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La voce della Politica
| FISAC CGIL Basilicata: ''MPS, servono garanzie su occupazione e presenza sul territorio'' |
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8/09/2026 | Il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena e le prospettive legate alle operazioni in corso impongono una riflessione anche in Basilicata. La FISAC CGIL Basilicata esprime preoccupazione per le possibili ricadute sull’occupazione, sulle professionalità e sulla presenza della banca nei territori, chiedendo garanzie concrete per lavoratrici e lavoratori e per la tenuta della rete. Di seguito la nota stampa con le richieste e le valutazioni della categoria.
Le notizie e i progetti che nelle ultime settimane stanno interessando Banca Monte dei Paschi di Siena impongono, anche in Basilicata, una riflessione seria e non rinviabile sul futuro della banca, delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori e, più in generale, sul ruolo che il sistema bancario deve continuare a svolgere nei territori.
L'operazione annunciata da Intesa Sanpaolo prevede un'OPAS sull'intero capitale di MPS e la cessione a Unipol di un'entità bancaria comprendente il marchio MPS, circa 635 filiali e gran parte delle strutture centrali necessarie al funzionamento della banca. Nel progetto di Unipol è inoltre previsto un possibile percorso di combinazione con BPER. Si tratta dunque di un processo complesso, ancora subordinato a diversi passaggi autorizzativi e societari, i cui effetti concreti sul personale e sulla rete distributiva non sono ancora definiti.
È proprio questa incertezza che ci preoccupa.
Come FISAC CGIL Basilicata riteniamo che il futuro di MPS non possa essere deciso esclusivamente sulla base delle esigenze degli azionisti, delle sinergie industriali o dei numeri dei bilanci. Dietro ogni sportello ci sono lavoratrici e lavoratori, professionalità costruite in anni di esperienza, relazioni con famiglie e imprese e una funzione economica e sociale che non può essere considerata una semplice variabile di un'operazione finanziaria.
Le recenti prese di posizione della FISAC CGIL nazionale e delle strutture territoriali MPS hanno evidenziato con chiarezza il rischio che l'operazione possa tradursi in uno spacchettamento della rete, con filiali e personale distribuiti fra soggetti diversi. È una prospettiva che rischia di produrre discontinuità nei rapporti con la clientela, dispersione di competenze e professionalità e un progressivo impoverimento dei territori.
Non ci convincono, pertanto, le rassicurazioni generiche sulle ricadute occupazionali.
Quando si parla di aggregazioni bancarie, troppo spesso si parla di “sinergie”, “efficienze” e “creazione di valore” senza chiarire chi sosterrà il costo di queste trasformazioni. Per la FISAC CGIL la risposta non può essere ancora una volta il lavoro.
Chiediamo quindi che, qualunque sia l'esito delle operazioni in corso, vengano garantiti:
• la piena tutela occupazionale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti;
• il mantenimento dei diritti individuali e collettivi e delle condizioni economiche e normative maturate;
• percorsi professionali certi e trasparenti, senza penalizzazioni legate ai processi di riorganizzazione;
• adeguati livelli di organico e nuove assunzioni, soprattutto laddove gli organici risultino già insufficienti;
• investimenti nelle strutture, nella tecnologia e nella formazione;
• una gestione delle eventuali uscite esclusivamente attraverso strumenti contrattati con le organizzazioni sindacali e nel pieno rispetto della volontarietà;
• la salvaguardia dell'unitarietà dei gruppi di lavoro e delle professionalità, evitando trasferimenti e mobilità territoriali imposti dalle operazioni societarie;
• il mantenimento di una presenza bancaria capillare nei territori, contrastando ulteriori processi di desertificazione bancaria.
Quest'ultimo punto riguarda direttamente anche la Basilicata.
La progressiva riduzione della presenza fisica delle banche non è un problema che riguarda soltanto chi lavora nel settore. È un problema economico e sociale che investe famiglie, pensionati, piccole imprese, professionisti e realtà produttive che hanno bisogno di interlocutori bancari presenti e radicati sul territorio.
La banca non può essere considerata soltanto una rete di sportelli da spostare, vendere o accorpare in funzione delle convenienze dell'operazione di turno. Uno sportello è anche una relazione, una competenza, un presidio economico e sociale.
Richiamato la necessità di non disperdere l'integrità della rete, la professionalità delle colleghe e dei colleghi e il patrimonio di relazioni costruito nei territori, chiedendo che eventuali progetti industriali prevedano concrete tutele normative ed economiche, percorsi professionali, assunzioni e investimenti.
Non siamo contrari alle trasformazioni del sistema bancario in quanto tali. Siamo contrari a un modello nel quale i benefici delle aggregazioni vengono privatizzati mentre i costi organizzativi e sociali vengono scaricati sulle lavoratrici, sui lavoratori e sui territori.
Per questo chiediamo fin da ora che il confronto sindacale non venga relegato alla fase finale delle operazioni, quando le decisioni fondamentali saranno già state assunte.
La tutela del lavoro deve essere una condizione preliminare, non una conseguenza da gestire a posteriori.
Come FISAC CGIL Basilicata seguiremo con la massima attenzione ogni passaggio dell'operazione e saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori MPS, pronti a intervenire affinché nessuno venga considerato un numero e affinché la riorganizzazione del sistema bancario non diventi l'ennesima occasione per impoverire il lavoro e i territori.
Il futuro di MPS deve essere costruito con le lavoratrici e i lavoratori, non sulle loro spalle.
Bruno LORENZO
Segretario Generale
FISAC CGIL Basilicata |
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