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La voce della Politica
| Indennità differita, ampio dibattito in Aula |
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17/02/2026 | Il dibattito in Aula sula provvedimento riguardante l’indennità differita ha preso il via con la comunicazione del presidente della Giunta regionale, Vito Bardi. A seguire l’intervento dell’assessore Cicale e poi anche quello dell’assessore Cupparo.
Il consigliere Vizziello (Bcc) ha evidenziato due punti centrali “di una vicenda incresciosa, nata dalla decisione della maggioranza di introdurre il vitalizio per i Consiglieri regionali, giudicata errata nel metodo e nel merito. Le modifiche correttive oggi all’esame dell’Aula sono il frutto dell’azione tempestiva dell’opposizione, che ha ridimensionato i privilegi originari”. Criticata “la giustificazione secondo cui provvedimenti simili sarebbero stati adottati altrove”, ha sottolineato che “in Basilicata il contesto economico e sociale, con molte famiglie sotto la soglia di povertà e un Pil pro capite basso, rende tali misure intollerabili”. Ha poi richiamato “il bisogno di considerare il sentimento dei cittadini per salvaguardare la legittimazione democratica, preannunciando voto contrario sia al provvedimento originale sia alla correzione”.
Dopo ha preso la parola il consigliere Polese (OL) sottolineando che “la discussione riguarda la qualità del confronto democratico e l’Aula non può cedere a campagne di disinformazione e populismo”. Polese ha difeso “la scelta della maggioranza come sintesi responsabile, basata su un sistema contributivo coerente con il modello nazionale, respingendo accuse di privilegi”. Il consigliere ha chiarito che “il riferimento al fondo del 2017 non sottraeva risorse a disabili o politiche sociali, definendo false e lesive le accuse”. Polese ha parlato di “fake news e attacchi personali annunciando azioni legali per le offese ricevute sui social. La norma replica quella del sistema nazionale, elimina equivoci e rappresenta buonsenso, auspicando che il dibattito torni sui temi prioritari per la Basilicata”.
Bochicchio (AVS-PSI-LBP) ha evidenziato che “la maggioranza ha sbagliato ad approvare il provvedimento con troppa fretta, senza un adeguato confronto, alimentando polemiche amplificate anche dalla trasmissione Le Iene. Allo stesso tempo ha criticato chi ha cavalcato il malcontento con toni populisti, puntando sulla narrazione della ‘casta’. “I socialisti – ha precisato - hanno preso le distanze da questa impostazione, ribadendo che la copertura previdenziale contributiva per i consiglieri non è un privilegio, ma una garanzia di accesso democratico alla politica. Pur condividendo il principio, ha contestato il metodo: no alla retroattività, no all’uso di fondi sociali e no all’opzione individuale ritenuta inopportuna”. Per queste ragioni ha annunciato il suo voto contrario.
Picerno (FI) ha denunciato “una polemica esasperata e demagogica, basata su narrazioni parziali sul presunto ‘fondo sociale’”. Ha sottolineato che “la legge è stata modificata, eliminando il fondo e la retroattività, dimostrando responsabilità della maggioranza”. Ha chiarito che non si introducono privilegi, ma un sistema contributivo analogo a quello della Camera e adottato in altre regioni, e che i vitalizi derivano da norme passate. “La copertura previdenziale – ha puntualizzato - è una tutela fondata sui contributi versati, necessaria per mantenere la politica accessibile a tutti”. Ha chiesto poi “toni più bassi, il superamento della demagogia, la necessità di riportare il dibattito sui problemi concreti della Basilicata”.
La Vicepresidente Fazzari all’arrivo del consigliere Aliandro che ha avuto un grave lutto in famiglia ha espresso le condoglianze e vicinanza a nome di tutta l’Aula.
Cifarelli ha sottolineato che “il dibattito sui vitalizi riguarda anche questioni politiche e costituzionali legate a uguaglianza e indipendenza dei consiglieri. Il sistema contributivo non è in discussione, ma il metodo, con tempi compressi, mancanza di confronto e inserimento in un collegato, ha generato confusione e sfiducia”. Pur riconoscendo le modifiche che eliminano la retroattività e il riferimento al fondo, il consigliere ha evidenziato come “il percorso iniziale abbia danneggiato la credibilità dell’istituzione. Il contributivo è giusto, ma va adottato con trasparenza e condivisione”. Da qui la dichiarazione: “Per coerenza con il gruppo, il voto non può essere favorevole, a difesa del metodo e della fiducia dei cittadini”.
Tataranno ha espresso “scoramento” per un dibattito politico che ha definito “abrasivo capace di danneggiare la credibilità delle istituzioni, sottolineando che riferendosi ai costi della politica, si tratta innanzitutto di costi sociali, emotivi e familiari, e al tempo che ogni cittadino deve sottrarre alla propria vita per impegnarsi in politica”. Il consigliere continuando ha “difeso il principio che il politico è un lavoratore con diritti previdenziali legittimi ed ha chiarito che l’indennità differita non è un privilegio, ma una tutela volontaria. Ha, poi, invitato a distinguere valutazioni personali da polemiche ideologiche, concentrandosi sui problemi della Basilicata”, ed ha ribadito che “la sua scelta di non aderire nasce dalla libertà professionale”, esortando i colleghi a “fare altrettanto con coerenza e trasparenza”.
