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*Caporalato in Basilicata, il Garante: “Servono prevenzione e collaborazione''

8/06/2026

Ogni volta che una vicenda di sfruttamento torna a occupare le cronache, il rischio è quello di indignarsi per qualche giorno e poi dimenticare. Ma dietro le notizie ci sono persone, storie, diritti negati e dignità calpestate. Per questo, come Garante per le Vittime di Reato della Regione Basilicata, sento il dovere di richiamare l’attenzione su un fenomeno che non può essere affrontato solo quando esplode l’emergenza.Sin dal mio insediamento, l’Ufficio del Garante per le Vittime di Reato ha posto particolare attenzione a questo fenomeno, promuovendo attività di ascolto, raccolta dati e interlocuzione con le istituzioni e le autorità competenti. Lo abbiamo fatto nella convinzione che la prevenzione debba sempre precedere l’emergenza e che il compito delle istituzioni sia quello di intercettare i problemi prima che si trasformino in tragedie.
Non posso tuttavia nascondere che, a fronte delle numerose sollecitazioni avanzate, le risposte ricevute sono state spesso limitate rispetto alla complessità e alla gravità del fenomeno. Per questa ragione desidero esprimere un sincero ringraziamento alle amministrazioni comunali di Scanzano Jonico e Nova Siri che, sin dall’inizio, hanno collaborato attivamente con il nostro Ufficio nella raccolta di dati e informazioni utili a comprendere la reale portata del problema. Hanno dimostrato sensibilità istituzionale e senso di responsabilità, scegliendo di affrontare la questione senza attendere l’ennesimo evento drammatico che richiamasse l’attenzione dell’opinione pubblica.
Allo stesso tempo, ritengo necessario affermare con chiarezza che il contrasto al caporalato non può tradursi in una condanna generalizzata del mondo agricolo. Sarebbe una lettura superficiale e profondamente ingiusta. La stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli lucani opera con correttezza, investe nel territorio, crea occupazione e rappresenta un presidio essenziale per l’economia della Basilicata.
La legalità si costruisce insieme e non attraverso contrapposizioni. Per questo motivo è fondamentale coinvolgere il mondo agricolo come parte della soluzione e non come destinatario di accuse indiscriminate.
Occorre inoltre evitare di importare automaticamente nella nostra regione modelli interpretativi elaborati per contesti differenti. In Basilicata il tema del trasporto dei lavoratori, pur meritevole di attenzione, non rappresenta l’unica né la principale chiave di lettura del fenomeno. Nelle aree agricole del Metapontino gran parte della manodopera proviene quotidianamente dalle regioni limitrofe e ciò impone una riflessione più ampia e aderente alle specificità del territorio.
La vera sfida consiste nel creare condizioni concrete affinché gli imprenditori agricoli possano reperire e assumere regolarmente la manodopera necessaria alle proprie attività, in misura coerente con le esigenze produttive delle aziende. È necessario costruire strumenti efficaci che favoriscano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, semplificare procedure spesso eccessivamente complesse e garantire percorsi che consentano di coniugare legalità, tutela dei lavoratori e sostenibilità delle imprese.
Il caporalato si alimenta nelle zone d’ombra.
Per contrastarlo servono controlli rigorosi, ma servono anche prevenzione, programmazione e responsabilità condivisa. Servono istituzioni capaci di dialogare tra loro e di ascoltare i territori.
Come Garante per le Vittime di Reato continuerò a lavorare in questa direzione, promuovendo ogni iniziativa utile a rafforzare la rete di collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, forze dell’ordine e realtà del terzo settore.
Rivolgo un appello a tutti affinché il contrasto al caporalato diventi una responsabilità collettiva. Questo fenomeno criminale non sottrae soltanto lavoro regolare: sottrae dignità, diritti, sicurezza e, in alcuni casi, la stessa vita e in questo contesto credo fortemente che la Basilicata ha il dovere di dimostrare che sviluppo economico, tutela dei lavoratori e rispetto della legalità possono e devono procedere insieme.



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