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La voce della Politica
| Frana Senise, Pittella e Chiorazzo: La memoria come prevenzione |
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25/07/2026 | A 40 anni dalla tragedia “Collina Timpone”, il Presidente e il Vicepresidente del Consiglio ricordano le 8 vittime e rilanciano l’impegno per la prevenzione. Inaugurata la mostra fotografica “4:15 – L’istante e la memoria. Cronaca di una terra ferita”
Il 26 luglio 1986 una vasta frana investì la collina Timpone, distruggendo parte dell’abitato di Senise e provocando la morte di otto persone, tra cui quattro bambini. A quarant’anni da quella tragedia, il Consiglio regionale della Basilicata ha promosso a Senise una iniziativa dedicata alla memoria, alla riflessione e all’impegno istituzionale sul tema della prevenzione del dissesto idrogeologico. Il convegno, seguito dall’inaugurazione della mostra fotografica dal titolo “4:15 - L’istante e la memoria. Cronaca di una terra ferita”, ha rappresentato l’occasione per ricordare una delle pagine drammatiche della storia lucana e rilanciare il tema della sicurezza del territorio.
“Le immagini della mostra dedicata alla frana di Senise ci consegnano una memoria che non appartiene soltanto al passato. Raccontano il dolore di una comunità, ma anche la forza con cui quella stessa comunità ha saputo reagire. Ed è proprio da quelle immagini che nasce una riflessione sul valore della prevenzione: il compito delle istituzioni è sicuramente intervenire dopo un’emergenza, ma, soprattutto, fare tutto ciò che è possibile perché quella tragedia non si ripeta”. Così il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, intervenendo alla manifestazione. “La prevenzione significa conoscenza del territorio, programmazione, investimenti e responsabilità. Sappiamo che mettere completamente in sicurezza una regione fragile richiederebbe risorse enormi. Per questo è necessario stabilire priorità, contrastare gli abusi e promuovere una cultura del rispetto del territorio, senza alimentare aspettative irrealistiche. Ma prevenire significa anche difendere la vita delle nostre comunità. I centri storici non sono soltanto edifici: sono memoria, identità e relazioni. Se si spopolano, se diventano sempre meno accessibili e privi di servizi, perdiamo una parte essenziale della nostra storia. Per questo la tutela del territorio deve procedere insieme alla rigenerazione dei borghi, all’abbattimento delle barriere, al rafforzamento dei servizi e alla qualità della vita. C'è bisogno di una nuova cultura della responsabilità, capace di coniugare visione e concretezza. Una cultura che sappia dire con chiarezza ciò che è possibile realizzare e ciò che, almeno nelle condizioni date, non lo è, senza alimentare aspettative irrealistiche. Solo così si rafforza il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini e si costruisce una visione condivisa del futuro, fondata sulla consapevolezza, sulla partecipazione e sull'impegno comune”.
“D'intesa con il presidente Marcello Pittella abbiamo ritenuto che il Consiglio regionale dovesse assumersi la responsabilità di restituire piena memoria istituzionale a questa tragedia. Una comunità che custodisce la memoria è una comunità più forte, più consapevole e più capace di costruire il proprio futuro. Per questo voglio ricordare, uno ad uno, i nomi delle otto vittime: la piccola Francesca, di appena trentadue giorni, Pinuccio, quindici anni, Maria, dodici anni, Maddalena, otto anni, Elena, Giuseppe, Rita e Rocco. I numeri raccontano la dimensione di una tragedia, ma sono i nomi a restituire il volto, la storia e l’umanità delle persone”. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, visibilmente commosso, concludendo la serata commemorativa a Senise. “Accanto al dovere della memoria – ha evidenziato - nasce inevitabilmente anche quello della prevenzione. Ogni volta che ricordiamo una tragedia dobbiamo interrogarci su quanto avrebbe potuto essere evitata attraverso una maggiore cura del territorio, una più attenta pianificazione e investimenti costanti nella prevenzione. Dopo la frana, Senise si è dotata di una rete di monitoraggio geotecnico all'avanguardia che, nel tempo, ha progressivamente perso la sua piena operatività. Oggi disponiamo di tecnologie molto più avanzate rispetto a quarant’anni fa ed è quindi legittimo chiedersi se non sia arrivato il momento di ripristinare e potenziare quel sistema di controllo. La prevenzione non rappresenta un costo, ma il più importante investimento per la sicurezza delle comunità: costa meno delle emergenze e, soprattutto, salva vite umane. È da questa consapevolezza che nasce la mozione che presenteremo, insieme al presidente Pittella, durante il prossimo Consiglio regionale, per istituire la Giornata regionale in memoria delle vittime di frane e alluvioni, da celebrare ogni anno il 26 luglio. Con la stessa mozione chiediamo la predisposizione di un programma permanente di ricerca, innovazione e monitoraggio del rischio idrogeologico da attuare in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata. Perché la memoria non può limitarsi alla commemorazione: deve tradursi in conoscenza, responsabilità e azioni concrete”.
Ad aprire i lavori i saluti del prefetto di Potenza, Michele Campanaro e della sindaca di Senise, Eleonora Castronuovo. E’ seguito un momento di riflessione moderato dalla giornalista Mariapaola Vergallito, con gli interventi tecnici di Mario Bentivenga dell’Università degli Studi della Basilicata, Antonello Fiore, presidente nazionale della SIGEA, e Vincenzo Matinata, consigliere dell'Ordine dei Geologi di Basilicata. Tra i numerosi rappresentati istituzionali presenti, i consiglieri regionali Piero Lacorazza e Giovanni Vizziello, e il direttore generale del Consiglio regionale della Basilicata, Gerardo Travaglio.
Al termine del convegno è stata inaugurata, presso il Complesso monumentale San Francesco, la mostra fotografica “4:15 - L’istante e la memoria”, organizzata dalla Struttura di Coordinamento Informazione, Comunicazione ed Eventi con la scrupolosa consulenza di Filippo Gazzaneo, docente in pensione. L’esposizione raccoglie cinquanta fotografie in bianco e nero realizzate da Luca Turi nelle ore successive alla tragedia e durante le operazioni di soccorso, insieme a testimonianze dei sopravvissuti, materiali della Protezione civile della Basilicata, documenti storici, l'Angelus pronunciato da Papa Giovanni Paolo II in ricordo delle vittime e una selezione di articoli della stampa nazionale dell'epoca.
Un percorso di immagini e testimonianze che restituisce la dimensione umana della tragedia e che, a quarant'anni di distanza, rinnova il valore della memoria come strumento di responsabilità collettiva e di prevenzione, affinché simili eventi non abbiano più a ripetersi. |
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