Un fulmine ha colpito la cupola della Chiesa Madre di Moliterno, provocando danni strutturali che hanno reso necessaria la chiusura immediata dell’edificio. A darne notizia è il sindaco Antonio Rubino, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo insieme ai Vigili del Fuoco, al parroco Don Enio, ai tecnici comunali e ad altri professionisti incaricati delle verifiche. «C’è una ferita, lassù, sulla cupola della nostra Chiesa Madre – ha dichiarato il sindaco –. Il cielo ha tremato, la pietra ha ceduto». L’impatto del fulmine ha compromesso alcune parti della struttura, rendendo indispensabili interventi urgenti di messa in sicurezza. Per motivi precauzionali, oltre alla chiusura della chiesa, sarà interdetto anche il vicolo sul lato destro dell’edificio, in direzione di Piazzetta Bianculli.
«La prudenza in queste ore è opportuna – ha spiegato Rubino – ma al momento non risultano pericoli di ulteriori crolli imminenti». L’allarme è scattato nelle prime ore della mattinata, quando Don Enio ha notato i danni e ha immediatamente richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco. Le operazioni in corso mirano a garantire la sicurezza dell’area e a predisporre le prime azioni per il futuro recupero dell’edificio. Il sindaco ha voluto sottolineare come l’episodio non rappresenti soltanto una vicenda di danni e chiusure, ma si inserisca in una storia più ampia e profonda. «Nei secoli la nostra chiesa è stata colpita, riparata, allargata, chiusa e sempre riaperta», ha ricordato, richiamando la capacità della comunità di Moliterno di affrontare le difficoltà e ricostruire. «Ricostruire non è solo rimettere pietre una sull’altra – ha aggiunto Rubino – ma credere che dopo il buio ci sia ancora luce, che dopo la paura ci sia spazio per la speranza».
L’amministrazione comunale assicura che, dopo una fase di attesa e di “silenzio operoso”, la Chiesa Madre tornerà ad aprire le sue porte. Seguiranno, come annunciato dal Comune, comunicazioni istituzionali ufficiali e la pubblicazione delle ordinanze adottate. Intanto, Moliterno si stringe attorno a uno dei suoi luoghi simbolo, con la consapevolezza che anche questa volta, come in passato, verrà un nuovo tempo di rinascita.
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