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La voce della Politica

Lomuti . Da Stellantis alle PMI abbandonate. Urso non è all’altezza, deve andare a casa

6/02/2026

Dietro i numeri e la propaganda del Governo c’è una realtà che non può più essere ignorata: migliaia di piccole e medie imprese italiane sono oggi soffocate dal caro energia, dal caro mutui, dal crollo dei consumi e dall’incertezza internazionale, senza alcun sostegno concreto da parte dello Stato.
La cosiddetta Legge annuale sulle piccole e medie imprese certifica questo fallimento: un provvedimento vuoto, privo di risorse e di visione. Zero euro per abbassare il costo del denaro, zero per contrastare il caro energia, zero per affrontare l’impatto dei dazi, zero per rilanciare la produzione industriale, zero per abbassare il cuneo fiscale, zero per i consumi bloccati, zero per il calo della produzione industriale, zero per il caro mutui.
È lo stesso Governo ad ammetterlo, inserendo la clausola di invarianza finanziaria che traduce la legge in un dato semplice e impietoso: per il Governo le PMI valgono zero. Sarebbe utile sapere che fine hanno Darwin i 25 miliardi di euro destinati a sostenere le piccole e medie imprese annunciate dal Governo nel 2025. Una menzogna anche questa? Non è finita. Alle PMI è stato imposto l’obbligo di pagare assicurazioni contro le catastrofe naturali che invece, a catastrofi avvenute, si scopre che non servono a nulla.
A questo fallimento generale si aggiungono scelte politiche che hanno prodotto effetti opposti a quelli annunciati. Il cosiddetto “carrello tricolore”, presentato come misura di contenimento dei prezzi, ha accompagnato un aumento medio del 24 per cento dei prezzi al consumo tra il 2021 e il 2025.
Sul fronte dell’automotive, mentre il Ministro Urso annunciava l’obiettivo irrealistico di un milione di auto prodotte, la filiera industriale italiana si è ridotta notevolmente e parte della produzione è stata delocalizzata, anche verso Paesi extraeuropei come l’Algeria. È intanto a Melfi gli operai e le operaie di Stellantis e del suo indotto vivono mesi drammatici dopo che il ministro Urso prometteva 1 milione di auto. Riguardo alle bollette altissime il Governo Meloni esprime la sua vera essenza politica, quando il Ministro Pichetto Fratin dice che siamo in ritardo perchè il Governo non riesce a trovare 3 miliardi. Però trovano 15 miliardi per il ponte sullo stretto, 24 miliardi per le armi, 1 miliardo per l’inutile CPR in Albania ma non trovano 3 miliardi per le PMI che stanno morendo. Il Governo Meloni ha detto NO allo Scudo contro il caro-vita per far ripartire i consumi, NO alla tassazione draghi extra-profitti per aiutare le imprese con le bollette, NO alle garanzie pubbliche gratuite che erano ossigeno per le nostre PMI.
Ancora, con la transizione 5.0 il Governo ha di fatto bloccato e reso inutilizzabile la transizione 4.0, che invece funzionava ed era uno strumento concreto di investimento per le imprese. La nuova 5.0 ha sottratto risorse e introdotto una complessità burocratica che ha congelato miliardi di euro destinati all’innovazione.
Dopo tre anni e mezzo di Governo e quattro manovre di bilancio, è crollata definitivamente la narrazione dell’Esecutivo “amico delle imprese”. Le PMI sono state lasciate sole di fronte all’aumento esponenziale delle bollette, all’innalzamento dei tassi di interesse e al rallentamento dell’economia. Il responsabile politico di questo disastro ha un nome e un cognome: Adolfo Urso. Un ministro che si è dimostrato incapace di governare le politiche industriali e che, anziché curare il sistema produttivo, ha contribuito ad aggravare la crisi.
Per queste ragioni la richiesta è netta e non più rinviabile: il Ministro Urso deve andare a casa. Per dignità istituzionale, per rispetto verso le imprese italiane e per evitare ulteriori danni a chi lavora, investe e produce.



On. Arnaldo Lomuti

Camera dei Deputati



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