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La voce della Politica
| Risorse, Bochicchio: se la Basilicata è più strategica deve avere di più |
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7/09/2026 | Il Capogruppo socialista: Se la Basilicata è diventata più importante per il Paese, deve diventare più forte anche la capacità dei lucani di decidere come questo nuovo ruolo debba tradursi in crescita e rinnovamento.
"Il peso della Basilicata sullo scenario nazionale ed europeo è cambiato ed è diventato maggiore rispetto al passato. Sono le stesse parole della Premier, pronunciate a Bari, a certificarlo. E se oggi c'è ancora più bisogno della Basilicata, è necessario che a questo accresciuto peso strategico corrispondano risultati concreti. A fronte dei sacrifici sostenuti dai lucani nei passati decenni, la Basilicata sconta ancora ritardi e divari che, alla luce del nuovo ruolo che le viene riconosciuto, sono diventati ancora più difficili da accettare". Lo dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che aggiunge:
"Stiamo vivendo una fase storica eccezionale, che ci proietta, come regione cerniera del Mezzogiorno e per le risorse di cui disponiamo, al centro di dinamiche destinate a incidere profondamente sugli equilibri nazionali ed europei e, verso sud, lungo le rotte mediterranee che collegano l'Europa agli altri Paesi del Mediterraneo e ai mercati che si affacciano su quell'area. Ma non possiamo vivere ancora di promesse e di parole, né limitarci a parlare di futuro. I cittadini lucani devono vedere risultati concreti, mentre continuano fenomeni come lo spopolamento, l'abbandono dei borghi e lo svuotamento delle nostre scuole. È questa la contraddizione che dobbiamo affrontare, perché non è possibile raccontare una Basilicata sempre più strategica e, allo stesso tempo, assistere al suo progressivo indebolimento demografico, economico e sociale. La Basilicata non può essere terra di conquista né terra di passerelle di convenienza. Non può essere considerata soltanto come un territorio dal quale attingere risorse, energia e materie prime senza che a questo contributo corrispondano sviluppo, infrastrutture, lavoro qualificato e opportunità per chi ci vive. Non vorremmo che si riproponesse anche da noi quella dinamica che la storia del colonialismo ha conosciuto con la figura della cosiddetta 'borghesia compradora', una classe dirigente locale che finisce per diventare il tramite di interessi esterni, cedendo su tutto in cambio della propria conservazione e senza riuscire a garantire un adeguato ritorno alla comunità di appartenenza".
"Per questo – prosegue Bochicchio – la Basilicata ha bisogno di una classe dirigente autonoma, capace di dialogare con tutti ma di non dipendere da nessuno, che sappia rappresentare gli interessi della propria terra e farsi valere quando sono in gioco le sue risorse e il suo futuro. L'autonomia politica non significa isolamento, significa avere la forza di trattare alla pari. Perché chi dipende da investiture, interessi o carriere costruite altrove difficilmente può negoziare fino in fondo nell'interesse della propria comunità. Non ci saranno più sacrifici senza contropartite. Se la Basilicata mette sul piatto un peso strategico sempre maggiore, quel peso deve avere un valore anche per i lucani. Parlando soltanto di ciò che avremo e di ciò che faremo, rischiamo di dimenticare ciò che non abbiamo ancora avuto. E il presente ci dice che troppo spesso ai lucani è stato chiesto di dare, mentre le ricadute sul territorio sono rimaste insufficienti. Non si tratta di chiedere privilegi, ma di pretendere che al contributo della Basilicata corrisponda una quota adeguata di sviluppo. È questa l'analisi concreta della situazione concreta dalla quale non possiamo più esimerci. Non si tratta di fare come Brenno, ma di mettere finalmente sul piatto della bilancia il peso storico e strategico della Basilicata e chiedere che quel peso abbia un valore corrispondente".
"Poiché è stata la Premier a dire che non c'è bisogno di andare in Qatar perché c'è la Basilicata, ci chiediamo allora dove siano i vantaggi che questa centralità dovrebbe produrre. Dove sono le infrastrutture? Dove sono i treni, le strade e i collegamenti capaci di connettere la Basilicata alle principali direttrici nazionali? Dov'è l'alta velocità? Dove sono le condizioni necessarie per portare imprese e investimenti di punta vicino alle nostre risorse strategiche? Finora c'è stato troppo poco a fronte del contributo che la Basilicata ha dato al Paese. Non sappiamo quanto a lungo potranno ancora durare le estrazioni petrolifere e proprio per questo il tempo a disposizione deve essere utilizzato per recuperare i ritardi accumulati e costruire le condizioni di uno sviluppo stabile. Non possiamo permettere che il nuovo interesse strategico per la Basilicata si traduca semplicemente in una nuova stagione di sfruttamento delle sue risorse".
"Se la Basilicata è diventata più importante per il Paese, deve diventare più forte anche la capacità dei lucani di decidere come questo nuovo ruolo debba tradursi in crescita e rinnovamento. Tutta la classe dirigente lucana deve fare quadrato, superando appartenenze e cordate ideologiche, nell'interesse dei lucani. Ma per farlo serve indipendenza politica. Serve una classe dirigente che sappia dialogare con Roma, con l'Europa e con gli interessi economici nazionali e internazionali senza essere subalterna a nessuno. Solo così la Basilicata potrà farsi valere e ottenere ciò che le spetta. Se ancora scontiamo troppi ritardi, significa che in questi decenni non è stato fatto abbastanza. Ora che la storia ci riporta al centro della scena per ragioni geopolitiche e geostrategiche – conclude Bochicchio – dobbiamo fare in modo che questa nuova centralità produca ricadute reali e non le solite promesse. Se tutti guardano alla Basilicata per contribuire a risolvere alcuni dei problemi strategici della nazione, la Basilicata deve chiedere alla nazione di riconoscerle il posto che merita e di accompagnare questo ruolo con investimenti, infrastrutture e opportunità concrete. Non chiediamo privilegi, ma reciprocità a fronte di sforzi che si sono già consumati e che aumenteranno ancora. Non domani, ma adesso. Perché se la Basilicata è più strategica, allora deve avere di più". |
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