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Danni in agricoltura: in corso il monitoraggio

3/04/2026



Danni in agricoltura: Cia Potenza-Matera impegnati in monitoraggio Gli Uffici zonali e comunali della Cia-Agricoltori di Potenza e Matera sono impegnati da 48 ore su tutto il territorio regionale a raccogliere segnalazioni di danni provocati dal maltempo.


E’ stato attivato – spiega il presidente regionale della Cia-Agricoltori Leonardo Moscaritolo – un coordinamento per l’assistenza agli associati che lavorerà a supporto del Dipartimento Politiche Agricole. In proposito – aggiunge– è positiva l’azione avviata da Assessore e Dipartimento con l’attivazione di una specifica piattaforma sul portale SIA-RB, attraverso la quale le imprese agricole potranno segnalare i danni subiti, contribuendo alla definizione di una mappatura precisa e tempestiva. E’ questa la fase di delimitazione delle aree colpite dalle piogge torrenziali e dai diffusi dissesti che hanno danneggiato in particolare la viabilità rurale, interpoderale e comunali creando grandi disagi a titolari di aziende agricole e zootecniche.


Contestualmente in questa fase di emergenza è necessario intervenire nelle situazioni più a rischio per agricoltori, aziende, bestiame. Numerosi i comuni colpiti nel Vulture-Alto Bradano, Marmo-Melandro, Val d’Agri, area sud, tra i quali Lavello, Rapolla, Melfi, Venosa, Satriano, Palazzo San Gervasio. Anche in aree della Montagna Potentina si segnalano danni in particolare ad importanti aziende agrituristiche. Inoltre il Metapontino dove precipitazioni non particolarmente intense ma prolungate, raffiche di vento e soprattutto violente grandinate – riferisce Giuseppe Stasi, Cia Matera - hanno colpito aree ad alta vocazione ortofrutticola, con le colture in piena vegetazione.


Le segnalazioni più rilevanti arrivano dai comprensori di Rotondella, Nova Siri e Tursi, dove gli eventi grandinigeni hanno determinato danni diretti – con lesioni su germogli, infiorescenze e giovani frutti – compromettendo già in partenza il potenziale produttivo di numerose colture frutticole e orticole. In diversi appezzamenti, le coperture antigrandine sono collassate a causa dell’effetto cumulato del vento e della grandine con chicchi di dimensioni e intensità non usuali. Le conseguenze – come segnalano i tecnici dell’Alsia - potrebbero manifestarsi anche nelle prossime settimane con un incremento del rischio fitosanitario: le ferite causate dalla grandine costituiscono infatti porte d’ingresso per patogeni fungini e batterici, mentre l’elevata umidità ambientale favorisce l’instaurarsi di infezioni secondarie. Colpiti i comuni della collina materana, oltre dall'esondazione del Basento anche da frane ma soprattutto ciò che ha rallentato la levata dei cereali e delle foraggere è stato il susseguirsi di piogge e freddo da gennaio ad oggi, e con queste piogge degli ultimi giorni ha dato il colpo di grazia con “marciumi radicali”. Nella lista della Cia figurano: Montescaglioso, Grottole, Irsina, Tricarico, Garaguso, Calciano, Oliveto Lucano, Salandra, Grassano.


 



 


Olivicoltura in ginocchio: grido d’allarme Oprol


 L’Oprol evidenzia che le immagini che arrivano dai nostri campi sono un colpo al cuore. Il maltempo di queste ore ha messo in ginocchio la Basilicata, colpendo duramente il comparto agricolo e olivicolo proprio in una fase delicata per le nostre piante. Ma davanti a fiumi esondati e uliveti distrutti - sostiene il presidente Paolo Colonna - non possiamo limitarci a dare la colpa al cielo.


Come Oprol facciamo appello alla coscienza e alla conoscenza di chi ci amministra.


Coscienza: Significa smetterla di agire solo nell’emergenza. Amministrare con coscienza vuol dire assumersi la responsabilità della manutenzione del territorio e della difesa idrogeologica prima che arrivino le piogge. Gli agricoltori sono i primi custodi della terra, ma non possono essere lasciati soli a combattere contro l'abbandono istituzionale.


Conoscenza: Significa ascoltare chi la terra la vive e la lavora ogni giorno. Non si può governare l'agricoltura senza conoscere le reali esigenze del settore e senza investire in infrastrutture moderne che sappiano reggere l'urto dei cambiamenti climatici. Serve una strategia a lungo termine, non interventi a pioggia che evaporano al primo raggio di sole.


La Basilicata è una terra generosa, ma oggi è stanca. Chiediamo agli amministratori regionali e locali – aggiunge Colonna - un cambio di passo immediato: Riconoscimento rapido dello stato di calamità. Risorse certe e veloci per il ripristino delle colture. Un piano strutturale di prevenzione del rischio idrogeologico. Non servono passerelle elettorali, serve consapevolezza della crisi che stiamo vivendo. Noi non ci fermiamo, ma pretendiamo rispetto per il sudore e i sacrifici dei nostri produttori.



 


 


 




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