Il Francavilla batte l'Afragolese ed ottiene la salvezza
3/05/2026
Missione compiuta per il Francavilla, che nell'ultima giornata al Fittipaldi batte 2-0 l'Afragolese ed ottiene la salvezza senza passare per il play-out. Per i lucani che hanno chiuso la classifica a quota 43, si è trattato del sesto risultato utile di fila e del terzo successo nelle ultime 4 giornate.
Come su tutti i campi, prima dell’inizio, minuto di raccoglimento in memoria di Alex Zanardi.
L’avvio è su ritmi bassi, il primo tentativo è di Skoric che manda alto di testa su calcio d’angolo (6’). I padroni di casa la sbloccano però 5 minuti dopo: Pellegrini serve Esposito che, dalla destra, mette al centro, la difesa libera ma sui piedi dell’accorrente Visconti che trafigge Polverino. Gli ospiti provano a reagire: al 18’ ingenuità di Ciardi, che si lascia sfuggire il pallone, Massaro non ne approfitta ma l’arbitro comanda la punizione per fallo sul portiere. Nelle fasi successive l’iniziativa è soprattutto dei campani, i padroni di casa badano a gestire ed agiscono di rimessa. L’Afragolese insiste e al 33’, liberato in area, tutto solo, Longo si divora incredibilmente il pareggio e si va all’intervallo con i lucani in vantaggio di una rete.
I sinnici approcciano la ripresa con più decisione e, per aumentare la spinta offensiva, Lazic manda subito in campo Gentile. La mossa del tecnico paga immediatamente: al 7’, traversone dalla sinistra di Germinio e palla proprio a Gentile, che trova la deviazione giusta per il raddoppio dei suoi.
Il secondo gol incassato spegne le velleità degli uomini di Ciaramella ed il Francavilla può amministrare senza correre rischi. La gara si trascina fino allo scadere senza particolari sussulti, l’ultimo tentativo è un destro da fuori di Collaro che termina a lato. E, dopo 5’ di recupero, Pellegrini e compagni possono festeggiare la salvezza.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi
Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua