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La voce della Politica
| Leggieri:''era Lomuti finisce com’era iniziata: con un grande fallimento'' |
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10/03/2026 | L’era Lomuti finisce com’era iniziata: con un grande fallimento.
E non mi riferisco soltanto al tracollo elettorale che negli ultimi anni ha progressivamente ridotto il
Movimento 5 Stelle lucano a una presenza sempre più marginale nelle istituzioni. Il fallimento più grave è
stato prima di tutto interno. È stato un fallimento politico, etico e morale. Il fallimento di un Movimento che
era nato per dare voce ai cittadini e che invece è stato trasformato in una comunità di tifosi, spettatori passivi
di un palazzo che brucia mentre nessuno sembra accorgersi nemmeno dell’odore di fumo.
Il Movimento 5 Stelle era nato con un’idea semplice: prima di parlare si ascolta. E si ascolta molto. Le
decisioni nascevano dal confronto, dal territorio, dalla partecipazione. Non era un partito costruito attorno
alle fedeltà personali, ma una comunità politica che premiava la partecipazione e la responsabilità.
Quella stagione si è progressivamente chiusa negli anni della gestione Lomuti.
Da allora il Movimento in Basilicata ha iniziato una lenta ma costante parabola discendente. Il Movimento
che nel 2018 rappresentava una forza politica centrale nella regione è stato progressivamente svuotato
dall’interno. I comuni amministrati sono scomparsi uno dopo l’altro. Le divisioni interne sono state
affrontate con veti e chiusure invece che con il confronto. Le scelte politiche sono state spesso condotte in
solitudine, senza il coinvolgimento reale della base.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un susseguirsi di sconfitte elettorali che hanno portato il Movimento dalla
centralità politica all’irrilevanza.
Il capolavoro politico di questa gestione è arrivato alle elezioni regionali, con trattative infinite, veti
incrociati, alleanze costruite e distrutte e una gestione delle liste che ha finito per allontanare ulteriormente il
Movimento dal territorio. Il risultato è stato un crollo dei consensi e la vittoria, per la seconda volta, del
centrodestra.
L’epilogo di questa parabola è arrivato con le elezioni provinciali di Potenza. Nessun rappresentante eletto.
Non è soltanto una sconfitta elettorale. È la certificazione di un fallimento politico che si è consumato nel
tempo.
Negli anni ho denunciato più volte questa deriva, anche quando ricoprivo il ruolo di capogruppo del
Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale. L’ho fatto pubblicamente, con chiarezza e con senso di
responsabilità. Ma quella voce è stata spesso isolata, liquidata come polemica interna, talvolta persino
accusata di lesa maestà.
Oggi i fatti parlano da soli.
Se davvero si vuole voltare pagina non può bastare il passo indietro del coordinatore regionale. Quando una
stagione politica si chiude con un fallimento così evidente, il problema non riguarda soltanto il vertice ma
l’intera struttura che ha sostenuto e difeso quella gestione.
In questi anni abbiamo assistito anche a una prassi che stride apertamente con i principi fondativi del
Movimento. Il cumulo di incarichi istituzionali e di partito, con figure che contemporaneamente ricoprono
ruoli di consiglieri regionali, consiglieri comunali e coordinatori territoriali, rappresenta una distorsione
evidente rispetto allo spirito e alla lettera dell’articolo 3 del Codice etico del Movimento 5 Stelle. Un
principio che doveva garantire sobrietà, equilibrio e separazione dei ruoli e che invece è stato
progressivamente svuotato di significato.
Se davvero si vuole ricostruire credibilità politica non basta cambiare il nome di chi sta al vertice. Occorre
avere il coraggio di rimettere in discussione un’intera organizzazione che negli ultimi anni si è dimostrata
fallimentare.
Ora si apre una nuova fase. A chi prenderà il suo posto spetterà l’onere, tutt’altro che semplice, di provare a
rimettere in piedi un Movimento che negli ultimi anni ha perso non soltanto consenso elettorale, ma
soprattutto identità e credibilità.
Il Movimento 5 Stelle deve molto alla Basilicata. E la Basilicata, per molti anni, ha creduto nel Movimento.
Ma la fiducia dei cittadini non è una rendita eterna. Va meritata ogni giorno, con serietà, coerenza e rispetto
delle regole.
Se questo cambiamento non arriverà davvero, il rischio è che l’era Lomuti non venga ricordata soltanto come
una parentesi politica fallimentare, ma come il momento in cui il Movimento 5 Stelle in Basilicata ha iniziato
a smettere di esistere.
Gianni Leggieri, già consigliere regionale |
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