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Sanità lucana, Sifus: “ i cittadini non possono pagare il fallimento del sistema

30/08/2026

La sanità lucana è sempre più lontana dai bisogni reali dei cittadini. È questa la denuncia del SIFUS Basilicata, attraverso la segretaria generale Pina De Donato, che interviene duramente sulle condizioni del sistema sanitario regionale.
Ospedali senza personale, liste d’attesa interminabili, strutture inaugurate ma non pienamente operative. E ora anche nuovi costi per i cittadini: i ticket,siamo alla frutta.
Mentre l’assessore Cosimo Latronico continua a raccontare un modello sanitario che definisce eccellente, i cittadini lucani vivono ogni giorno una realtà completamente diversa. Gli ospedali sono alle prese con gravi carenze di personale, le liste d’attesa sono interminabili e, per ottenere una prestazione sanitaria in tempi ragionevoli, sempre più persone sono costrette a rivolgersi al privato o a recarsi fuori regione.
Secondo il SIFUS, la mobilità sanitaria verso altre regioni rappresenta una conseguenza particolarmente grave di questa situazione perché, oltre a creare disagi ai cittadini, contribuisce ad aggravare la spesa sanitaria regionale.
È assurdo che una persona residente in Basilicata debba essere costretta a percorrere centinaia di chilometri per una visita, un esame o un intervento che dovrebbe poter effettuare nella propria regione. Ancora più grave è che chi non ha le risorse economiche per sostenere i costi del viaggio, della prestazione privata o delle spese aggiuntive rischi di rinunciare alle cure.
“INAUGURARE CASE DI COMUNITÀ ,  NON SIGNIFICA GARANTIRE I SERVIZI!”
Nel mirino del SIFUS finiscono anche le Case di Comunità, gli Hub e gli Spoke, strutture presentate come elementi fondamentali della nuova sanità territoriale.
Abbiamo assistito a inaugurazioni e annunci, ma una struttura sanitaria non diventa realmente un servizio per i cittadini soltanto perché viene inaugurata. Se mancano personale, organizzazione e prestazioni, rischia di rimanere una struttura vuota o comunque non pienamente utilizzabile.
Il SIFUS chiede inoltre chiarezza sull’attuazione degli interventi finanziati attraverso il PNRR, affinché il rispetto delle scadenze non diventi più importante dell’effettiva entrata in funzione dei servizi.
Non vorremmo che la corsa a rispettare i termini del PNRR abbia prodotto anche inaugurazioni premature. I cittadini non hanno bisogno di nastri da tagliare: hanno bisogno di servizi sanitari che funzionino realmente, a partire dal giorno successivo all’inaugurazione.
Come se non bastasse, arrivano nuovi oneri che rischiano di gravare ulteriormente sulle famiglie lucane, compreso il ticket di 2,50 euro e, dal 1° ottobre, il previsto costo per l’emissione della ricetta.
In una regione in cui tante famiglie devono già fare i conti con salari insufficienti, disoccupazione, caro benzina e aumento del costo della vita, introdurre ulteriori costi legati all’accesso alle prestazioni sanitarie significa colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione.
“IL DIRITTO ALLA SALUTE NON PUÒ DIPENDERE DAL REDDITO”
Per Pina De Donato la questione non è soltanto sanitaria, ma riguarda direttamente la tenuta sociale della Basilicata.
Non possiamo accettare l’idea di una sanità nella quale chi ha disponibilità economiche può curarsi nel privato o fuori regione, mentre chi non arriva alla fine del mese è costretto a rinunciare. Il diritto alla salute deve essere universale, non un privilegio per chi può permetterselo.
Il SIFUS Basilicata invita quindi il governo regionale a mettere da parte la propaganda e ad affrontare concretamente le criticità del sistema.
“Assessore Latronico, meno propaganda e più risposte. La vera eccellenza non si misura con gli annunci, ma con il tempo che un cittadino deve aspettare per una visita, con la presenza di medici e infermieri negli ospedali e con la possibilità di curarsi senza dover lasciare la propria regione.”
La segretaria generale del SIFUS Basilicata conclude con un appello alla Regione:
La Basilicata non può permettersi di perdere anche il diritto alla salute.
I ticket vanno aboliti! Chiediamo un confronto serio e immediato sulle carenze di personale, sulle liste d’attesa, sull’effettiva operatività delle strutture territoriali e sui nuovi costi che ricadono sui cittadini. Perché quando una persona deve scegliere tra curarsi e pagare le bollette, significa che qualcosa nel sistema si è definitivamente rotto.

SIFUS BASILICATA
La Segretaria Generale
Pina De Donato



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