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La voce della Politica
| ARDSU: il diritto allo studio non si annuncia, si garantisce |
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8/10/2026 | Le criticità segnalate dalle studentesse e dagli studenti sul nuovo bando ARDSU meritano un chiarimento da parte della Regione Basilicata.
Già lo scorso anno erano state introdotte modifiche che avevano inciso sulla disponibilità economica effettiva delle borse, con una parte del beneficio trasformata in buoni mensa. Parliamo di 500 euro per i fuori sede e di 250 euro per pendolari e studenti in sede.
Il servizio mensa è importante, ma vincolare una parte della borsa a un servizio che non tutti riescono a utilizzare significa ridurre, nei fatti, il sostegno economico disponibile per lo studente.
Un pendolare che rientra quotidianamente nel proprio comune o uno studente che, per ragioni di orario o organizzazione, utilizza poco la mensa continua comunque a sostenere spese per trasporti, libri, affitto e utenze.
Per questo non basta guardare all'importo nominale della borsa. Bisogna valutare quale sia il beneficio realmente disponibile.
Lo stesso vale per gli studenti fuori sede.
Il bando mette a disposizione 171 posti letto, 121 a Potenza e 50 a Matera. L'aumento dell'offerta abitativa è positivo, ma non dovrebbe tradursi in una penalizzazione per chi ha già trovato autonomamente una sistemazione e sostiene un regolare contratto di locazione.
Chi vive da anni nello stesso appartamento, magari condividendolo con altri studenti, non dovrebbe essere messo nella condizione di scegliere tra quella sistemazione e il pieno riconoscimento economico dello status di fuori sede.
Gli alloggi messi a disposizione dall'ARDSU devono ampliare le possibilità degli studenti, non limitarle.
Su questo chiediamo anche maggiore trasparenza.
È necessario conoscere i costi sostenuti per l'utilizzo delle strutture private, il numero effettivo dei posti occupati e il rapporto tra domanda e offerta. È altrettanto necessario capire quale sia la strategia della Regione sulla residenzialità universitaria.
A Potenza si continua infatti a ricorrere a strutture diverse, mentre resta aperta da anni la questione di un vero polo universitario pubblico, con residenze, mensa, aule studio e spazi per la socialità.
Anche a Matera la qualità degli alloggi non può essere valutata soltanto in base al numero dei posti disponibili. Contano la collocazione, i collegamenti e la possibilità per gli studenti di partecipare pienamente alla vita universitaria.
A queste questioni si aggiungono le segnalazioni sulla nuova piattaforma ARDSU.
Se gli studenti sono costretti a inserire manualmente dati sulla propria carriera che le amministrazioni già possiedono, siamo davanti a un evidente arretramento rispetto a un sistema che negli anni precedenti aveva raggiunto un livello maggiore di integrazione.
Una piattaforma nuova dovrebbe semplificare le procedure. Non aumentare gli adempimenti e il rischio di errori.
Il tema assume un peso ancora maggiore in una regione che da anni affronta la fuga dei giovani e la perdita di popolazione.
Il diritto allo studio dovrebbe essere uno degli strumenti principali per rendere l'Università della Basilicata più attrattiva e per ridurre il divario economico tra chi può permettersi di studiare senza difficoltà e chi invece dipende in maniera decisiva dal sostegno pubblico.
Per questo guardiamo con preoccupazione a un'impostazione che, pur in presenza di nuove risorse, rischia di ridurre l'efficacia concreta delle misure.
Il governo regionale continua a mettere l'accento sulle somme stanziate e sul numero dei posti disponibili. Ma la qualità di una politica si misura soprattutto dalla sua capacità di rispondere ai bisogni reali degli studenti.
Chiediamo quindi alla Regione e all'ARDSU di valutare una revisione delle disposizioni che riducono la disponibilità effettiva delle borse, di evitare penalizzazioni per gli studenti fuori sede che hanno già un contratto di locazione e di intervenire sui problemi della nuova piattaforma.
Serve inoltre chiarezza sull'utilizzo delle risorse destinate agli alloggi e una programmazione più stabile sulla residenzialità universitaria.
Per queste ragioni abbiamo presentato anche formale richiesta di audizione in Commissione dei vertici ARDSU, affinché sia possibile fare piena chiarezza sulle scelte contenute nel nuovo bando, sui costi delle strutture utilizzate, sul funzionamento della piattaforma e sulla strategia complessiva per il diritto allo studio e la residenzialità universitaria in Basilicata. Riteniamo inoltre che, nel confronto, debbano trovare spazio anche le rappresentanze studentesche.
In una regione che continua a perdere giovani, rendere più semplice e sostenibile studiare in Basilicata dovrebbe essere una priorità politica.
Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata) |
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