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| R.C. Auto, dal Senato una proposta di riforma per legalità ed equità dei premi assicurativi |
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4/04/2026 | Il tema delle frodi assicurative e dell’equità del sistema R.C. Auto approda al centro del dibattito istituzionale con una proposta di riforma strutturale presentata in Senato, frutto di un percorso di analisi tecnica e partecipazione civica. L’iniziativa mira a ristabilire un equilibrio tra legalità, sostenibilità economica e tutela degli assicurati virtuosi, intervenendo sia sul piano penale sia su quello tariffario, per ridurre le distorsioni che incidono sui premi e sulla fiducia nel sistema. Di seguito riportiamo la proposta fatta dall’avvocato Riccardo Vizzino Responsabile nazionale di Civicrazia contro le truffe
Assicurazioni, legalità ed equità dei premi: dal Senato una proposta di riforma strutturale del sistema R.C. Auto
R.C. Auto e frodi assicurative: dal percorso civico al Parlamento, verso una riforma strutturale del sistema
di Avv. Riccardo Vizzino
Coordinatore Dipartimento Nazionale Civicrazia contro le truffe
Il sistema della responsabilità civile auto è oggi attraversato da una tensione crescente che non può più essere ricondotta a fenomeni congiunturali o a disfunzioni isolate. Si tratta, piuttosto, dell’emersione progressiva di una criticità strutturale che incide direttamente sull’equità economica, sulla distribuzione dei costi tra i cittadini e, in definitiva, sulla credibilità stessa del sistema.
Il tema delle frodi assicurative, in questo contesto, ha definitivamente superato la soglia della rilevanza tecnica per assumere una dimensione pienamente istituzionale. Non riguarda più soltanto gli operatori del settore o la prassi giudiziaria, ma investe il rapporto tra legalità e mercato, tra responsabilità individuale e costo collettivo, ponendosi come questione centrale di politica del diritto.
Il percorso che ha condotto a tale consapevolezza non è stato improvviso, né può essere letto come reazione contingente a fenomeni emergenziali. Esso si è sviluppato attraverso un lavoro progressivo di osservazione, analisi e sistematizzazione delle criticità riscontrate nella prassi applicativa, fino a tradursi in una proposta organica capace di restituire unità a un fenomeno altrimenti frammentato.
In tale ambito si colloca l’attività svolta nell’ambito di Civicrazia e, in particolare, del Dipartimento nazionale contro le truffe, che ha operato come luogo di elaborazione tecnico-istituzionale, ponendosi quale punto di raccordo tra esperienza professionale, esigenze del mercato e istanze provenienti dalla società civile. In qualità di coordinatore di tale Dipartimento, l’iniziativa è stata orientata a trasformare evidenze operative, spesso disperse e non sistematizzate, in una proposta coerente e strutturata, idonea a essere recepita nel circuito istituzionale.
L’emersione pubblica di questo lavoro si è concretizzata nel convegno tenutosi presso il Senato della Repubblica il 18 dicembre 2025, momento nel quale le criticità del sistema R.C. Auto e l’evoluzione delle frodi assicurative sono state rappresentate in modo organico e documentato.
In quella sede è emersa una consapevolezza difficilmente eludibile: le distorsioni del sistema non sono episodiche, ma strutturali, e, in quanto tali, non possono essere affrontate con interventi frammentari o meramente correttivi, ma richiedono un ripensamento complessivo dell’assetto normativo e organizzativo.
A partire da tale momento, il percorso ha conosciuto una naturale evoluzione. La riflessione è stata tradotta in iniziativa concreta mediante la presentazione della Petizione n. 1649 al Parlamento, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione. Con tale atto, presentato il 4 febbraio 2026 e assegnato alla 9ª Commissione permanente del Senato, il tema delle frodi assicurative e dell’equità del sistema R.C. Auto è entrato formalmente nell’agenda istituzionale, avviando quella fase istruttoria che costituisce il presupposto indefettibile per ogni intervento legislativo.
È opportuno sottolineare, anche nei confronti dei cittadini, la reale portata di questo passaggio. La Petizione non rappresenta un atto simbolico o meramente dichiarativo, ma uno strumento attraverso il quale una questione, maturata nella società civile e sostenuta da un’elaborazione tecnica qualificata, viene sottoposta al Parlamento affinché sia oggetto di approfondimento, confronto e possibile traduzione normativa. L’assegnazione alla Commissione segna dunque l’ingresso del tema in una fase nella quale si intrecciano analisi tecnica, valutazione politica e costruzione normativa.
È esattamente in questa fase che oggi ci troviamo: una fase intermedia ma decisiva, nella quale si gioca la possibilità concreta di trasformare un percorso civico in una riforma legislativa effettiva.
In tale contesto, l’analisi delle criticità del sistema consente di individuare un dato centrale: le frodi assicurative non rappresentano una deviazione occasionale, ma il risultato di un assetto che presenta vulnerabilità strutturali.
