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La voce della Politica

Pd Senise:''La sanità del Senisese è una questione di diritti''

28/09/2026

Vorrei intervenire su una questione che considero fondamentale e che voglio affrontare con due responsabilità: quella di rappresentante del Partito Democratico, ma prima ancora quella di cittadina di questo territorio.
Perché quando parliamo di sanità nel Senisese non stiamo parlando semplicemente di organizzazione amministrativa, di delibere o di strutture.
Stiamo parlando della vita delle persone.
Stiamo parlando di anziani, di famiglie, di persone fragili, di chi ha bisogno di una visita specialistica, di una diagnosi, di un'assistenza continuativa.
E soprattutto stiamo parlando di persone che vivono in un territorio nel quale raggiungere un servizio sanitario può significare percorrere decine di chilometri e impiegare molto più tempo rispetto a chi vive nei grandi centri.

Per questo credo che dobbiamo dirlo con chiarezza:

il diritto alla salute deve essere uguale per tutti, ma per garantire uguaglianza bisogna tenere conto delle differenze tra i territori.
Il Senisese è un'area interna, con una viabilità difficile, con comuni piccoli e distanti tra loro, con una popolazione anziana e con un fenomeno di spopolamento che ormai non possiamo più ignorare.

In queste condizioni, togliere o allontanare un servizio sanitario non significa semplicemente modificare una casella sulla carta.

Significa rendere più difficile l'accesso alla salute.
Ed è proprio per questo che oggi dobbiamo guardare con grande attenzione alla nuova programmazione sanitaria regionale.

Si parla giustamente di medicina territoriale, di prevenzione, di presa in carico, di prossimità.
Ma dobbiamo chiederci una cosa molto semplice:
che cosa significa tutto questo concretamente per il Senisese?
Che cosa troverà un cittadino quando entrerà nella Casa della Comunità di Senise?
Quali servizi ci saranno?
Quali specialisti?
Quale personale?
Quali orari?
Quale rapporto ci sarà con i medici di medicina generale, con la continuità assistenziale, con i servizi sociali e con gli ospedali?
Perché una struttura sanitaria non diventa un servizio soltanto perché viene inaugurata.
Diventa un servizio quando dentro quella struttura ci sono persone, professionalità, organizzazione e risposte concrete.
E c'è poi un'altra questione che non possiamo più rinviare: Chiaromonte.
L'ex ospedale non può rimanere sospeso in una condizione nella quale sappiamo soprattutto che cosa non è più, ma non sappiamo ancora con chiarezza che cosa dovrà diventare.
Io credo che dobbiamo cambiare prospettiva.
Non dobbiamo limitarci a chiedere di riportare indietro il passato.
Dobbiamo costruire il futuro.
Chiaromonte può avere un ruolo importante nella nuova sanità territoriale.
Può diventare un punto di riferimento per la prevenzione, per la specialistica, per la riabilitazione, per la gestione delle cronicità, per le persone fragili e per l'integrazione con gli ospedali di riferimento.

Ma questo richiede una scelta politica precisa.
Richiede un progetto.
Richiede risorse.
Richiede personale.
E richiede tempi certi.

Non possiamo più vivere di soluzioni temporanee o di iniziative legate alla sensibilità del singolo amministratore o del singolo politico.
I servizi sanitari devono diventare diritti strutturali delle nostre comunità.

E voglio essere altrettanto chiara su un altro punto.
Questa non deve essere una guerra tra Comuni.
Non deve essere Senise contro Lagonegro.
Non deve essere Chiaromonte contro Maratea.
E non deve essere maggioranza contro opposizione.

La salute non può diventare una competizione tra territori.

Se un territorio perde un servizio, non significa che un altro territorio debba perderne uno per compensare.

Dobbiamo chiedere alla Regione una programmazione che tenga conto delle caratteristiche di ciascuna area.
Perché la vera equità non significa dare a tutti esattamente la stessa cosa.
Significa dare a ciascun territorio ciò che serve per garantire concretamente gli stessi diritti.

Come rappresentante del Partito Democratico continuerò a sostenere questa battaglia.

Ma oggi voglio parlare soprattutto come cittadina.

E come cittadina dico che non possiamo rassegnarci all'idea che vivere in un'area interna significhi avere meno diritti.

Non possiamo accettare che lo spopolamento diventi una ragione per ridurre ulteriormente i servizi.

Perché se continuiamo a togliere servizi, poi non possiamo meravigliarci se i giovani vanno via, se le famiglie scelgono altri territori e se i nostri piccoli Comuni si svuotano.

La sanità è anche una politica contro lo spopolamento.
Avere un medico vicino.
Avere una visita specialistica.

Avere una struttura sanitaria funzionante.
Sapere che in caso di bisogno non si è soli.
Tutto questo significa poter continuare a vivere con maggiore sicurezza nel proprio paese.
E allora voglio concludere rivolgendomi direttamente all'assessore regionale alla Sanità, Cosimo Latronico.
Assessore, non le chiediamo una promessa.

Le chiediamo una scelta.

Venga nel Senisese.

Venga a parlare con i cittadini.

Venga a confrontarsi con i sindaci, con gli operatori sanitari, con le associazioni e con chi ogni giorno vive sulla propria pelle le difficoltà di questo territorio.
Venga a vedere le distanze.
Venga a vedere la viabilità.
Venga a conoscere le esigenze delle nostre persone anziane e fragili.
E soprattutto ci dica con chiarezza quale ruolo vuole assegnare al Senisese nella nuova sanità lucana.

Ci dica quale futuro avrà la Casa della Comunità di Senise.

Ci dica quale futuro avrà Chiaromonte.
Ci dica quali servizi saranno garantiti.
Con quale personale.
Con quali risorse.
E con quali tempi.
Perché noi non vogliamo più soltanto ascoltare parole come "prossimità", "presa in carico" ed "equità".

Vogliamo vedere queste parole diventare realtà.
Assessore Latronico, il Senisese non le chiede privilegi.
Le chiede attenzione, ascolto e pari dignità.
E noi siamo pronti a fare la nostra parte.
Come cittadini.
Come amministratori.
Come forze politiche.
Ma soprattutto come comunità.

Perché la sanità del Senisese non è una questione di campanile.
È una questione di diritti.

E sui diritti non possiamo rassegnarci.

Circolo PD di Senise
Eleonora Amendolara



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