Verri ha evidenziato che “il dibattito sui vitalizi ha superato ogni aspettativa, concordando con l’assessore Cicala sul fatto che la norma è nata male, senza passaggi nelle competenti Commissioni e senza confronto con le parti sociali, generando confusione e frattura sociale”. Pur riconoscendo i correttivi parziali, ha sottolineato che “il Movimento 5 Stelle non ha avuto alcun confronto sull’indennità differita e ha respinto accuse di complicità. Ha ribadito anche che la politica deve agire con opportunità, non solo legittimità, e che la scelta di non aderire al contributivo è coerente e trasparente”. Infine ha ricordato “esperienze politiche passate condivise”, concludendo che il “Movimento 5 Stelle continuerà a opporsi a privilegi e a difendere la credibilità della politica lucana”.
Marrese è intervenuto sottolineando “l’importanza di rispettare regole, coerenza e responsabilità nel ruolo politico, evitando populismo e comunicazioni strumentali”. Ha criticato “la gestione della cosiddetta indennità differita, introdotta senza passaggi preliminari né trasparenza, creando incomprensioni e disaffezione nell’opinione pubblica”. Ha ribadito “la necessità di un confronto istituzionale e popolare, con leggi autonome, trasparenti e non retroattive, valorizzando Commissioni, parti sociali e cittadinanza. Occorre un intervento normativo nazionale che uniformi i trattamenti contributivi tra regioni e riconosca forme di tutela anche ai sindaci, chiamati a svolgere un ruolo gravoso. Le priorità della Basilicata sono famiglie, servizi sociali, sanità, istruzione, giovani e imprese; il Consiglio deve operare con trasparenza e partecipazione”.
Galella ha ribadito la differenza tra vitalizio e pensione, sottolineando che la norma riguarda esclusivamente un sistema contributivo, maturato al raggiungimento dell’età pensionabile, e non assegni a vita. Ha evidenziato come il populismo e la disinformazione abbiano creato accuse infondate di “mani nella marmellata”, mentre l’obiettivo è garantire pari diritti a tutti i consiglieri, anche delle legislature precedenti. Ha richiamato i sindacati e l’opinione pubblica a distinguere tra vitalizi reali, spesso molto elevati, e le pensioni contributive di importo modesto. Infine, ha invitato i colleghi a prendere responsabilmente decisioni sul provvedimento, proponendo emendamenti migliorativi se necessario, e a sostenere insieme la legge senza alimentare narrazioni false.
Araneo ha disapprovato il livello del dibattito sull’indennità differita o vitalizio, criticando il centrodestra per “aver confuso merito e indignazione popolare, scaricando responsabilità e mostrando arroganza” ed evidenziando “l’incoerenza tra parole e fatti, con accuse di populismo e violenza verbale da parte della maggioranza”. “Le sottoscritte esponenti del M5s - ha continuato - ribadiscono la posizione chiara del Movimento: non accedere al sistema contributivo, pur riconoscendone legittimità normativa, perché ora le priorità della Basilicata sono altre, come lavoro e welfare”. Ha sottolineato “il valore del fondo contributivo come strumento sociale reale e l’importanza di distinguere indignazione legittima da odio, riaffermando la necessità di coerenza, responsabilità e attenzione ai bisogni concreti dei cittadini”.
Leone ha spiegato che “ciascuno è valutato dalle proprie comunità, che conoscono la condotta reale e distinguono tra chi interpreta la politica in maniera popolare e chi diversamente”. Ha ribadito che “l’indennità differita non è un vitalizio e che, pur non beneficiandone personalmente grazie alla propria pensione, è utile per chi sospende l’attività professionale dopo il mandato”. Ha evidenziato che “gli importi non cambiano la vita dei cittadini più fragili, ma il dibattito ha generato un’immagine distorta e dannosa dei consiglieri, screditandoli agli occhi dell’opinione pubblica”. Leone ha “invitato a riconoscere gli errori, correggerli e abbassare i toni, che possono ritorcersi contro chi li usa, e solo dimostrando coerenza e trasparenza si guadagna credibilità davanti ai cittadini”.
