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La voce della Politica
| Melfi: 'quasi 9 mesi di lotta alla PMC' |
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6/07/2026 | Siamo a quasi nove mesi dal 13 ottobre 2025, giorno in cui è iniziato il presidio alla PMC Automotive di Melfi. Una mobilitazione voluta da quasi tutta la forza lavoro, anche se non tutti vi hanno preso parte attiva. Chi ci ha creduto davvero ha vissuto il presidio giorno e notte, sfidando il gelo dell'inverno e il sole cocente di questi giorni. Sacrificando famiglia, festività e tanto altro.
I lavoratori in lotta non sono rimasti a guardare: hanno distribuito volantini ai cancelli dello stabilimento centrale Stellantis e hanno partecipato alle manifestazioni e iniziative sindacali sul territorio e a Roma. Una resistenza che ha ricevuto una forte solidarietà e aiuti concreti da parte di molti.
Tanti sono stati i tavoli fra sindacati, le parti datoriali e chi governa la regione. La trattativa si è anche spostata a Roma, presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), in continui incontri tra sindacati e associazioni datoriali. All’inizio la promessa era chiara: tutti i lavoratori sarebbero stati riassorbiti nello stabilimento di proprietà Stellantis assegnato a PMC, sotto la guida del nuovo possibile imprenditore. Oggi la realtà è ben diversa: il ritorno in fabbrica non sarà per tutti. Le figure impiegatizie non rientrano nel perimetro del nuovo progetto, per lavorare dovranno demansionarsi ad operaio e rinunciare a dei diritti acquisiti negli anni.
Inoltre ci notificano ulteriori eccedenze da gestire che non rientrano nel piano di riconversione. Per gli esuberi è venuto fuori pochi giorni fa “un verbale di accordo” datato 8 giugno che disciplina una procedura di uscite volontarie non oppositive, da parte della PMC-Automotive, che però sembra non aver avuto successo, in quanto si evidenzia anche una netta distanza tra la proposta finanziaria dell'azienda e le reali necessità dei lavoratori. Pochissimi lavoratori sono quelli interessati all'incentivo proposto, praticamente solo quelli prossimi al pensionamento. Se non si ricalibreranno i parametri per le uscite volontarie, questa procedura non darà le aspettative attese.
Per quanto riguarda la road map delle azioni burocratiche, dei documenti vincolanti, degli accordi quadro da espletare tra le aziende coinvolte, stiamo assistendo ad un gioco tra le parti che sembra mirato a perdere tempo. Sembra che non ci sia l'intenzione di agevolare la chiusura della vertenza, ma a trascinarla ben oltre l'estate. Facciamo appello alla responsabilità di chi si reca al presidio e puntualmente afferma di lavorare per i lavoratori, alle aziende protagoniste affinché svolgano rapidamente i passaggi necessari per arrivare all'appuntamento di fine luglio, programmato presso il Mimit, con le carte in regola per poter applicare il passaggio giuridico di tutti gli operai in CCostruzioni.
Senza interventi concreti, al di là di quello che si vuole fare credere, il futuro occupazionale di tutti i lavoratori è seriamente a rischio. |
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