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| Il giovane Karol Maria D’Onofrio al Sassuolo |
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10/07/2026
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| L’approdo di Karol Maria D’Onofrio al Sassuolo rappresenta una nuova importante pagina per lo sport lucano. Il giovane attaccante di Sant’Arcangelo, classe 2009, ha firmato con la formazione Under 18 del club neroverde, una delle società italiane più attente alla crescita e alla valorizzazione dei giovani talenti.
Un risultato accolto con soddisfazione dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Lavoro, con delega agli impianti sportivi, Francesco Cupparo, che ha rivolto al calciatore e alla sua famiglia le proprie congratulazioni.
«L’approdo di Karol Maria D’Onofrio al Sassuolo rappresenta una bellissima notizia per tutta la Basilicata e conferma come il talento, quando è accompagnato da sacrificio, passione, sostegno della famiglia e da adeguata formazione, possa raggiungere traguardi importanti. A lui e ai suoi familiari rivolgo le mie più sincere congratulazioni e l’augurio di un percorso ricco di soddisfazioni», ha dichiarato Cupparo.
La storia di Karol Maria è legata a una famiglia profondamente radicata nello sport. Figlio di Vincenzo e fratello di Terryana, Orsola e Francesco, atleti protagonisti a livello internazionale nel karate, il giovane calciatore è cresciuto in un ambiente dove disciplina, impegno e valori sportivi hanno rappresentato una vera scuola di vita.
Dopo le prime esperienze maturate nella Scuola Calcio Franco Selvaggi di Matera, dove ha mosso i primi passi nel mondo del calcio, D’Onofrio ha seguito un percorso di crescita che lo ha portato al settore giovanile della Ternana e ora al prestigioso vivaio del Sassuolo.
Un percorso che, secondo Cupparo, testimonia il valore dei giovani talenti della regione.
«La vicenda di Karol dimostra che anche dalla Basilicata possono emergere giovani capaci di competere ai massimi livelli nazionali. Il nostro compito, come istituzioni, è creare le condizioni affinché tanti altri ragazzi possano seguire percorsi analoghi, in qualunque disciplina sportiva. Valorizzare i talenti lucani significa investire sul futuro della nostra regione, offrendo opportunità di crescita personale, professionale e sociale», ha sottolineato l’assessore.
Cupparo ha inoltre richiamato il ruolo dello sport come strumento educativo e di inclusione per le nuove generazioni.
«Il mio obiettivo è promuovere percorsi concreti di attività motoria che rappresentino occasioni di formazione, inclusione e crescita professionale per i giovani. Lo sport è uno straordinario strumento educativo, capace di trasmettere disciplina, rispetto delle regole, spirito di squadra e senso di appartenenza alla comunità», ha aggiunto.
Al centro delle dichiarazioni dell’assessore anche il tema degli impianti sportivi, considerati un elemento fondamentale per favorire la crescita del movimento sportivo regionale.
«La delega agli impianti sportivi che mi è stata affidata nella Giunta del presidente Vito Bardi mi vede impegnato in un lavoro costante per ridurre, gradualmente ma con determinazione, il divario che ancora separa il Mezzogiorno dal resto del Paese. Sappiamo che la dotazione impiantistica rappresenta uno dei punti più deboli della nostra regione. Per questo stiamo intensificando gli interventi e la programmazione affinché la Basilicata possa risalire rapidamente una graduatoria che oggi ci vede ancora nelle ultime posizioni a livello nazionale», ha dichiarato Cupparo.
L’assessore ha evidenziato come ogni investimento nel settore possa tradursi in nuove opportunità per i giovani lucani.
«Ogni nuovo impianto, ogni struttura riqualificata, significa offrire ai nostri ragazzi maggiori possibilità di coltivare il proprio talento senza essere costretti a cercare altrove le condizioni migliori per crescere», ha concluso.
Il percorso di Karol Maria D’Onofrio diventa così, nelle parole di Cupparo, il simbolo di una Basilicata capace di esprimere eccellenze sportive e un incentivo a rafforzare le politiche dedicate alle nuove generazioni, affinché sempre più giovani possano trasformare passione e impegno in concrete opportunità di vita. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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