Chiorazzo ha parlato di “passione e coerenza nel ruolo politico, criticando la gestione del dibattito sul ripristino dei vitalizi e le incoerenze tra parole e fatti”. Ha ribadito la “posizione chiara di Basilicata Casa Comune contro i privilegi, denunciando errori procedurali e mancanza di trasparenza, e la discrepanza tra dichiarazioni nazionali e atteggiamento regionale”. Ha richiamato “esempi virtuosi di altre regioni, confrontando indennità e rimborsi con la media nazionale”, e ha evidenziato “l’impatto negativo sulla credibilità politica e sul rapporto con i cittadini. Ha sottolineato l’importanza di “ascoltare la volontà popolare, concentrarsi su lavoro e welfare e rispettare il principio di servizio della politica, impegnandosi personalmente a devolvere somme che lo riguardano a sostegno dei giovani e chiedendo l’abrogazione immediata della norma”.
Morea ha espresso disagio per “il clima di offese e speculazioni politiche, sottolineando la necessità di serietà, rigore e trasparenza nel dibattito”. Ha evidenziato “l’incoerenza di chi condanna a parole ma sfrutta politicamente le situazioni, ribadendo il valore della dignità personale e del rispetto reciproco, anche di fronte a critiche e insulti”. Ha ricordato la sua esperienza come sindaco di Irsina, “l’importanza della tutela previdenziale per chi non ne ha, e ha sostenuto la solidarietà con chi è stato messo ingiustamente alla gogna. Ha ribadito la necessità di approvare la norma senza retroattività e fondo, lasciando a ciascuno la responsabilità delle scelte, e ha sottolineato che i cittadini devono giudicare per il lavoro e l’impegno reale, non per speculazioni o interventi sterili”. Ha concluso invitando l’Aula a “elevare il dibattito e a evitare derive volgari e personalistiche”.
Aliandro si è soffermato sulla “origine e la condivisione della norma contributiva, chiarendo che non esiste più il vitalizio e che la retroattività sarà limitata a questa legislatura, lasciando ai consiglieri la facoltà di scegliere se accedervi”. Ha ricordato “il ruolo del fondo, gestito dall’Ufficio di Presidenza, e ha criticato l’uso politico e populista dei social per strumentalizzare temi come la disabilità e la solidarietà, sottolineando la necessità di trasparenza e correttezza”. Ha illustrato le “scelte fatte per destinare i fondi a cooperative sociali e cittadini bisognosi”, ribadendo la “responsabilità personale dei consiglieri e l’importanza di agire con lealtà, moderazione e attenzione al bene comune, evitando estremismi e populismi, per tutelare la credibilità politica e il rapporto con i cittadini”.
Fanelli ha ricordato che “i vitalizi sono stati aboliti in Italia dal 2012 e che il sistema in discussione, tema dell’odierna seduta consiliare, è il sistema contributivo, certo non paragonabile ai vecchi vitalizi”. Ha sottolineato “la necessità di garantire equità e accessibilità alle cariche pubbliche, riconoscendo i contributi a chi svolge attività politica senza compromettere la propria professione o la dignità economica”. Parlando della gestione del fondo, ha precisato che “non riguarda politiche sociali strutturate né sottrae risorse ai cittadini bisognosi, e ha illustrato le modalità di erogazione a progetti meritevoli. Ha ribadito l’eliminazione della retroattività e la facoltatività del contributivo, invitando all’onestà, alla trasparenza e a valutare la norma in coerenza con altre realtà nazionali, evitando fraintendimenti o speculazioni politiche”.
Per Lacorazza “lo scontro tra l’assessore Latronico e il vicepresidente Chiorazzo richiama al valore dell’istituzione e alla necessità di preservarne autorevolezza e credibilità, nei toni e nei contenuti. Le parole hanno peso e devono servire a edificare, non a distruggere. Non possiamo più rinviare l’attuazione degli strumenti di partecipazione popolare previsti dallo statuto, per rinforzare il rapporto con i cittadini. La politica deve uscire dalla sua bolla e concentrarsi su democrazia e partecipazione, chiarendo costi e modalità degli interventi, gestendo le scelte in modo trasparente. È necessario fermarsi, riflettere e trovare tempi e modalità adeguate per ricostruire il valore dell’istituzione, evitando che episodi interni compromettano l’immagine della Regione e concentrandosi su temi concreti come Sanità, infrastrutture, agricoltura per il benessere dei cittadini”.
Infine, il consigliere Napoli ha affermato che “il modo per riconnettersi con la comunità lucana è parlare con verità. In questi giorni si è detto di tutto, ma la politica non si misura sul rumore. I vitalizi, nati negli anni Settanta, non li abbiamo introdotti noi, erano assegni legati al ruolo e non ai contributi, per questo sono stati superati dal 2011. Restano diritti acquisiti che non si possono cancellare retroattivamente, ma si può fare diversamente per il futuro. Il sistema contributivo è diverso, restituisce solo quanto versato. Confondere le due cose crea una narrazione distorta. Abbiamo corretto ciò che era necessario, eliminando ogni retroattività. Il referendum è legittimo, ma la democrazia vive anche nel confronto istituzionale. La credibilità si difende con la verità e con scelte responsabili, anche quando sono impopolari. E soprattutto si rafforza mettendo al centro i problemi reali dei cittadini, non le polemiche strumentali”. |
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