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La voce della Politica
| Maratea, A 25 anni dal Titolo V: il futuro delle Assemblee legislative |
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26/09/2026 | A Villa Nitti iniziato il confronto sulle riforme istituzionali e sul ruolo delle Assemblee legislative. Nel primo panel centrale il dialogo tra il ministro Calderoli, il coordinatore della Conferenza dei Presidenti Aurigemma e il presidente Pittella
Dal bilancio di 25 anni di Titolo V alla sfida per il futuro delle autonomie. È questo il filo conduttore del primo panel del convegno promosso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, su iniziativa del presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, in corso a Maratea, nella splendida cornice di Villa Nitti, residenza estiva del meridionalista, Francesco Saverio Nitti. Un confronto aperto dai saluti del sindaco della città delle 44 chiese, Cesare Albanese e dell’assessore all’Ambiente Laura Mongiello, che ha portato i saluti del presidente della Regione, Vito Bardi, non presente per inderogabili impegni istituzionali.
A nome della Città di Maratea e dell’Amministrazione comunale, il sindaco Cesare Albanese ha rivolto a tutti un caloroso benvenuto. “È un onore ospitare questo importante appuntamento, dedicato al ruolo delle Assemblee legislative regionali e alle nuove responsabilità delle istituzioni territoriali. A 25 anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, il confronto assume particolare rilevanza: coesione, sanità, ambiente, infrastrutture, cultura e sviluppo sostenibile richiedono istituzioni capaci di dialogare e di tradurre le scelte in risposte concrete. È nei territori, infatti, che le politiche pubbliche diventano realtà e incidono sulla qualità della vita delle comunità”.
Mongiello ha richiamato la necessità di un bilancio concreto sul regionalismo dopo 25 anni di Titolo V. Al centro del suo intervento il rapporto tra autonomia differenziata e federalismo fiscale, che “deve sempre camminare di pari passo con la coesione nazionale, con la garanzia dei livelli essenziali di assistenza e con diritti di cittadinanza uguali su tutto il territorio della Repubblica”. L’assessore all’Ambiente ha inoltre sottolineato il “ruolo strategico” delle Assemblee legislative, “luoghi primari in cui si scrive una legislazione di qualità a stretto contatto con i cittadini”. Villa Nitti è il luogo simbolo del pensiero meridionalista di Francesco Saverio Nitti. Ci ricorda una grande verità: “un regionalismo forte e maturo non rema mai contro lo Stato, ma è il motore per costruire uno Stato più efficiente e vicino ai bisogni reali dei cittadini”.
Al tavolo dei lavori presenti anche il direttore generale del Consiglio regionale della Basilicata, Gerardo Travaglio, per il quale il convegno diventa una valida occasione di approfondimento e confronto su un tema delicato e fondamentale per lo sviluppo dei territori regionali. Anche Donato Robilotta, direttore generale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, ha evidenziato il valore dell’iniziativa. “Grazie al presidente Pittella per aver ospitato questo convegno, occasione per fare un bilancio a 25 anni dalla riforma del Titolo V, che ha ridisegnato i rapporti tra Stato e Regioni. È tempo di riflettere su ciò che ha funzionato e su ciò che va rivisto, rafforzando soprattutto il ruolo delle Assemblee legislative regionali, espressione dei cittadini. Il rapporto tra Giunta e Consiglio e il pieno esercizio della funzione legislativa devono tornare al centro del confronto istituzionale.
Nel corso del confronto tra il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, collegato da remoto e Antonello Aurigemma, coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative, sono stati ripercorsi i principali passaggi delle riforme istituzionali degli ultimi anni. L’intervista, condotta da Aurigemma, ha offerto l’occasione per approfondire il tema della necessaria leale collaborazione tra Regioni e Province autonome, quale elemento essenziale per un efficace esercizio delle rispettive competenze. Il dibattito ha visto un ampio commento sulle prospettive future che attendono le Regioni e le Province autonome: dall’autonomia differenziata al tema del rapporto tra Giunte e Consigli.
