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| Basilicata, vitalizi e referendum: dopo lo stop della Consulta, nota dei consiglieri di opposizione |
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18/03/2026 |
|  Si riaccende il confronto politico in Basilicata sul tema dei vitalizi e la possibilità di un referendum regionale sul tema. Questa volta la discussione verte sulla partecipazione democratica, dopo lo stop arrivato dalla Consulta di Garanzia Statutaria ai referendum sui vitalizi. Una decisione che riporta al centro il nodo delle regole e degli strumenti a disposizione dei cittadini. I consiglieri regionali di opposizione Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Verri e Vizziello chiedono un intervento immediato per colmare le lacune normative e garantire un’effettiva possibilità di espressione popolare. Di seguito il comunicato stampa dei consiglieri di opposizione della regione Basilicata.
I Consiglieri regionali di opposizione Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Verri e Vizziello alla luce della decisione della Consulta di Garanzia Statutaria che ha dichiarato inammissibili le richieste di referendum sui vitalizi, chiedono con forza l’immediata approvazione della proposta di legge sugli istituti di partecipazione democratica. "La pronuncia della Consulta - sottolineano i consiglieri - pur evidenziando criticità normative e l’assenza di una disciplina organica aggiornata, conferma che oggi alle cittadine e ai cittadini lucani non è garantito un esercizio pieno ed effettivo degli strumenti di democrazia diretta. Per questo diventa ancora più urgente approvare la proposta di legge già depositata dai consiglieri di opposizione e calendarizzata nella seduta di domani della Prima Commissione consiliare , che recepisce le indicazioni formulate dalla stessa Consulta di Garanzia Statutaria. " E' necessario - proseguono i consiglieri di opposizione - completare l’iter già nella prossima seduta del Consiglio regionale di martedì 24 marzo e restituire ai lucani uno strumento fondamentale di partecipazione, consentendo loro di esprimersi attraverso il referendum non solo sulla vicenda dei vitalizi, ma su tutte le questioni di interesse regionale. Negare o rinviare ancora questo passaggio - concludono - significherebbe assumersi la responsabilità politica di impedire ai cittadini di esercitare un diritto previsto dallo Statuto. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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