disagio arrecati ai pendolari. Di lì in poi si è reso necessario chiedere un ulteriore incontro, questa volta alla presenza dell'assessore regionale alle Infrastrutture, della Provincia e dei sindaci dei comuni interessati. Al termine dello stesso è stato unanimemente condivisa e verbalizzata l'adozione di un servizio sostitutivo di navette dei pendolari dal comune di Venosa fino alla stazione ferroviaria di Venosa stessa. Ma nonostante gli impegni assunti a oggi la situazione resta invariata. Trattandosi di un servizio fornito dalla Regione, chiediamo alla stessa di mantenere gli impegni assunti e provvedere quanto prima al servizio nell'attesa del completamento dei lavori di ripristino della viabilità. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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