Il ministro Calderoli ha evidenziato che sarebbe opportuno rafforzare il coinvolgimento della componente consiliare nei confronti istituzionali tra Stato e Regioni, soprattutto quando vengono affrontate questioni che riguardano direttamente la legislazione regionale. Calderoli ha fatto presente che la Conferenza delle Regioni, composta prevalentemente dai presidenti delle Giunte e dagli Assessori, tende a coinvolgere meno la componente legislativa, affermando, invece, che, su questioni specifiche, la presenza dei Presidenti delle Assemblee legislative e dei rappresentanti dei Consigli regionali sarebbe necessaria e utile. In conclusione, dall’intervento è emersa l'idea che il rafforzamento del ruolo delle Giunte possa garantire maggiore stabilità, ma che sia altrettanto importante mantenere un confronto all'interno delle assemblee legislative: i consiglieri regionali rappresentano direttamente i territori e possono contribuire a una discussione più ampia sugli interessi delle comunità regionali.
Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ringraziando le autorità politiche e militari presenti in sala, nell’interlocuzione con il ministro Calderoli ha toccato il tema del dialogo e della non rivalità tra Giunte e Consigli regionali, uno dei nodi centrali del regionalismo italiano. “Il passaggio all’elezione diretta del Presidente della Regione - ha precisato Pittella - ha spesso sbilanciato i poteri a favore dell’esecutivo, riducendo il Consiglio a un ruolo di ratifica. Occorre inaugurare una nuova stagione di maturità politica, basando il tutto su due punti centrali: la condivisione preventiva e il controllo costruttivo”.
Nel suo intervento, il professor Giulio Salerno, dell’Università degli Studi di Macerata, ha evidenziato come le riforme avviate dal 1999 abbiano accentuato il ruolo degli esecutivi e prodotto uno “smarrimento” della centralità delle Assemblee legislative. “Tuttavia, non si deve puntare semplicemente a ridurre il ‘peso’ dell’esecutivo”, ha sottolineato, perché il rafforzamento dei Consigli regionali richiede visione più ampia. La sfida, ha spiegato, è “uscire dalla logica della mera contrapposizione tra gli organi e gli apparati regionali e far crescere davvero il ‘peso’ delle Assemblee nell’esercizio dei loro tipici poteri, a partire da quelli relativi alla legislazione e al controllo”.
“La riforma del Titolo V ha ampliato, almeno sul piano formale, la potestà legislativa regionale, ma nella pratica la legislazione statale e il rafforzamento degli esecutivi hanno ridotto gli spazi dei Consigli”. Lo ha evidenziato Roberto Valente, coordinatore dei Segretari Generali delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e segretario generale del Consiglio regionale del Veneto. “Il loro ruolo delle Assemblee non si misura solo dalle leggi approvate: conta la capacità di rappresentare le comunità, indirizzare e controllare il governo e valutare le politiche pubbliche. Il rinnovamento passa anche da strumenti di indirizzo come mostra l’esperienza del Consiglio Veneto”.
“A 25 anni dalla riforma del Titolo V, l’esperienza alla guida del Consiglio regionale d’Abruzzo mi insegna che l’autonomia vive nelle Assemblee”. Lo ha detto Nazario Pagano,
presidente della Prima Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, precisando che, in tale veste, ha seguito l’esame del regionalismo differenziato, previsto dall’art. 116, frutto di quella riforma. “La sfida è fare delle differenze una risorsa comune: servono Consigli capaci di dare voce ai territori e istituzioni che cooperino. La misura dell’autonomia è la sua capacità di rendere effettiva l’eguaglianza”.
A un quarto di secolo dalla riforma costituzionale che ha ridisegnato il rapporto tra Stato e autonomie territoriali, il confronto ha posto al centro il futuro del regionalismo e, con esso, la funzione delle Assemblee legislative, chiamate a rappresentare i territori e a svolgere un ruolo centrale nei processi legislativi e nel rapporto tra istituzioni e cittadini.
A moderare il confronto il giornalista Paride Leporace, de Le Cronache. Tra i presenti in Sala, oltre ai Sindaci, alle autorità civili e militari e al direttore dell’APT Basilicata, Margherita Sarli, il Capo di Gabinetto del Consiglio, Nicola Coluzzi e il già dirigente generale del dipartimento Programmazione e finanze della Regione Basilicata ed esperto di programmazione europea 2028-34 Elio Manti.
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