Sul piano penale, la lentezza dei procedimenti, la frammentazione delle competenze e le difficoltà connesse all’accertamento probatorio determinano una significativa riduzione dell’efficacia deterrente della risposta giudiziaria. Tale inefficienza non solo incide sulla capacità repressiva del sistema, ma contribuisce a rendere la frode un comportamento economicamente sostenibile.
Sul piano economico, parallelamente, il sistema tariffario ha progressivamente perso il legame con il rischio reale, dando luogo a una redistribuzione indistinta dei costi derivanti da inefficienze e condotte illecite. Il risultato è una distorsione sistemica nella quale il costo dell’illegalità viene trasferito sugli assicurati virtuosi, con una evidente alterazione del principio di mutualità.
Ne deriva una duplice criticità, tra loro strettamente connessa: da un lato, l’insufficiente efficacia della risposta penale; dall’altro, l’iniqua distribuzione dei costi. Proprio per questa ragione, ogni intervento riformatore realmente efficace deve necessariamente articolarsi su due piani complementari: il rafforzamento della risposta penale e il riequilibrio dell’assetto tariffario.
Con riferimento al primo profilo, il punto di maggiore criticità – e al tempo stesso quello meno affrontato in sede di riforma – è rappresentato dalla disciplina della competenza territoriale nei reati di frode assicurativa.
L’attuale orientamento giurisprudenziale, che individua la competenza territoriale nel luogo in cui la compagnia assicurativa riceve la richiesta risarcitoria – luogo che nella prassi coincide frequentemente con la sede legale dell’impresa – produce effetti distorsivi evidenti sul piano applicativo. I procedimenti vengono infatti radicati presso uffici giudiziari spesso lontani dal luogo in cui il fatto si è concretamente verificato, con conseguenze rilevanti in termini di efficacia investigativa, conoscenza del contesto territoriale, acquisizione della prova e durata complessiva del procedimento.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: la frammentazione dei procedimenti impedisce di cogliere la dimensione seriale e organizzata delle condotte fraudolente, che costituisce invece una delle caratteristiche principali del fenomeno.
In tale prospettiva, il radicamento della competenza territoriale nel luogo reale dell’evento fraudolento si configura non come un intervento meramente tecnico, ma come una condizione essenziale per il recupero di efficienza del sistema penale. Esso consentirebbe di avvicinare il processo al fatto, rafforzando la capacità investigativa, riducendo i tempi e restituendo effettività alla funzione deterrente della pena.
Accanto a tale intervento, si rende necessario un rafforzamento complessivo della risposta penale, attraverso la specializzazione degli uffici giudiziari, l’introduzione di procedure accelerate nei casi con prova evidente, il rafforzamento delle aggravanti per le ipotesi di frode organizzata e seriale e l’adozione di strumenti patrimoniali incisivi, quali la confisca obbligatoria dei proventi illeciti.
In tale quadro, particolare rilievo assume il coinvolgimento, in alcune ipotesi, di soggetti dotati di specifiche competenze professionali, il cui apporto risulta determinante nella strutturazione e nella reiterazione delle condotte fraudolente.
In presenza di tali dinamiche, appare opportuno valutare un rafforzamento del trattamento sanzionatorio nei confronti delle ipotesi di frode organizzata realizzate con il contributo di professionisti, prevedendo specifiche aggravanti e forme di interdizione dall’esercizio dell’attività, in coerenza con i principi già affermati in altri ambiti dell’ordinamento.
Con particolare riferimento alla professione forense, l’eventuale coinvolgimento in condotte fraudolente non può che rilevare, oltre che sul piano penale, anche sotto il profilo disciplinare, con l’attivazione degli strumenti previsti dall’ordinamento professionale, fino alle ipotesi più gravi di sospensione o radiazione.
Un intervento in tal senso non risponde a finalità punitive di categoria, ma all’esigenza di tutelare l’integrità della funzione difensiva e la fiducia nel sistema, evitando che competenze tecniche qualificate possano essere strumentalizzate per finalità illecite.
Parallelamente, assume rilievo strategico il rafforzamento della cooperazione tra soggetti pubblici e privati, nonché l’utilizzo di strumenti digitali avanzati e modelli di analisi predittiva, idonei a intercettare fenomeni fraudolenti ricorrenti e a prevenire la reiterazione delle condotte.
Il secondo asse di intervento riguarda l’equità tariffaria del sistema R.C. Auto, che presenta criticità speculari rispetto a quelle riscontrabili sul piano penale.
L’attuale configurazione è caratterizzata da una progressiva perdita di proporzionalità tra rischio e premio, nonché da una sostanziale dissociazione tra comportamento individuale e costo della copertura. I costi derivanti dalle frodi e dalle inefficienze vengono redistribuiti in modo indiscriminato, determinando una forma di socializzazione regressiva del danno, nella quale i soggetti virtuosi finiscono per sostenere il peso delle distorsioni del sistema.
