Matera, sequestrato cantiere dell’ex Hotel Palace in Piazza Bianco
3/03/2026
Nella mattinata di oggi i militari della Guardia di Finanza di Matera, Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno eseguito un sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera ai sensi dell’articolo 321 del codice di procedura penale. Il provvedimento riguarda un fabbricato residenziale in corso di realizzazione in Piazza Bianco, nell’area del Centro Direzionale – Sub-Comparto 2C, noto come “ex Hotel Palace”, censito al Catasto Fabbricati del Comune di Matera al foglio 71, particella 1933. Il sequestro si inserisce in un procedimento penale che vede indagate cinque persone, ciascuna in relazione al ruolo ricoperto nella committenza, nella presentazione dei titoli abilitativi, nella progettazione e direzione dei lavori e nell’esecuzione dell’opera. Si tratta dei legali rappresentanti della società proprietaria e committente, delle imprese esecutrici e del tecnico progettista-asseveratore e direttore dei lavori. Le ipotesi di reato, allo stato delle indagini, riguardano l’esecuzione di lavori edilizi in totale difformità e comunque in assenza di valido titolo abilitativo, in concorso tra loro.
Per le imprese esecutrici viene contestata anche la cooperazione colposa in relazione alla disciplina della Scia, con riferimento ad attestazioni e asseverazioni tecniche presentate all’amministrazione. L’indagine è nata da verifiche sulla legittimità urbanistico-edilizia dell’intervento, anche a seguito di segnalazioni istituzionali, relative a una costruzione di rilevanti dimensioni in un’area centrale della città.
Secondo quanto riportato nel provvedimento del Gip, l’intervento sarebbe stato assentito tramite due Scia alternative al permesso di costruire, presentate a marzo e ottobre 2023 dalla società originaria, e una successiva Scia ordinaria del dicembre 2024 intestata al nuovo proprietario, qualificata come variante. Gli accertamenti tecnici evidenziano presunte difformità tra i parametri consentiti e quelli dell’opera realizzata o in corso di realizzazione: 12 piani fuori terra a fronte di un massimo di 10, una superficie lorda complessiva di circa 9.445 metri quadrati rispetto ai 6.366,73 consentiti, con un’eccedenza di circa 3.078 metri quadrati, e un’altezza di circa 38,40 metri contro il limite di 36 metri. Dai sopralluoghi l’edificio non risulta ultimato. Sono presenti impalcature e mancano le rifiniture interne.
Il giudice ha ritenuto sussistente il rischio di prosecuzione dei lavori e di aggravamento delle conseguenze dei reati ipotizzati. Evidenziato anche il possibile pregiudizio per l’assetto del territorio e l’incidenza sul carico urbanistico in relazione alle dimensioni dell’intervento. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.
Le ipotesi accusatorie dovranno essere verificate nel contraddittorio tra le parti. Le persone indagate sono da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi
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Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua