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| Dl Carburanti, effetti limitati: prezzi alla pompa restano alti, diesel in Campania e benzina più cara in Basilicata |
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23/03/2026 |
|  Il recente intervento del governo sul Dl Carburanti, pensato per alleggerire il peso delle accise su benzina e gasolio, sta producendo effetti limitati sul reale costo alla pompa. Nonostante il taglio delle accise di 24,4 centesimi sul gasolio e di circa 15 centesimi sulla benzina, il prezzo effettivo al distributore cala solo di 12,7 centesimi per il diesel, mentre la benzina registra un ribasso altrettanto contenuto. Il motivo è l’aumento del costo industriale dei carburanti, che riduce l’impatto della misura sul consumatore finale. Osservando i dati giornalieri, domenica il gasolio ha registrato aumenti generalizzati rispetto a sabato, mentre la benzina ha visto una sola lieve riduzione, di 0,1 centesimi in Molise. Senza ulteriori interventi, l’8 aprile, alla scadenza del decreto, i prezzi potrebbero tornare a salire. La Bce ha indicato misure limitate nel tempo e mirate sugli effetti, per contenere l’impatto sull’inflazione. Il decreto ha portato benefici a trasporto merci e pesca, ma il settore agricolo è rimasto escluso, generando pressioni politiche per evitare ripercussioni sulla filiera alimentare. Parallelamente, il decreto bollette prevede un bonus di 115 euro per le famiglie titolari del bonus sociale, con possibili interventi futuri per rafforzarlo. Intanto, le stazioni registrano un rialzo generalizzato: il gasolio arriva a 1,976 euro/litro, la benzina a 1,717 euro/litro, con punte sulle autostrade rispettivamente di 2,045 e 1,781 euro. Le regioni più care per il diesel sono Campania (1,995), Calabria (1,994) e Molise (1,990), mentre la benzina più cara è in Basilicata (1,747). Secondo il Codacons, il rialzo sta erodendo il risparmio generato dallo sconto sulle accise, con un mancato risparmio di 5,85 euro per un pieno di gasolio, mentre l’Unione Nazionale Consumatori segnala che il calo dei prezzi, durato solo tre giorni, è già terminato, e i listini tornano a salire ovunque. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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