Per ristabilire coerenza e sostenibilità, si rende necessaria una riforma tariffaria strutturale fondata su criteri di responsabilità, proporzionalità e trasparenza, capace di riallineare il premio al rischio effettivo e di valorizzare concretamente i comportamenti virtuosi.
BOX 2 — LE PROPOSTE DI RIFORMA
Le principali direttrici dell’intervento
Sul piano penale
radicamento della competenza territoriale nel luogo del fatto, quale presupposto di effettività dell’azione penale;
specializzazione degli uffici giudiziari, con competenze dedicate alle frodi assicurative;
introduzione di procedure accelerate nei casi caratterizzati da evidenza probatoria;
previsione di aggravanti per le ipotesi di frode organizzata e seriale;
applicazione della confisca dei proventi illeciti quale strumento di contrasto patrimoniale;
rafforzamento della cooperazione tra assicurazioni, autorità giudiziaria e forze dell’ordine;
utilizzo di strumenti digitali e modelli di analisi predittiva;
maggiore trasparenza sui dati del contenzioso e sugli esiti processuali.
previsione di specifiche sanzioni penali e disciplinari per le figure professionali coinvolte nelle frodi assicurative (avvocati, consulenti tecnici, medici, periti), con introduzione di aggravanti nelle ipotesi di partecipazione organizzata o reiterata e con applicazione di misure interdittive dall’esercizio dell’attività
Sul piano tariffario
adeguamento dei premi al rischio reale e all’effettivo utilizzo del veicolo;
superamento delle distorsioni territoriali e degli automatismi tariffari;
introduzione di bonus e/o riduzioni per gli assicurati a bassa sinistrosità;
applicazione di franchigie per i soggetti ad elevata sinistrosità;
previsione di sistemi premiali per gli assicurati anziani basati sulla storia assicurativa;
introduzione di modelli tariffari progressivi e agevolazioni per i neopatentati.
Finalità della riforma
Ristabilire il rapporto tra responsabilità individuale e costo collettivo, rafforzando equità, legalità e sostenibilità del sistema, senza incidere sul diritto al pieno risarcimento dei terzi.
Il percorso avviato ha dunque raggiunto un punto di snodo.
L’analisi è stata compiuta, le criticità sono state individuate, le proposte sono state formulate e il tema è stato portato all’attenzione del Parlamento. Resta ora il passaggio più delicato: la traduzione di questo lavoro in una riforma legislativa organica.
Tuttavia, proprio la natura del percorso intrapreso impone un’ulteriore apertura: quella alla partecipazione civica.
Per questa ragione, accanto al percorso istituzionale, è stata promossa una raccolta firme e l’attivazione di un canale dedicato di ascolto, attraverso i quali cittadini, operatori del settore e professionisti potranno contribuire attivamente al processo di elaborazione normativa.
Perché una riforma che incide su un sistema fondato sulla mutualità e sulla fiducia non può prescindere dal coinvolgimento diretto di coloro che ne sostengono i costi e ne subiscono le distorsioni.
In questa prospettiva, il passaggio dalla fase istruttoria alla concreta iniziativa legislativa rappresenta un banco di prova non soltanto per il settore assicurativo, ma per la capacità complessiva del sistema di rispondere a fenomeni complessi con strumenti adeguati.
Il rischio, infatti, è che l’assenza di un intervento strutturale consolidi un modello nel quale l’inefficienza della risposta pubblica e la diffusione delle condotte illecite continuino a essere assorbite dal sistema attraverso un aumento generalizzato dei costi, con effetti distorsivi sempre più evidenti.
Al contrario, un intervento normativo coerente e organico consentirebbe non solo di rafforzare il contrasto alle frodi, ma di ristabilire un principio fondamentale: quello per cui il rispetto delle regole non può tradursi in un aggravio economico per i cittadini virtuosi.
BOX 1 — COME PARTECIPARE
Riforma R.C. Auto: partecipazione civica e raccolta contributi
È possibile partecipare attivamente al percorso di riforma attraverso:
👉 Sottoscrizione della raccolta firme
L’iniziativa di raccolta firme è promossa attraverso una rete di soggetti associativi e canali di partecipazione civica, anche in coordinamento con le realtà aderenti a Civicrazia, presso i quali è possibile manifestare la propria adesione.
📩 Invio contributi e segnalazioni al seguente indirizzo e-mail: riccardodenuncia@gmail.com
I contributi raccolti saranno utilizzati per l’elaborazione normativa e per il rafforzamento del confronto istituzionale in corso.
È in questa convergenza tra competenza tecnica, responsabilità istituzionale e partecipazione civica che può trovare compimento una riforma realmente efficace.
Avv. Emma Vizzino
Avv. Riccardo Vizzino Avvocato, Responsabile nazionale di Civicrazia contro le truffe |
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