A sei mesi dal decreto che ha ripristinato il permesso di ricerca “Aliano”, il Coordinamento No Triv Basilicata sollecita la pubblicazione della relazione aggiornata sullo stato dei lavori e del cronoprogramma per la ripresa delle attività. Dopo quasi 22 anni di sospensione, l’associazione chiede chiarezza su un procedimento che potrebbe avere importanti ricadute ambientali, economiche e sociali per il territorio lucano.
DI SEGUITO IL COMUNICATO
Sul BUIG (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse), anno LXIX N. 11 del 30 novembre 2025, veniva pubblicato il Decreto Ministeriale 19 Novembre 2025, avente ad oggetto il Ripristino del permesso di ricerca «ALIANO» della Società ENI S.p.A.
L’art. 3 (Ripristino del decorso temporale) del Decreto, recita:
1. Ai sensi dell’articolo 6, comma 10, della legge 9 gennaio 1991, n. 9, la sospensione del decorso temporale del permesso di ricerca “ALIANO” accordata con il D.M. 8 ottobre 2004 citato nelle premesse ha termine decorsi sei mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto nel Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse.
2. Dalla data di cessazione della sospensione del decorso temporale, di cui al comma 1, riprende l’obbligo di corresponsione del canone annuo.
L’art. 4 (Obblighi e prescrizioni) impone:
1. La Società titolare è tenuta a osservare gli obblighi stabiliti con il D.M. 6 novembre 1998, che si intendono qui integralmente trascritti.
2. Entro sei mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto nel Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse la Società titolare presenta alla Div. V e alla Sezione UNMIG territorialmente competente della Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi una relazione aggiornata sullo stato del programma dei lavori del permesso di ricerca “ALIANO” e un cronoprogramma relativo alla ripresa delle attività.
Come ricorda la pubblicazione dei titoli vigenti sull’ultimo Buig del 31 Maggio scorso, il complesso ed accidentato iter del permesso di ricerca “Aliano”, conferito il 06/11/1998, che si è avvalso di un lunghissimo periodo di sospensioni del decorso temporale dal 19/07/2004 (in attesa della pronuncia di compatibilità ambientale e d'intesa della Regione Basilicata, come da DM 8/10/2004), ha terminato la sua migrazione nel Limbo lo scorso 05/06/2026.
Sulla vicenda del DM 19/12/2025, che ricostruisce mirabilmente i passaggi machiavellici dell’acquisizione del pacchetto di maggioranza di Total Energies SpA da parte di Eni SpA (ora rappresentante unico) e di ripristino del permesso in virtù dell’annullamento del PiTESAI, si rimanda al comunicato del Coordinamento No Triv Basilicata.
Dopo 7.991 di sospensione (circa 21 anni e 11 mesi), Eni SpA dovrà ora corrispondere il previsto canone annuo.
Ciò che ai comuni mortali non è ancora dato conoscere nemmeno tramite formale richiesta di accesso agli atti, in quanto a prevalere restano le supreme ragioni del primato del “segreto” aziendale, sono la relazione aggiornata sullo stato del programma dei lavori del permesso di ricerca in parola ed il relativo cronoprogramma riguardante la ripresa delle attività di ricerca, in un’area ripristinata al centimetro al novembre 1998, senza più la limitazione al solo gas, ma ampliata anche al petrolio.
Considerato il carattere ordinatorio della presentazione entro i termini (l’art. 4 del Decreto Ministeriale parla infatti di Obblighi e prescrizioni) alla Div. V ed alla Sezione UNMIG territorialmente competente della Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi (sede di Napoli) della prevista relazione aggiornata sullo stato del programma dei lavori e del cronoprogramma relativo alla ripresa delle attività del permesso di ricerca “ALIANO”;
tenendo ben presente la pressoché nulla preoccupazione nel merito dei sindaci dell’area interessata, quanto quella degli esponenti della maggioranza di governo del Consiglio regionale lucano, si fa contestualmente appello alla stampa perché vengano sollevati i necessari livelli di attenzione su una vicenda le cui ricadute rischiano ancora una volta di incidere negativamente sulle condizioni climatiche, ambientali, sanitarie, economiche, su una significativa area della Basilicata, nonché ai consiglieri regionali di opposizione ed ai deputati e senatori lucani, perché possano adoperarsi per esercitare il diritto di accesso agli atti e restituire ai cittadini il diritto di informazione.
Coordinamento No Triv Basilicata