Me lo ricordo quel giorno. Me le ricordo quelle ore. Il mondo intero guardava piazza San Pietro bagnata dalla pioggia e, soprattutto, vuota. Al centro, solo un uomo vestito di bianco, Papa Francesco che si incamminava verso l'altare posto sotto il baldacchino. Erano i giorni della pandemia; i primi, terribili giorni del covid. La fila dei camion militari a Bergamo che portavano centinaia di corpi dieci giorni pima avevano reso evidente la portata della tragedia, di un'Italia impreparata, della morte che bussava alla porta inaspettatamente.
Quelle ore del 27 marzo 2020, però, io me le ricordo per un altro motivo. Il lento cammino del Papa, solo nell'abbraccio del colonnato di Bernini, io non lo vidi. Era un'altra l'attesa; le preghiere, se c'erano, erano rivolte altrove. A Metaponto si cercava il piccolo Diego, 3 anni, scomparso all'improvviso dalla sua casa in una contrada tra il borgo e il mar Jonio; accanto al fiume. Una comunità, quella delle terre joniche, che sa cosa è fatica, sudore, amore e solidarietà. Quella stessa solidarietà che in quelle ore scattò per cercare il piccolo. Il giorno dopo il suo corpo fu trovato nelle acque del fiume; solo per caso fortuito, almeno quello, non venne spinto verso il mare. Impossibile, oggi e domani, non ricordare quei momenti, il silenzio calato all'improvviso tra cittadini, forze dell'ordine e negli occhi tristi del cane molecolare a cui toccò rintracciare il corpo del bambino. La contrada in cui venne ritrovato il bimbo e nella quale abitava si chiama ''Marinella''.
Come la donna cantata da De Andrè che ''scivolò nel fiume a primavera''.
E anche tu, Diego, come le più belle cose, vivesti solo un giorno come le rose.
Mariapaola Vergallito