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Usura e crisi economica, l’allarme a 30 anni dalla legge di contrasto

7/03/2026



A trent’anni dall’approvazione della Legge 7 marzo 1996 n.108, che ha introdotto in Italia gli strumenti di prevenzione e contrasto all’usura, è tornato l’allarme delle associazioni impegnate su questo fronte: in un contesto di crescenti difficoltà economiche, il rischio è che l’usura finisca per trasformarsi in una sorta di “ammortizzatore sociale” illegale per chi non è riuscito ad accedere al credito. È stato il grido d’allarme lanciato dalla Fondazione Nazionale Antiusura Interesse Uomo che a Potenza ha promosso un incontro nella sala consiliare della Provincia per avviare un confronto e tracciare un bilancio a trent’anni dalla legge, nata — è stato ricordato — grazie alle istanze provenienti dal basso, da quella società civile che già da anni era impegnata su questo fronte. Solo nel 2025 la Fondazione Interesse Uomo, nata ufficialmente nel 2002 ma attiva già dal 1999, ha assistito 158 persone — in gran parte provenienti dalla Basilicata — per l’accesso ai fondi antiusura e agli strumenti di sostegno per chi si è trovato in difficoltà economica. Partendo proprio dai dati raccolti in trent’anni di attività, Marcello Cozzi ha sottolineato come l’usura sia rimasta un fenomeno antico ma capace di trasformarsi continuamente. «In questi trent’anni di applicazione della Legge n. 108 – ha spiegato – come Fondazione abbiamo incontrato circa 5.000 persone, di cui 3.000 in Basilicata, erogando complessivamente circa 8 milioni e mezzo di euro di sostegno, 4 milioni e mezzo dei quali nella nostra regione». Secondo Cozzi, nonostante l’importanza degli strumenti normativi, l’usura ha continuato a cambiare volto. «È un fenomeno che ha avuto come caratteristica principale proprio il continuo mutamento delle strategie: sono cambiati i nomi delle vittime e sono cambiati anche i volti degli usurai. È un fenomeno antico, che qualcuno ha definito un “tarlo roditore” della società, e purtroppo ha continuato ancora oggi a eroderne il tessuto». Le difficoltà economiche hanno contribuito a rendere il problema ancora più attuale. «La nostra regione ha vissuto le stesse preoccupazioni di tante altre realtà del Paese. Le tensioni internazionali e le conseguenze economiche delle guerre pesano sulle famiglie: è bastato andare a fare benzina per capire quanto questi conflitti abbiano inciso sul portafoglio dei cittadini». In un contesto del genere, ha osservato Cozzi, l’usura continua a trovare spazio. «Non siamo all’anno zero: questa legge ha sicuramente aiutato molte persone a non finire nella morsa degli usurai. Tuttavia è necessario restare vigili».


Il presidente della Fondazione ha espresso anche preoccupazione per i nuovi decreti ministeriali in arrivo: «Se le anticipazioni fossero confermate, molte fondazioni rischierebbero di non riuscire più a operare. Sarebbe stata una grande vittoria per l’usura».


All’incontro hanno preso parte anche il presidente della Provincia di Potenza Christian Giordano, il viceprefetto vicario di Potenza Francesco Paolo D'Alessio e il dottor Luigi Gay, commissario regionale antiracket e antiusura.


Proprio Gay ha spiegato che l’usura è ancora oggi un fenomeno in gran parte sommerso. «Purtroppo – ha affermato – chi ha bisogno di un aiuto economico spesso non ha interesse a rivelare chi gli ha prestato denaro, soprattutto quando non riesce a trovare sostegno negli istituti o negli strumenti che avrebbero dovuto offrire assistenza». Secondo Gay, il fenomeno continua a essere alimentato dalle difficoltà economiche. «La situazione della Basilicata è complessa, anche a causa delle contingenze nazionali e internazionali. In questo contesto le fondazioni, le associazioni e i confidi sono in prima linea nel cercare di aiutare famiglie, piccole imprese e singole persone che si sono trovate in difficoltà». Si tratta, però, di un lavoro difficile. «Non sempre è stato possibile aiutare tutti – ha proseguito – e spesso siamo stati costretti a fare una selezione delle richieste. Questo ha creato grande amarezza in chi ha operato nelle fondazioni e nelle associazioni, perché il nostro obiettivo è quello di dare una mano a chiunque ne abbia bisogno». Tra i settori più in difficoltà è stato indicato quello dell’edilizia, mentre il comparto turistico-alberghiero rappresenta per fortuna una risorsa importante per l’economia regionale. «Tuttavia – ha concluso Gay – proprio il turismo ha potuto attirare l’interesse di soggetti poco scrupolosi. Come presidente dell’Osservatorio sulle infiltrazioni della criminalità organizzata, sappiamo bene che si tratta di un settore capace di far nascere appetiti da parte di chi tenta di inserirsi illegalmente nell’economia».


 





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