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| Picerno, il dg Greco: ‘Bertotto non si è giocato bene le sue carte. Con De Luca possiamo evitare i playout’ |
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12/03/2026
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| Un ribaltone che nessuno si aspettava, ma che invece ha avuto diverse avvisaglie. In casa Picerno, la decisione del direttore generale Vincenzo Greco di esonerare Bertotto e richiamare De Luca, quando alla fine della stagione regolamentare mancano 7 giornate, sta facendo molto discutere. Ne abbiamo analizzato le ragioni con lo stesso diggì, che ha punzecchiato Bertotto per essersi «giocato male le sue carte». Per quanto riguarda la scelta di richiamare De Luca, Greco ha ricordato avesse fatto più punti di Bertotto.
Direttore, ha cominciato a riflettere sull’esonero di Bertotto dopo la sconfitta di Caserta?
«Da prima. Io sono sempre obiettivo ed onesto innanzitutto con me stesso e non prendo mai decisioni senza che alla base ci sia un fondamento importante. Bertotto ha sostituito De Luca alla nona giornata ma, fino alla diciannovesima, ha fatto 5 punti: quindi meno di De Luca, che in 9 partite ne aveva fatti 9. Inoltre, c’è una differenza sostanziale poiché, l’arrivo di Bertotto era coinciso con quello di quattro giocatori svincolati: Marcone, Gemignani, Baldassin e Bellodi. Dopodiché, con l'apertura del mercato, già il 2 gennaio ne sono arrivati altri 6. Per cui, Bertotto ha avuto a disposizione una squadra, a detta di tutti, divenuta importante grazie al mercato ma il cammino non è stato esaltante».
Alla luce della rivoluzione di mercato si aspettava anche delle prestazioni migliori?
«È vero che abbiamo ottenuto dei punti, ma se vado ad analizzare le singole partite, tranne quella con il Crotone, non ho visto mai grandi prestazioni da parte della squadra ma ho sempre notato un atteggiamento figlio di una rosa sfruttata al di sotto delle reali potenzialità. Tra l’altro, ricordando ad esempio la vittoria di Foggia, ci rendiamo conto di come alcuni risultati siano stati determinati dalla bravura dei singoli. Abbiamo messo in atto una rivoluzione sul mercato con la quale ci siamo messi in discussione e abbiamo messo in discussione il nostro operato. Ma devo anche dire che i 13 giocatori che sono andati via si sono accasati tutti in squadre importanti, che sono in classifica davanti a noi: quindi, il loro valore non era proprio così scadente. Tuttavia, mi sono appunto messo in discussione e ho rinforzato ulteriormente la rosa insieme con Roberto Franzese. In più c'è da dire che noi, per 7 partite, non abbiamo fatto neanche ricorso al minutaggio, quindi gli abbiamo dato anche quest'altra possibilità di rinunciare all'utilizzo degli under. Allora, tutte queste carte, Bertotto se le è giocate un po’ male perché le due partite in casa con Altamura e Atalanta abbiano rischiato quasi di perderle mentre, per noi, erano da vincere».
Alla base dell’esonero di Bertotto ci sono anche problemi di spogliatoio?
«Diciamo che c’è stata una gestione non proprio perfetta di alcune situazioni e che non c'era una grande armonia. Ma non ne voglio parlare perché sono questioni interne e tali devono rimanere».
Perché ha richiamato De Luca, visto che quando lo aveva sollevato dall’incarico si era mostrato abbastanza contrariato?
«I risultati non erano quelli che ci aspettavamo, ma devo dire la verità: come sempre succede nel calcio, a pagare era stato solo l’allenatore ma in quel momento ero più arrabbiato con i giocatori. Io sono sempre leale ed obiettivo e De Luca ha pagato per errori dei singoli giocatori, ad esempio come quelli del portiere Summa, che hanno compromesso partite e risultati. Ma con lui in panchina ricordo anche grandi prestazioni come contro il Benevento o il Foggia. Poi c’erano delle problematiche da risolvere e lo abbiano fatto dopo il suo esonero. Adesso, con tempi così ristretti, mi è sembrato inopportuno andare a prendere un terzo allenatore ed ho preferito far tornare De Luca per delle ragioni ben precise. Innanzitutto, lo staff è composto dagli stessi tecnici che avevano già lavorato con lui e, poi, perché conosce il 60 per cento della rosa. I nuovi, invece, hanno delle potenzialità importanti e ci impiegherà poco a conoscerli: dovrà solo metterli nelle condizioni di rendere al meglio perché, a mio avviso, questa squadra è stata sfruttata per un 50 per cento delle sue potenzialità».
Anche alla luce del calendario che vi aspetta, crede ancora nella salvezza diretta?
«Sì, io ci credo. Il calendario ci metterà di fronte anche delle squadre costruite per vincere, come Monopoli, Catania, Cosenza e Salernitana, ma ribadisco di essere convinto sia del valore umano che tecnico della nostra squadra, che lo ha anche dimostrato. Sono certo che se il gruppo e l’ambiente si ricompattano, se si crea il giusto entusiasmo e si mettono i giocatori nelle condizioni di esprimersi al meglio, ce la possiamo fare».
Gianfranco Aurilio |
CRONACA
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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