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| Diga di San Giuliano, CIA Puglia e Basilicata chiedono revisione urgente dei limiti di invasamento |
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27/03/2026 |
|  La gestione delle risorse idriche torna al centro dell’attenzione con una richiesta formale rivolta alle istituzioni competenti per affrontare una criticità che incide direttamente sul comparto agricolo e sulla capacità di programmazione del territorio. Le organizzazioni agricole sollecitano un intervento urgente per adeguare i limiti di invasamento della diga di San Giuliano, ritenuti non più coerenti con le attuali esigenze legate alla disponibilità d’acqua e ai cambiamenti climatici. Segue il comunicato stampa.
Con una lettera a firma congiunta, indirizzata al prefetto di Matera e all’ufficio di Protezione civile della Regione Basilicata, CIA Puglia e CIA Basilicata hanno ufficialmente chiesto di rivisitare con estrema urgenza i limiti di invasamento della diga di San Giuliano, situata in agro di Miglionico. I presidenti delle due delegazioni, Gennaro Sicolo per CIA Puglia e Giambattista Lorusso per CIA Basilicata, hanno evidenziato come la struttura sia soggetta da oltre un decennio a un regime limitato che ne ha ridotto la capacità operativa a soli 53 milioni di metri cubi rispetto a un potenziale di 94 milioni, una restrizione scaturita in seguito agli eventi calamitosi avvenuti dopo il 2011. A causa delle abbondanti piogge registrate negli ultimi mesi, l’invaso ha raggiunto il livello massimo autorizzato e questo ha impedito di trattenere ulteriori e importanti volumi di risorsa idrica che sono purtroppo defluiti verso il mare. Di fronte alla crescente ricorrenza di fenomeni meteo avversi legati ai cambiamenti climatici, l’organizzazione ha ritenuto opportuno richiedere alle autorità un intervento tempestivo per rivisitare al rialzo le attuali limitazioni. La richiesta ha puntato ad attivare, attraverso studi idraulici e valutazioni tecniche, le procedure necessarie per aumentare la capacità di accumulo della diga, così da poter gestire e soddisfare adeguatamente i bisogni idrici dei territori asserviti. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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